Aggressività e violenza

Come recuperare il rapporto con mia madre?

Maria

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Salve a tutti, ho 30 anni e attualmente vivo all'estero. All'eta' di sei anni ho perso mio padre e, per aiutare mia madre e mia sorella piu' piccola, subito dopo i miei nonni materni sono venuti a vivere con noi. Sono stata non picchiata ma massacrata di botte da mia madre nel corso della mia infanzia, da quello che dice lei perche' non ubbidivo, tanto da scappare di casa all'eta' di 8 anni per andare in un albergo dove poter passare la notte. All'eta' di 10 sono stata palpeggiata dal fratello di mio padre in montagna e dopo averlo raccontato a mia madre lei non ha fatto nulla nonostante era a conoscenza che lui lo aveva gia' fatto. Fortunatamente quando avevo 11-12 anni i miei nonni sono tornati a vivere nella loro casa dato che la convivenza era diventata impossibile. Dopo un paio di anni ho iniziato a soffrire di bulimia e mia madre anziche' comprendere il mio stato mi incolpava di lasciare il bagno sporco (io ovv pulivo benissimo ma lei se ne accorgeva lo stesso e mi incolpava facendomi sentire umiliata). Purtroppo sono divenata molto violenta con lei durante la mia adolescenza e tutta quella violenza che ho subito, l'ho tutta restituita fino a quando non sono andata a vivere da sola. In tutti questi anni mia madre si e' sempre comportata da vittima e fatto credere agli altri che non potevamo permetterci certe cose ( falso perche' non abbiamo mai avuto problemi economici). Lo scorso Natale voleva festeggiarlo ancora una volta con la fam del fratllo di mio padre ignorando ancora qnto successo 20 anni fa e preoccupandosi piu' della giustificazione da dare se non andavamo. Da quando ho iniziato a lavorare le ho comprato dei vestiti e l'ho portarta in vacanza ma lei quei vestiti ( normalissimi) non li ha quasi mai messi e dei viaggi fatti non ne parlava con nessuno. La rabbia che porto dentro nei suoi confronti e' tanta e non capisco perche' lei non riesce a uscire da questa condizione di vittimismo che la accompagna da quando ha perso mio padre. Purtroppo manca di carattere e tende da sempre a coprire determinate situazioni per evitare commenti da parte di conoscenti. Mi dicono che lei viene da un'educazione cattolica sfrenata dove la chiesa e il perdono vengono prima di tutto. IO sto molto male perche' vorrei vedere mia madre come una donna normale ( che va in chiesa ma che pensa anche alla propria persona). Se litighiamo bruscamente le rinfaccio semppre di non aver denuncato mio zio e di avermi picchiato da bambina. La lontananza da casa mi ha fatto guarire dalla bulimia ma al tempo stesso essere triste per la lontananza da mia madre. In tutti questi anni e ancora adesso lei non e' in grado di gestire determinate situazioni che hanno purtroppo delle conseguenze poi sulla mia persona. A casa mi sono sempre preoccupata io di tutto soprattutto nel 2006 quando lei ha dovuto superare un tumore (dall'stero mi preoccupavo persino se la sera avesse chiuso bene le finestre). Dal 2009 che ho lasciato casa allo scorso natale abbiamo avuto un rapporto stabile ma ora tutto e' cambiato e non la voglio piu' sentire perche' ho capito che non cambiera' mai e continuera' sempre a dare piu' importanza alle apparenze. Mia sorella si e' sempre comportata in maniera arrogante con me e ha sempre pensato esclusivamente ai suoi studi. Vi chiedo: capira' mia madre che la vita e' fatta anche di gioie? Come posso superare tutti questi traumi subiti da piccola e recuperare il rapporto con mia madre? Purtroppo prima di concludere devo ammettere che a volte vorrei ancora picchiare mia madre per la rabbia che ho dentro nei suoi confonti Vi ringrazio infinitamente per il vostro aiuto e per il vostro tempo. Saluti MP

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Maria,

lei ha assoluto bisogno di uno/a psicoterapeuta che la aiuti a superare questi suoi rancori. Le consiglierei di consultare uno psicoterapeuta della Gestalt esperto, ma può provare anche altri approcci. E' indispensabile che si instauri una relazione terapeutica che con un consulto può essere solo, nel migliore dei casi, parziale; inoltre con più colloqui la situazione può essere monitorata e aggiustato il tiro delle manovre terapeutiche.

In alcune famiglie l'intensità dei traumi, le condizioni di vita, la fragilità dei caratteri o la qualità delle relazioni possono causare danni anche gravi che tuttavia possono essere spesso ricomposti e superati.

Le segnalo un articolo sull'imprinting sul mio sito professionale, che parla delle capacità della psicoterapia di rimediare ad apprendimenti nefasti anche molto precoci.

cordiali saluti

Cara Maria,

il difficile rapporto venutosi a delineare nel tempo tra Lei e sua madre deriva probabilmente dalla mancata elaborazione del lutto in seguito alla perdita della figura paterna, ma le difficoltà che Lei ha dovuto affrontare lasciano trasparire nodi irrisolti che forse hanno radici nella diversità che vi distingue.  Il bisogno di superare i traumi irrisolti di cui scrive può essere una indicazione utile per consultare lo psicologo che La guiderà nel risolvere la rabbia che manifesta e nel rispondere alle domande che pone. Le consiglio nel frattempo di iniziare degli esercizi di rilassamento e di dedicarsi ad attività che Le rechino serenità. Liberare la mente anche se per pochi minuti al giorno può essere il primo passo per il mutamento che si rende necessario.

Salve in merito alle tue domande ti chiedo, a 30 anni con una vita all'estero ed un lavoro, invece di pensare a quando aveva 10 anni, perchè non pensa che adesso ha 30 anni è una giovane donna, ed ha una vita davanti? un compagno da amare? e dei figli? Mi rendo conto che il passato è stato doloroso per lei, ma lo vive ancora come se non fosse mai passato, provi a rivolgersi privatamente ad un collega nella città in cui vive, in un percorso privato elaborerà il suo passato e tornerà a vivere nel presente, a perdonare e dimenticare, indipendentemente dalla religione, ma per la sua salute psico-fisica. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

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