Ho paura di diventare violenta

Giorgia

Salve a tutti, premetto che sono molto scossa e forse il testo presenterà degli errori. Sono cresciuta dentro una famiglia dedita ai sacrifici: mio padre fin da piccolo ha iniziato a lavorare e si è laureato per bene due volte giusto per mostrare a mio nonno che “meritava” attenzione e opportunità al pari dei suoi fratelli maggiori che avevano sempre avuto tutto concesso. Mia madre invece è stata quasi vittima di un omicidio insieme a mia nonna da quello che era suo marito (ovvero mio nonno) che proprio per questi spiacevoli eventi non ho mai conosciuto. I miei genitori tutt’oggi non sono persone a mio parere tranquille, ma precedentemente l’unico problema era mia madre. Mia madre è sempre stata molto violenta, da bambina mi picchiava spesso per i minimi errori: ho ricordi cristallini dove mi trascinava con i capelli per terra, mi schiacciava il viso e mi urlava addosso, spesso quando mio padre non c’era in casa. All’asilo avevamo iniziato a imparare a scrivere i numeri e le lettere ed io scrivevo sempre il numero 2 rovesciato. Questa cosa ricordo che a mia madre l’aveva fatta uscire di testa, me lo ricordo così bene proprio perché in quell’occasione mi aveva bucato la testa con la matita con cui stavo scrivendo. Questo é solo per citare uno dei tanti episodi, spesso mi mordeva la mano destra perché “disegnavo”, per i miei genitori era come una malattia che avrebbe potuto rovinarmi a vita e mi hanno sempre fatto vivere la cosa come se fossi stata una malata. Una volta mio padre era arrivato a prendere tutti i miei disegni che avevo nascosto (avevo all’incirca 14/15 anni) e me li aveva buttati nella spazzatura del condomino e io con le lacrime li ero andato a recuperare con la scopa. Sono sempre stati molto pressanti, ed io per moltissimo tempo ho cercato di farmi scivolare le cose addosso. Purtroppo ci sono davvero tantissimi avvenimenti che potrei raccontare ma sarebbero troppi da scrivere qui. Ora sono all’università e dopo tanti anni ho iniziato a sentire qualcosa di veramente terrificante scattare in me. Ogni volta che litigo con loro (cosa che accade ogni giorno) sento una rabbia incontrollabile, quasi come se fosse qualcosa che mi logora dentro e un desiderio di alzare le mie mani addosso a loro, non tanto per mio padre (lui non é mai stato violento com me, se non per qualche schiaffo durante tutta la mia vita, o almeno così ricordo al momento) ma poi per mia madre. Sono diventata ingestibile perfino con me stessa, anche al solo narrare quello che mi è successo quando ero più piccola mi provoca un senso di rabbia indescrivibile. Prima ci ridevo sopra, perché spesso quando mi aprivo con qualche mio amico la buttavo sempre sul ridere, della serie “ah, i miei mi avrebbero fatta saltare in aria” ma ora non riesco più a fare ciò senza sentire la rabbia. Non mi hanno mai lasciato prendere scelte di testa mia; ho fatto danza per 12 anni e quando decisi di abbondonarla (a causa dei comportamenti da bulle delle mie compagne) i miei mi avevano insultata e derisa per ciò , dicendo che le cose le dovevo affrontare quando solo due anni prima ero stata vittima di un grosso caso di bullismo che aveva fatto mobilitare i miei professori, e loro sapevano benissimo come ancora non mi fossi ripresa dall’esperienza negativa. Dopo tanti urli e lacrime sono riuscita nel mio obbiettivo, ma ogni volta se devo andare contro di loro e farmi ascoltare devo alzare la voce… non è una cosa che mi piace perché mi fa sentire davvero male dopo, perché mi rendo conto che quando parlo con loro non vengo MAI ascoltata. Spesso dicono che io mi inventi le cose e fanno ricadere tutti i loro problemi su di me. Oltretutto mi sento a disagio quando i miei amici parlano dei loro genitori in chiave positiva perchè mi rendo conto di quanto sia fuori posto la mia situazione; so’ che non tutte le famiglie sono perfette ma ogni volta che racconto ciò che mi fanno passare i miei giornalmente la gente si preoccupa e spesso mi è stato offerto di dormire fuori casa. Io sono molto stanca oramai, la rabbia è l’unica cosa che oramai mi sta portando avanti e trovo molta difficoltà a relazionarmi con gli altri dopo l’inizio della mia fase di “risveglio” che dura da due anni. Spesso mia madre si accanisce proprio i giorni precedenti agli esami, per esempio proprio stasera ho litigato con lei e domani ho un esame e sono arrivata la punto in cui penso in cui lei lo faccia apposta. Dice sempre che devo essere “meritevole” e non mi da’ mai una vera parola d’appoggio, a febbraio il giorno prima di un esame mi ha fatto piangere come una disperata tanto che non ho aperto libro per tutta la giornata , e il giorno dopo quando sono tornata con il 30 si è azzardata a dirmi “lo sapevo che ce l’avresti fatta”. E mi dispiace dirlo, ma ogni complimento da parte sua mi sembra tremendamente falso e a me oramai irrita solo sentire la sua voce. Quando poi mi mostro nervosa per le sue frecciatine fa finta di nulla… sono molto stanca e ho davvero paura che un giorno di questi arrivi a metterle le mani addosso.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Giorgia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL