Aggressività e violenza

Il mio fidanzato è dipendente da me

Francesca

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Buongiorno,
Ho 21 anni e sono fidanzata con un mio coetaneo da 7 anni. Siamo sempre stati innamorati e il nostro rapporto è sempre stato speciale, prima che essere fidanzati eravamo migliori amici, complici.
La nostra relazione è sempre stata però costellata da eventi spiacevoli, in cui lui mi ha fondamentalmente plasmata per allontanarmi da persone che non gli piacevano nonostante fossero miei amici fidati, per non farmi andare alle feste... Il motivo di tutto questo non era la mancanza di fiducia nei miei confronti, ma la paura che qualcuno potesse avvicinarsi a me. Non ho mai acconsentito senza controbattere, ma purtroppo lui vinceva sempre, magari scendendo a compromessi (es: non mettere vestitini, non truccarti, parla al telefono con me...). Mi pento tantissimo di aver permesso tutto questo, perchè poi è diventata una abitudine. Dal 2017 però abbiamo iniziato l'università e ci siamo trasferiti in una nuova città, dove abbiamo iniziato una nuova vita sociale con amici comuni e la situazione è migliorata notevolmente. Quando tornavamo nella nostra città la situazione non era cambiata però. Capitava di litigare e che lui mi dicesse cose spiacevoli, io però non lo riconoscevo e sapevo che non era in lui, come se accecato dalla rabbia cambiasse personalità e non fosse più lucido. Una volta l'anno scorso in un momento di lucidità ho provato a fargli delle domande e a chiedergli perchè mi avesse detto certe cose: lui non ricordava di averle dette.
Negli anni abbiamo sognato il nostro futuro, la nostra casa e la nostra famiglia, ed erano sogni che io condividevo perchè sentivo che lui fosse la mia persona. I miglioramenti negli anni sono stati notevoli, non era più ossessionato e geloso come i primi anni, gli ultimi anni sono stati molto felici per me.
A febbraio però è successo che a causa di un litigio partito per un motivo stupido ma che poi è sfociato in problemi più grandi lui mi ha detto cose brutte e mi ha dato un forte schiaffo. Dopo avermelo dato è scoppiato a piangere dicendomi che non era in sè e che alcune cose che mi ha detto neanche ricordava di averle pronunciate, alcune erano anche palesemente in contrasto con i suoi ideali. Non era mai capitato che fosse violento fisicamente, ma come già detto lo era stato verbalmente. Dal momento dello schiaffo nella mia testa è scattato un interruttore: non lo amo più.
Stava per entrare in depressione, piangeva sempre e mi minacciava di suicidarsi, per aiutarlo l'ho invitato a passare la quarantena a casa mia dato che lui abita da solo. Forse è stato un errore ma lui faceva incubi, vedeva nero anche con la luce accesa e stava malissimo. Continua a minacciarmi di suicidarsi se io per lui sparissi, gli ho detto che non è sano avere me come priorità nella sua vita ma lui non riesce a vedere nulla se non ci sono io. Penso che lui non abbia il coraggio di uccidersi, ma voglio aiutarlo. La sua situazione economica non è facile, non gli permette di fare un percorso seguito da uno specialista, ma stiamo aspettando che la situazione virus migliori per rivolgerci a qualcuno.
A chi devo rivolgermi? è giusto che io gli stia vicino? Da solo sono certa che lui si abbandoni, non vuole l'aiuto di nessuno. Io sono preoccupatissima, è possibile superare questo momento? che tipo di disturbi potrebbe avere?
Grazie infinitamente dell'attenzione

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Francesca, lei mostra una maturità notevole, pur essendo così giovane. Lo dico per come ha gestito tutta questa sua relazione, ed anche per il rispetto che è riuscita a dare a se stessa, impedendo che l'amore fosse confuso con il possesso. Il suo ex fidanzato ha quasi certamente una problematica psicologica, che molte volte si è manifesta attraverso una gelosia patologica, con scarsa capacità di controllo emotivo. Sarebbe la cosa migliore che lui si facesse aiutare da un professionista, per capire meglio se stesso ed affrontare i suoi fantasmi interni. Lei può consigliarglielo vivamente. Nello stesso tempo deve monitorare la sua vicinanza a lui, per non confonderlo e per non creare aspettative infondate. Lasciare cioè che si abitui anche a stare più distaccato da lei.


I miei auguri, dr. Cameriero Vittorio

Salve Francesca in base al suo racconto il suo ragazzo ha bisogno dell'aiuto di un professionista. Può provare a convincerlo a rivolgersi ad un consultorio della sua zona, gratuito, dove lo reindirizzeranno allo specialista e alla struttura più appropriati, se necessario.


In merito alla vostra relazione, sempre badandomi sul suo racconto, mi sembra di ravvisare tutti i segnali di una codipendenza.


Se può si rivolga anche lei ad uno psicologo per essere aiutata a conoscere sé stessa, rintracciare i suoi bisogni e desideri, superare le paure.... è praticamente cresciuta insieme al suo ragazzo, temo che non si conosca abbastanza e non riesca a pensarsi come un individuo a sé, ma solo come parte di una coppia.


Le faccio i miei migliori auguri


Dott.ssa Laura Termini 

Gentile Francesca,


la sua analisi mi sembra molto attenta e le sue domande più che lecite. 
È impossibile effettuare una diagnosi così, pertanto non mi sento di pronunciarmi rispetto "che disturbo potrebbe avere" però mi sento di dirle che chiedere aiuto ad uno specialista (pubblico o privato) è sicuramente la strada giusta. 

Le auguro il meglio! 


A sua disposizione


Dott.ssa Genna 

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