La persona giusta con la persona sbagliata?

Adriana

Salve a tutti, è la prima volta che scrivo in un sito del genere... Mi presento sono Arianna ho 22 anni, studio all'università per diventare infermiera - anche se sono una studentessa molto meno che mediocre - ; sono una sorella maggiore di altre due ragazzine, i nostri genitori da meno di 3 anni si sono separati e viviamo con nostra mamma. Vi scrivo perché mi sento come arrivata sul fondo. Premetto che sono fidanzata da 6 anni con un ragazzo dolce e premuroso (certo anche lui durante le litigate può arrabbiarsi ma non mi toccherebbe mai con un dito... lui se la prende con le cose materiali) , abbiamo spesso i nostri momenti no, ma io esagero. Spesso nei primi anni nelle litigate perdevo il senno e mi permettevo di fargli del male (calci, spinte..), per poi subito dopo sentirmi sprofondare, come se fosse meglio non esistere piuttosto che sprecare un posto nel mondo per una persona migliore di me . Ho iniziato ad andare dallo psicologo qualche anno fa, proprio dopo un momento del genere. Poi interruppi le sedute poiché con l'emergenza pandemica smisi di fare quel lavoretto che mi permetteva di pagarmi le sedute... e non ci andai da allora. Li mi veniva detto di fare esercizi sull'autostima e di colpirmi il polso con un elastico non appena io sentissi l'escalation di rabbia per evitare di perdere il senno. Oggi, dopo tempo, è ricapitato che io dessi un colpo al mio fidanzato, - e io ho sentito di aver fallito come persona - solo perché lui aveva deciso di andarsene con un suo amico piuttosto che restare con me (questo è il sunto). Gia solo scrivendo ciò mi rendo conto dell'insensatezza di tutto questo. Ho scelto di allontanarlo, cosi prima che lui varcasse la soglia della porta io gli ho detto "non possiamo piu continuare cosi... tu meriti molto di meglio, devi amarti di piu e andare via da me. Voglio vedere accanto a te una donna dolce e premurosa che non si permetterebbe mai di farti/voler farti del male in nessun modo. Io non sono nella condizione per stare con nessuno al momento. Mi rendo conto di cosa sto perdendo perché so quanto avrei desiderato averti accanto fino alla vecchiaia ma sono decisa nel non volerti piu vedere . " Lui rideva e diceva di voler figli da me un giorno e che ciò che è successo era una stupidaggine perché ero nervosa.. ma io so in realtà quanto la cosa sia stata disgustosa e immeritevole persino di chiamarsi "amore". Io credevo di essere riuscita a cambiare, perché sapere di essere capace di tanta cattiveria mi fa sentire marcia dentro . E nonostante tutto, oggi ho confermato di essere una persona immeritevole e ingrata. Potrei farlo con i miei figli un giorno? Preferirei isolarmi dal mondo e non procreare piuttosto. Temo di soffrire di un disturbo maniaco-depressivo... Inoltre il mio fidanzato è in un periodo in cui si sente giudicato da tutti poiché ha interrotto gli studi di filosofia e non ha ancora le idee chiare sul suo futuro, quindi in casa con poca delicatezza gli dicono spesso "non sai fare niente?? che cosa vuoi concludere nella vita?". E mi ci metto anche io a fare la persona composta da materia fecale? Mi diceva infatti "si vede che me lo merito.. eri solo nervosa. Sbaglio con tutti anche con te.". In conclusione ..se possibile, ve ne sarei infinitamente grata.. vorrei che chi ne sappia piu di me a riguardo possa farmi capire se c'è speranza nel poter evolvere come persona. E se secondo il vostro parere io abbia fatto la cosa giusta a separarmi da lui (anche se lui non ha scelto insieme a me, negava questa mia scelta ) . Vi ringrazio in anticipo .

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Adriana, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL