Anoressia

Non ho un rapporto buono con il cibo

sara

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Buongiorno vorrei sapere se i sintomi e i disturbi che ho possono essere riconosciuti come anoressia. Non ho un rapporto buono con il cibo perchè penso sempre a quello che mangio cercando di bruciare le calorie facendo molta attività fisica, odio vedere gli altri mangiare e farlo in pubblico perchè mi fa sentire grassa e senza controllo sul mio corpo. Alcune volte mi è capitato di mangiare ma poi sputare senza neanche mandare giù,non ho mai rimesso. In famiglia non ci sono disagi e non mi fanno pesare il fatto che sono vegetariana e mangio "sano" cioè senza sale e zucchero o cibi grassi solo verdura e cibi che servono al corpo(non ho carenze), non parliamo di problemi di alimentazione ma i miei pensieri sono sempre fissati sul cibo. Non voglio farmi curare o parlare con dottori perchè starei peggio, vorrei solo capire ciò che mi sta succedendo e poterne parlare liberamente senza far preoccupare nessuno. Finisco dando un' info forse importante, sono alta 1.70 e peso 48.

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao! Tra le tue righe colpisce immediatamente la frase "non parliamo di problemi di alimentazione ma i miei pensieri sono sempre fissati sul cibo". Forse è proprio quello che non vorresti sentirti dire, ma nel momento in cui i tuoi pensieri sono sempre fissati sul cibo, in realtà, il problema c'è. Riconoscerlo e metterlo a fuoco è il primo passo per per affrontare questa "fissazione" per cui ti rendi conto tu stessa, visto che scrivi, che c'è qualcosa non va. Avere problemi nella gestione del cibo non vuole dire essere eccessivamente magri o in sovrappeso, si può anche essere normopeso ma avere la qualità della vita estremamente compromessa da pensieri ricorrenti ed ossessivi.

Capisco che affrontare il problema e parlarne porterebbe ad entrare in contatto con quello che tu chiami "stare peggio"...ma davvero l'unico modo per affrontare e risolvere ogni tipo di problema è guardarlo in faccia.

Un grande augurio perchè tu possa affrontare e superare presto e al meglio questa tua fase della vita.

Liana

Dott.ssa Silvia Seta Rimini (RN)

cara Sara,

credo che il fatto che tu abbia deciso di scrivere questa mail sia un passo importante: significa che c'è una parte di te giustamente sofferente e preoccupata per quello che ti sta accadendo.

mi sembra che il pensiero del cibo occupi buona parte della tua giornata (ossessione),   accompagnata poi dal bisogno impellente di svolgere attività fisica per bruciare calorie; il disagio si manifesta anche con comportamenti come sputare senza ingoiare il cibo o con insofferenza nel mangiare in pubblico.

 spesso le difficoltà emotive, i cambiamenti tipici dell'adolescenza possono parlare attreverso il rapporto col cibo che diventa problematico e prima che la situazione possa prendere il sopravvento sulla tua vita è molto importante che tu possa parlare e aprirti magari con uno psicoterapeuta che ti aiuti a capire meglio cosa ti succede. non avere paura, fidati e vedrai che il cibo e il peso non saranno piu una schiavitù.   

 

Cara Sara,

a dir il vero il rapporto con il cibo che tu hai sembra alquanto problematico, ma la finalità che ti spinge ad essere così accurata nella ricerca del cibo sano mi pare molto giusta e rispettosa della tua persona. Per sapere se ciò cela un disturbo bisognerebbe analizzare più a fondo le motivazioni del tuo comportamento. Se ritieni che il tuo pensiero e la cura per il tuo corpo stiano diventando un po' troppo ossessivi, cerca di rivolgere la tua attenzione anche ad altro, per esempio all' attività fisica che agevola il mantenimento del peso e spesso libera la mente unisci esercizi yoga che ti guidano anche al rilassamento.

Buona giornata.

salve, non ci dice quanti anni ha e questo è un elemento importante per poter porre diagnosi di DCA. Ad ogni modo non ritengo adeguato tentare una diagnosi via internet, senza un colloquio clinico reale e approfondito. Certamente emerge un forte bisogno di controllo rispetto il cibo e la nutrizione, tendente all'ansioso quando non mantenuto, cosa quantomento non facile da vivere per lei. Sicuramente le consiglierei di consultare uno specialista reale non virtuale nella sua zona con cui parlare apertamente della situazione e sorpattutto di come lei sta in questa situazione, non abbia paura di farlo, potrebbe rivelarsi una risorsa, non un pericolo come lei sembra temere. In bocca al lupo per tutto
Cara Sara, da una parte si rende conto ed è consapevole del suo problema con il cibo e si "cerca" in una definizione, dall'altra parte esclude la possibilità di farsi aiutare. Non ho gli elementi sufficienti per affermare se lei è anoressica o meno ma indubbiamente ha un problema di cui è ben consapevole e che vuole risolvere "senza far preoccupare nessuno". Il modo migliore per ottenere questo è chiedere aiuto ad uno specialista che possa aiutarla a riflettere sul significato che il cibo ha per lei. Si può rivolgere ad uno psicoterapeuta privato o a strutture pubbliche della sua zona tipo consultori a centri specifici per i disturbi alimentari. Un caro saluto
Buongiorno Sara, beh da quanto hai scritto sembra proprio che tu soffra di anoressia. Parlarne con uno psicologo liberamente credo che ti potrebbe aiutare a capire perché hai l'ossessione per il cibo e ad uscire da questo disturbo- purchè tu lo voglia! 48 Kg per 170 cm: sei magra, probabilmente non ancora emaciata ma, se dimagrisci oltre, si bloccherà il ciclo mestruale e non solo e allora la questione diventa seria e preoccupante. Cerca di non arrivare lì e fermati prima, facendoti aiutare. Questo non significa mettere su chili e chili, ma abbinare ad una alimentazione sana dell'esercizio fisico, mantenendo un peso sotto cui non devi scendere e che ti fa stare tranquilla. Auguri
Cara Sara, hai 15 anni e il tuo corpo sta cambiando, stai diventando una donna, una bella e magra donna a quanto descrivi. Forse il tuo peso così basso è dovuto a costituzione, forse ad alimentazione insufficiente. Quello che emerge dalle tue parole è sicuramente un disagio, prima di tutto da ricercare dentro di te. Il cibo viene poi. Spesso infatti abbiamo bisogno di "spostare" l'attenzione dalle problematiche reali, creandoci delle ossessioni che ci servono per gestire delle difficoltà interiori che altrimenti diventerebbero intollerabili. Alla tua età avere un cattivo rapporto col proprio corpo non è strano, tuttavia arrivare a provare disgusto per il cibo, per l'atto di mangiare o nel vedere gli altri farlo è sintomo di un disagio. Una sana alimentazione va bene, ma la fissazione ci dice qualcosa di più. Questo non significa che tu sei sicuramente anoressica, ma sicuramente c'è qualcosa dentro di te che val la pena venga ascoltato. Prova a prendere in considerazione la possibilità di rivolgerti ad una/o psicologa/o della tua zona, potresti ritrovare la serenità e riuscire a vivere meglio il tuo corpo e la tua femminilità. Non viverlo come un "sono malata e vado da uno strizza-cervelli", prendilo come un "mi sto prendendo cura di me, perchè voglio capire cosa mi sta succedendo". In bocca al lupo!

Dott. Gianni Di Nuzzi Milano (MI)

Gentile Sara, l'indicatore più comune per definire lo stato ponderale, cioé la normalità del peso corporeo, è il cosiddetto IMC (Indice di Massa Corporea), calcolabile con la seguente formula: kg/m2, ossìa il peso in chilogrammi diviso il quadrato dell'altezza in metri. Il range di normalità è 18,5-24,9 quindi al di sotto o al di sopra di questi valori si collocano rispettivamente soggetti sottopeso e sovrappeso. I valori che lei indica depongono a favore di una condizione sottopeso (48/2,89= 16,6) che rischia di aggravare producendo conseguenze sia fisiche sia psicologiche. Premesso che non è corretto porre diagnosi a distanza, gli altri elementi da lei indicati definiscono un quadro meritevole di attenzione. Perché non vuole parlare o farsi curare dai dottori pensando che stia peggio? Siamo anche noi esseri umani dotati di emozioni e sensibilità, e questi sono i migliori ingredienti per creare un clima di fiducia! Non trascuri le sue difficoltà, un percorso di aiuto può cambiarle la vita in modo positivo, e garantirle un orizzonte più sereno. Parli con i suoi genitori o con chi le sta affettivamente vicino, e si conceda almeno una chiacchierata con uno psicologo, solo in questo modo sarà davvero libera di scegliere. Un caro saluto

Prof. Paola Dei Siena (SI)

Gentile le sue misure, peso e altezza, sono da modella,è un pò troppo magra per gli standard attuali. Ma fisicamente come sta? Il suo ciclo è normale? Si percepisce in lei un grande bisogno di raccontarsi, a volte basta poco, qualche seduta, un percorso di auto-consapevolezza e tutto le potrà apparire più chiaro. Cerchi un/a collega e faccia qualche colloquio e vedrà che i benefici non tarderanno a presentarsi. E poi se deciderà comunque di restare così magra, lo farà con consapevolezza. Cordialità

Dott. Mario Bianchini Ascoli Piceno (AP)

Da quello che Lei scrive il disagio che prova sembra essere solo un segnale di qualcosa di più profondo.E' il tema del controllo, tipico di chi sceglie diete molto rigorose e cariche di significati etici.......Quando lei dice che il cibo serve al corpo dice solo una parte della verità....poiché il cibo, alla fine del proprio viaggio, nutre anche e probabilmente soprattutto la mente, andando a impinguare il serbatoio della benzina che alimenta il cervello e la sua attività...Scriveva Rudolf Steiner nel 1923 che un animale come il Bue è una macchina che dall'erba costruisce carne, null'altro.....(con una serie di ragionamenti aveva previsto fin da allora la sindrome della mucca pazza....). L'uomo dal cibo che assume deve invece costruire consapevolezza, non controllo.....Per cui un'alimentazione che non concede la possibilità di sperimentare cibi diversi, quantità diverse di cibi diversi, sapori diversi è una dieta fallimentare per definizione. La metta così....cosa penserebbe di una madre che dia al figlio sempre la "stessa pappa"? sarebbe una madre attenta e responsabile o una madre timorosa che non vuole "sorprese"? Sarebbe una madre che pensa al figlio o alle proprie necessità di controllo? Non perda energie preziose nel controllare qualcosa che, prima o dopo, farà di tutto per sfuggirle di mano (in maniera più o meno drammatica).....ci sono tanti modi di essere vegetariani, vegani, onnivori, crudisti ecc....ci sono quelli che lo fanno godendo e ci sono quelli che lo fanno solo soffrendo. Lei mi sembra appartenere a questa seconda categoria, quella che cerca la sofferenza come via ascetica alla perfezione, cammuffando la sofferenza come controllo. E' una via breve, ma come tutte le vie brevi, stracolma di sofferenze......quando sarà stanca di soffrire non vada da un terapeuta, ha ragione, cambi solo il suo modo di mangiare. Come diceva il vecchio saggio al principe-tacchino, "si può rimanere tacchini anche mangiando nel piatto". Buona Fortuna.

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