Bulimia

Ho 19 anni e dopo aver sofferto per circa un anno di anoressia ed essere stata curata presso un centro per i dca sono caduta molto presto nel disturbo della bulimia.

Martina

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Buona sera, sono Martina, ho 19 anni e dopo aver sofferto per circa un anno di anoressia ed essere stata curata presso un centro per i dca sono caduta molto presto nel disturbo della bulimia.
Cerco soluzioni, ma so che l'unico metodo è far scattare qualcosa dentro di sè per cambiare, perchè essere seguiti da psicologi e psichiatri aiuta ma non basta.. dove posso trovare stimoli e come posso curarmi anche da sola? sottolineo anche.
Vorrei smettere di abbuffarmi e vomitare perchè è una perdita di salute in primis ma anche di soldi e di tempo.. vorrei curarmi di più dedicandomi più tempo e anche riuscire a perdere i kili che si sono accumulati. come faccio?
grazie in anticipo

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Martina ciao. Certo che devi trasformarti in modo da gestire da sola la tua vita! Prima però bisogna apprendere i circuiti che ti fanno stare male che ti portano a fare ste condotte che come dici tu alla lunga sn uno spreco di tempo e soldi e impossibilità di viverti a pieno la vita. Ci sono cose che devono essere ancora bene capite e trasformate a dovere e poi va da sola. Ci vuole professionalità e la persona giusta insieme. Sono a dispodisposi per informazioni. Dai un occhio alla mia pagina se ti va facebook.com/davidemilanese.psicologopsicoterapeuta/

Gentile signorina


i disturbi come il suo possono avere una eziologia molto diversa e soprattutto rientrare in forme diverse di disturbo. Occorre prima avere ben chiare queste due cose e potrà farlo con un collega, poi proseguire con un percorso che sia anche creativo e che preveda lo sviluppo di questa parte.


Di quale regione è?


Io sono in Toscana, se vuole contattarmi basta che entri nella mia pagina personale.


Cordiali saluti

Occorre capire perché ti comporti cosi? Cosa scatta in te prima di abbuffarti?


Solo rispondendo a queste e altre domande con l'aiuto di un terapeuta potrai uscirne. Io spero di esserti stata di aiuto.


Se vuoi possiamo provare a fare colloqui telefonici o scambi di mail.


Dott.ssa Antonazzo Floriana Zora Psicologa e specializzanda in Psicoterapia sistemico familiare.


Che ne pensi? Può essere una buona soluzione sentirci via mail o telefono?

Buon giorno Martina, il punto è che ogni nostro comportamento in generale e in particolare quelli che ci causano sofferenza, sono determinati da ragioni profonde che sfuggono alla coscienza.


Ne discende che non è possibile cambiarli con la volontà. E' necessario agire sulle cause inconsce che li sostengono.


Lo psicoterapeuta non fà questo lavoro per te, piuttosto ti aiuta, ti guida e accompagna in questa esplorazione interiore.


Lo stesso Freud aveva compreso che non è un lavoro che si può compiere da soli, infatti si era appoggiato, per la sua analisi, all'aiuto del suo amico Flies.


Quello che ti è richiesto è piuttosto una forte determinazione ad affrontare questo percorso interiore che non è, per così dire, una passeggiata. Ed è necessario, particolarmente per disturbi quali il tuo, l'aiuto e la guida di un bravo terapeuta.


E non basta una seduta di quarantacinque minuti una volta ogni quindici giorni, che è la media che può offrire un servizio pubblico.


Occorre un impegno decisamente maggiore. Se ritieni puoi visitare il mio sito Marco-Tartari.it dove ho cercato di spiegare al meglio che potevo l'essenza di questo discorso.


Resto a tua disposizione e ti saluto cordialmente.


 

Ciao Martina,


penso che la cosa migliore da fare sia riprendere la psicoterapia. I sintomi possono migliorare ma ci possono essere delle ricadute.


La terapia ti servirà per aiutarti anche a ritrovare gli stimoli che cerchi e per capire come fare a prenderti più cura di te. 


E' vero che deve scattare qualcosa dentro di noi ma è anche vero che non sempre abbiamo gli strumenti adatti per poter reagire in un determinato momento della nostra vita.


Fatti prendere per mano per capire la direzione da percorrere, le scelte da fare, le strategie più adatte a te.


un caro saluto.

Ciao Martina,


penso che il tuo intento di provare a curarti da sola, anche se molto importante perchè lascia emergere la tua volontà, non possa essere l’unica via. Hai ragione a dire che essere seguiti da psicologi e psichiatri non è sufficiente, come non lo è neanche rimanere troppo soli con questo tipo di sofferenza che porti.


In genere, in casi come il tuo, una buona psicoterapia (che ti sostenga nel lavorare sul senso della sofferenza che senti) e un buon sostegno (ad esempio anche dal punto di vista nutrizionale per raggiungere i risultati che ti poni (dimagrire, gestire meglio l’alimentazione) siano la strada migliore.


Dal tuo scritto non mi è chiaro se non ti sei sentita particolarmente aiutata con l’equipe che ti ha seguita ed è questo che ti porta a fare il pensiero di volere fare da sola. Se così fosse, non esitare a cercare altre figure, non è detto che tu non possa trovare un altro sostegno più efficace, che possa anche farti trovare stimoli per raggiungere gli obiettivi che ti poni.


In bocca al lupo per il raggiungimento del tuo benessere

Buongiorno Martina,


Sono rimasta colpita dalla tua mail, mi permetto di darti del tu vista la giovane età...


Sono rimasta colpita ti dicevo per la forte sofferenza che arriva da una parte, ma soprattutto per la grande consapevolezza che dimostri nonostante i tuoi 19 anni. Hai ragione, in questo (come in tanti altri) non basta lo psicologo, non basta lo psichiatra, ma il motore si deve accendere dentro.


Ognuno di noi ha degli automatismi, dei meccanismi che fanno inserire quel pilota automatico che ci fa andare dritti per una strada che percorriamo sempre, non riusciamo a fermarci, anche se dentro sappiamo non essere la strada giusta per noi.


Non é facile, cambiare, fare quello swich non é immediato, e hai ragione è faticoso.


Si ha bisogno di riempire quando si sente un vuoto, e quel vuoto (che nella mia esperienza so essere un vuoto affettivo) esiste e chiede al tuo corpo quel famoso automatismo del quale ti parlavo. Poi però scatta altro, si percepisce il pieno, e il pieno è una realtà che nn si conosce, forse nn ci si è abituati, e si vuole tornare a quel vuoto. Credo che tu questo meccanismo possa conoscerlo bene.


Cosa fare? Non c'è una soluzione immediata che viene da fuori, ma il focus potrebbe essere quello di concentrarsi sull'amore per sé stessi. Quanto ti vuoi bene? E fare tutte quelle attività che ti portino verso il piacere: non so cosa può piacerti, ma pensavo allo yoga... a qualcosa che ti permetta di vivere il tuo corpo in maniera software, più dolce, più in ascolto...


Spero con queste parole di non aver invaso un tuo campo personale che non conosco, spero anche di essere riuscita a darti qualche nuovo spunto.

Buongiorno Martina,


Se si è  trovata bene potrebbe rivolgersi nuovamente al centro per la cura dei DCA, dove potrà trovare professionisti che già la conoscono e potrebbero aiutarla. I disturbi alimentari sono difficili da gestire senza l'aiuto  di persone competenti e preparate che possano aiutarla dal punto di vista medico, dietologico e psicologico.  Dalla sua parte è fondamentale la motivazione e il desiderio di superare le difficoltà, ma dubito che da sola possa farcela. Un cordiale saluto.


 

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