Bulimia

Sto soffrendo ... non riesco a reagire

Barbara

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Sono stata bulimica per 25 anni, sono stata in un centro apposito ed ho smesso ... circa 4 anni fa! Di punto in bianco da un giorno all'altro perché avrei dovuto essere ricoverata per mesi senza vedere i miei figli. 
Attualmente il mio sedicenne, frequenta brutte compagnie ed e’ a rischio con l'anno scolastico. Durante l'ultima discussione mi ha gettato a terra e tenuta ferma, ribaltato casa e cercato di aprire l'auto. Con una rabbia assurda ed un odio profondo nei miei confronti. Il tutto perché ho trovato, la sera prima una canna nel letto della sorellina. Sapevo che fumava ma gli ho sempre detto di non portare nulla in casa. Premetto che da anni e’ seguito da psicologi ed educatori.
Io sono sempre stata molto autoritaria con lui essendo da sola a crescerlo. Ora che è dal padre e non vuole nemmeno vedermi ... da due giorni mangio e sono tornata ad indurmi il vomito. Piango quotidianamente ... amo in modo enorme mio figlio ...ma sono spaventata, da lui e dalla mia reazione, dalla voglia di vomitarmi addosso tutto! solo d innanzi alla sorellina più piccola cerco di non far vedere nulla, ovviamente. Ma non sto bene

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Barbara,


Dalle sue parole si percepisce una profonda solitudine e sofferenza che attualmente lei sta cercando di alleviare con un comportamento compensatorio (il cibo, il vomito) che per anni ha costituito una strategia di difesa per affrontare i suoi disagi.


Un evento scatenante come il brusco confronto con suo figlio (o qualsiasi altro evento molto stressante per lei) ha “innescato” nuovamente questa sua modalità disfunzionale di fronteggiamento delle esperienze.


Non esiti a chiedere una consulenza per trovare uno spazio di ascolto, attraverso un percorso che le permetta di trovare modalità più funzionali al raggiungimento del suo benessere.


Cordiali saluti.


Dottoressa Daria Carli Giori


Psicologa Psicoterapeuta a Sesto calende (VA) e online.

Cara Barbara,


sono molto dispiaciuta per la sua situazione e da ciò che ha scritto penso che si stia portando dentro una grande sofferenza e una grande solitudine da molti anni.


A volte nella vita le cose accadono affinché sia possibile un cambiamento, questo momento in cui sente di stare male potrebbe essere un'occasione per iniziare un percorso di psicoterapia dove possa affrontare quei dolori che si è portata dentro per tanto tempo e che se tenuti dentro e facendo finta di niente la portano a mangiare e vomitare in quel modo.


Potrebbe essere l'occasione per trovare il coraggio dentro di lei per chiedere aiuto e non sentirsi più sola nella sua sofferenza.


Se deciderà di farlo, non esiti a contattarmi.


Un caro saluto,


Dott.ssa Chiara Crespi

Gentile Barbara,


dal suo racconto si percepisce e si "tocca" molto bene il suo importante senso di disagio, la frustrazione ma anche l'impotenza verso questi eventi.


Ha provato a chiedere un colloquio di restituzione ai professionisti che seguono suo figlio? Come sono i rapporti tra lei e il papà?


Da come scrive sembra essere venuto meno il confronto ed il rispetto tra di voi. Non è ami facile ed immediato recuperare ma se riuscite mettervi in gioco, trovare un modo per non stare solo sulle regole ma volgendo l'attenzione anche al bene che vi volete e al fatto che vi state autodistruggendo a vicenda pian piano si potrebbe ritrovare rispetto e serenità.


Provi lei per prima a chiedere un confronto a suo figlio a dirgli tutto quello che pensa soprattutto di buono. Capisco che sia difficile in questo momento ma continuando a dimostrare ma anche mettendo insieme delle regole seppure "non volute da lui" si potrebbe vedere come si reagisce e come da li proseguire.


Le consiglio di valutare anche lei un supporto alla genitorialità per essere aiutata e accolta in questo momento difficile di vita. Forse valuterei questi incontri anche per lei come singola donna e non solo come madre. Potrebbe essere un momento settimanale solo per lei, dove non sarebbe giudicata ma accolta e aiutata in questo cammino difficile di vita. Non si giudichi nè come troppo severa nè come genitore vulnerabile. Non si nasce mamme ma lo si diventa e talvolta capita di essere più vulnerabili in alcuni momenti.


Oltre a un supporto come madre e/o donna potrebbe anche valutare, se i rapporti tra lei e papà lo permettono un percorso familiare. Le linko un articolo scritto da me: https://www.psicoterapiacioccatorino.it/consulenza-psicoterapia-famigliare/


Resto a disposizione se avesse bisogno di ulteriori rimandi, informazioni, per richieste specifiche o per eventuale percorso.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a: Torino, Collegno e online

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