Disturbi dell'alimentazione

Il cibo: un incubo

Marta

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Da anni, quasi tutti quelli della mia vita, sento di avere un rapporto controverso con il cibo. Tutto è iniziato quando mia mamma, notando che ero una buona forchetta, ha deciso di mettermi in riga. Da allora, il cibo che mangiavo spensierata era diventato un campo sul quale esercitare il controllo. Crescendo, credo di essermi salvata per un pelo dall'anoressia, io che avevo la pancia incavata e le costole visibili eppure mi vedevo grassa. Non sgarravo mai e quando era Pasqua o Natale mi veniva da piangere o strapparmi i capelli perché avrei mangiato troppo, ingrassando. Per fortuna sono migliorata e pensavo di aver risolto il mio problema col cibo quando ho iniziato a fare palestra (prima facevo danza con tipe piuttosto scheletriche, credo abbia influito). Avevo iniziato a pensare più alla qualità che alla quantità di cibo e finalmente potevo andare a dormire con lo stomaco pieno, senza i morsi della fame. Il mio corpo mi piaceva, si modellava con i pesi e il volume che notavo era massa muscolare. Ed ecco che quindi arrivo al dunque...Il problema attuale. Nei momenti di stress (la prima volta è stato così inaspettato che mi sono preoccupata un sacco) sopraggiungono delle abbuffate compulsive, incontrollabili e quel che è peggio è il circolo vizioso che si crea: ad ogni abbuffata corrispondono privazioni, attività fisica e ovviamente delusione e pensiero ossessivo teso al controllo del cibo ingerito. Non ce la faccio più. Ora, non sempre le abbuffate ci sono e non sempre sono chissà quanto disastrose, ma fatto sta che il cibo è un 'ossessione e io vorrei un rapporto diverso, normale. Aiutatemi. Da tanto cerco di sentirmi bene col cibo e con me stessa, non solo temo un aumento di peso (ora sono 58 per 1.70) ma anche un peggioramento della mia salute, qualora la situazione peggiori. Grazie dell'ascolto

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Egregia Marta,


al di là della tua storia personale, che ho letto con attenzione, in cui hai descritto molto bene come si sono originati i tuoi problemi con il cibo nelle le diverse fasi del tuo sviluppo: la 2ª infanzia, (6-11 anni), la pubertà e l’adolescenza, quest’ultima tappa è ancora in corso fino al 25º anno.


Sono d’accordissimo con te anche per quanto riguarda la diagnosi si, questo è un disturbo ossessivo compulsivo connesso in modo particolare al cibo, un problema che si sta diffondendo, a macchia d’olio, tra le giovani generazioni ma anche molte persone adulte.


È un problema psicologico che richiede di essere rimosso in quanto occupa la gran parte dei tuoi pensieri e delle tue energie mentali ed ogni volta che vi sono delle situazioni difficili da affrontare o stressanti si ripresenta complicando ancor più la tua condizione psicologica ed emotiva, impedendoti di gestire la tua vita, le tue relazioni, la progettazione del tuo futuro liberamente.


Marta! Sono prontissimo ad aiutarti sicuro che un buon rapporto di collaborazione e di fiducia reciproca puoi superare questo difficile momento in poche sedute e riprendere la tua libertà di decidere come gestire la tua vita e le tue energie mentali.


Distinti saluti


 

Salve Marta, la sua storia è  molto interessante e avrei piacere di ascoltarla con più tempo e più attenzione....le lascio il mio recapito telefonico, se vorrà  mettersi in contatto con me e magari incontrarci, ricordando le che il primo colloquio è  totalmente gratuito e di conoscenza...la saluto e l'aspetto!


 

Salve Marta, se vuole a Todi dove lavoro esiste un centro diurno per disturbi alimentari. Cerchi su internet Nido delle rondini e chiami. E’ una struttura pubblica ed e’ gratuita. 0758858320 o 075 8858320. Compili la scheda di ingresso e verra’ chiamata in breve tempo, dove il trattamento riabilitativo in regime diurno e semiresidenziale e sia alimentare che psicologico e pernette di sperimentarsi con e attraverso varie attivita terapeutiche 

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