Disturbi della personalità

Figlio e fratello insostenibili

Lucia

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Ho 64 aa e un figlio di 49 con grossi problemi comportamentali, si è lasciato con la sua compagna dopo 8 anni di litigi, uso di coca sporadico ma influente nel suo stato mentale ..epilettico diabetico. Ha avuto patologie importanti, il lavoro lo odia perché è sottopagato e poi tante altre problematiche. Oggi è diventato aggressivo insulta me e mio fratello che è bipolare curato da 30 anni ma con grossi problemi dalla ludopatia, ansia depressione ecc. Mio figlio mi sta rovinando l'esistenza, penso che la morte non sia il peggiore dei mali. In alternativa cosa si può fare in sintesi perché la storia è molto complicata ed io non so più cosa fare aiutarli e salvarmi. grazie

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno,


la sua situazione potrebbe trarre giovamento da un ricovero; in Piemonte esistono diverse case di cura neuropsichiatriche dove suo figlio potrebbe disintossicarsi, impostare una terapia adeguata ed iniziare un percorso psicoterapeutico. I ricoveri durano generalmente 40 giorni, dopodiché dovrebbe essere agganciato al servizio SerD della sua ASL di competenza o ad uno psichiatra e ad uno psicoterapeuta in libera professione.


Per quanto riguarda suo fratello, avendo una diagnosi di disturbo bipolare, immagino sia seguito dal servizio di igiene mentale o da professionisti psichiatra e psicoterapeuta privatamente; le consiglio di contattarli per rivedere la terapia farmacologica e seguire un percorso psicoterapeutico.


Infine, anche lei potrebbe valutare l'idea di chiedere un supporto psicologico per gestire questa situazione.


Buona giornata

Gentile Signora


descrive una situazione davvero difficile sia per quanto riguarda suo figlio che suo fratello. Non è facile dare consigli e suggerimenti per risolvere la situazione. Come prima cosa accetti la realtà per quello che è senza farsi prendere dallo sconforto. Poi veda se può trovare nell'ambito familiare, comunitario, assistenziale... qualcuno che possa darle una mano. Parli con suo figlio per fagli prendere coscienza della situazione e incitarlo a responsabilizzarsi. Gli trasmetta pure che oltre un certo limite lei mamma non può fare nulla se lui non si adegua alla situazione. Nei confronti del fratello trovi un bravo psichiatra che possa intervenire anche farmacologicamente.


In tutti i modi si renda conto di quello che lei può fare accettando anche se magari non ci sono soluzioni a breve. Abbia fiducia in se stessa e consideri che ogni giorno è un nuovo giorno e quello che sembra impossibile oggi domani magari potrà essere visto diversamente.


Un sincero augurio

Buona sera Sig.ra Lucia,


e' fondamentale che in primo luogo curi e coltivi i propri sani pensieri. Prenda in carico se' stessa altrimenti perde tutto.


Non è il caso di occuparsi degli altri se le procurano danni e fastidi. Provi a riflettere perché gli altri stanno con lei, e quanto beneficio lei può ottenere se invece e' lei a prendere in mano le redini dei rapporti.


Buoni pensieri 


dr. Gramaglia 

Gentile Lucia,


dal suo messaggio si osserva tanta sofferenza, frustrazione e stanchezza. Le difficoltà comportamentali del figlio da quando sono presenti? Da sempre, solo dopo la separazione, da altro evento "scatenante"? Com'è la vostra relazione familiare? Voi parlate? Provate a confrontarvi? Come ha cercato fino ad oggi di aiutarlo? Com'è stata in passato la vostra relazione? Che tipo di educazione è stata impartita?


L'aggressività da come racconta lei sembrerebbe essere un indicatore, tra i tanti citati, di frustrazione, non appagamento, forse anche poco amore per se stesso e/o mancanza di autostima. Sembrerebbero emergere importanti indicatori per chiedere aiuto ad un professionista con cui riscoprire se stessi e anche risolvere alcune difficoltà emotive.


Se non fosse già seguito le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta di sua fiducia per intraprendere una psicoterapia individuale o familiare dove osservare a 360° le difficoltà relazionali ed emotive dell'intero nucleo.


La frustrazione e la rabbia, alcune volte, ci portano a fare e dire parole "forti". Lei seppure le dice è qui che chiede aiuto e che vorrebbe trovare la forza sia per se stessa sia per la sua famiglia. E' un buon inizio e non si giudichi, la stanchezza è più faticosa di molte altre difficoltà.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, (eventuale) consulenza (online o di persona) o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta a indirizzo cognitivo costruttivista


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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