Disturbi della personalità

Il sesso come un'arma... porta le sue conseguenze!

Elisa

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Salve.. Non so bene da dove iniziare a raccontare di me e del disagio che da parecchio vivo. Sono una ragazza di 21 anni e penso di avere un disturbo della personalità, lo penso perché mi accorgo di avere comportamenti sbagliati ma nonostante ciò non posso fare a meno di agire così. All'età di 17 anni ho lasciato la scuola dopo essere stata bocciata due volte, ma prima di lasciarla definitivamente all'età di 16 anni ho passato più di un mese rinchiusa in camera (dalle vacanze di natale fino a fine gennaio), i miei genitori erano disperati, vivevo una sorta di depressione, con un forbicino mi tagliavo la pelle sui polsi, mangiavo a dismisura per poi cercare di vomitare sentendomi in colpa. E volevo che gli altri lo sapessero, che i miei genitori lo sapessero! Mi tagliavo la pelle con la speranza che mia madre vedesse quei segni sui polsi e mi compatisse, che mi dicesse di non andare più a scuola e che non era un problema, che io, la mia vita e la mia salute eravamo più importanti della scuola. Avevo inoltre degli scatti d'ira dove picchiavo mia mamma Nelle giornate passate chiusa in camera frequentavo delle chat e ricordo di essermi mostrata nuda da un ragazzo, ma lo ricordo quasi come se non fossi stata veramente io a farlo. Poco prima di compiere 17 anni mi sono fidanzata con il ragazzo che da quasi tre anni, fra vari tira e molla mi piaceva.. I primi mesi con lui sono stati bellissimi e mi piaceva parlare di lui alle mie amiche che non erano fidanzate, quasi per vantarmi.. Dopo 7 mesi le cose sono cambiate, improvvisamente sono diventata gelosa e non accettavo che lui parlasse/guardasse/pensasse a un'altro umano di sesso femminile, gli impedivo di guardare la tv quando c'erano delle donne, proprio io che ero sempre stata contro le donne gelose e ossessive. Quando mi sono iscritta in palestra ho conosciuto un personal-trainer e mi è piaciuto fin da subito, quando andavo per allenarmi non facevamo altro che flirtare, ma entrambi eravamo fidanzati e non è mai successo niente anche se l'intenzione c'era da entrambe le parti, ma un po' questa cosa, un po' il fatto che lui avesse 24 anni e io fossi minorenne ci hanno fatto desistere.. Nonostante questo il primo anno é passato abbastanza bene, il mio ragazzo aveva un lavoro stabile e io lavoravo come commessa in negozio.. In quel periodo avevamo iniziato ad uscire con il collega del mio ragazzo ed i suoi amici, fra questi suoi amici c'era un ragazzo che era palesemente attratto da me, se ne erano accorti tutti, io per prima e non facevo altro che alimentare questa cosa, iniziammo a sentirci su fb, a scambiarci messaggi ogni giorno, ogni sera e restavo sveglia fino a tardi per parlare con lui, fino a quando un giorno il mio ragazzo mi ha preso il telefono e ha trovato le nostre conversazioni. Inutile dire che si è arrabbiato tantissimo e che voleva lasciami, io non ho fatto niente per fermarlo, quasi sapessi che tanto non l'avrebbe fatto, e così è stato, non mi sentivo neanche troppo in colpa e anzi addossavo a lui la colpa di avermi trascurata. Passato questo periodo siamo arrivati a due anni di fidanzamento, le cose non andavano bene, io mi sentivo infelice, irrealizzata e senza più amici.. Quindi dove aver passato la Pasqua felicemente insieme l'ho lasciato. Abbiamo continuato a sentirci e qualche volta a fare sesso, ma io ho riallacciato le mie vecchie amicizie e ne ho fatte delle nuove. Fra queste nuove amicizie c'era un ragazzo M. che fin da subito mi ha attratta per il suo essere alternativo e un po' svampito, ho iniziato ad instaurare con lui un'amicizia profonda che è diventata poi un bacio e una notte insieme fra baci e strusciamenti (niente sesso), lui ha iniziato a provare qualcosa di profondo per me, ma da parte mia questo non è successo. siamo partiti con una coppia di amici per Corfù e qui ho fatto sesso sulla spiaggia con un ragazzo conosciuto da 10 minuti, per poi sorbirmi per il testo della vacanza la depressione di Michele. Tornati a casa ho cominciato a frequentare un ragazzo che i miei amici conoscevano, con lui ho avuto una breve relazione solo di sesso fino a quando anche lui non ha cominciato a desiderare qualcosa di più profondo. In tutto ciò era quasi perennemente ubriaca, era estate, passavamo da un bar a una discoteca a una festa in casa e l'alcol era sempre presente. Ho rivisto anche il ragazzo con cui parlavo su facebook, ci siamo baciati, toccati ma niente di più.. Davanti agli occhi del mio ex fidanzato ho baciato un altro ragazzo e lui sapeva di tutte le storie che avevo, anche perché a volte, come già detto tornavo da lui per fare sesso.. Inoltre facevo sesso con un altro mio amico e amico di M., con lui nella stessa casa.. A settembre però sono ritornata dal mio ex, perché avendo la sua password di facebook avevo trovato delle conversazioni con altre ragazze che mi avevo fatto impazzire.. L'ho chiamato e gli ho detto “ti rivoglio“ lui all'inizio aveva intuito il motivo per cui lo stavo facendo e dopo essersi fatto desiderare è tornato con me, anche perché io ricordo di aver detto “se vuoi tornare con me, decidi in fretta perché se no ho altro da fare“. I primi mesi di nuovo sono andati bene, poi ho cominciato a provare qualcosa di nuovo per M. e perciò lo vedevo spesso, con varie scuse come quello di condividere il nostro interesse per la stessa musica.. Arrivati all'estate scorsa, M. mi ha confessato quello che provava per me e io l'ho rifiutato, quindi mi ha chiesto di non vederci più perché lo stavo facendo soffrire troppo e così è stato. Due settimane dopo alla festa del mio migliore amico A., fidanzato della mia migliore amica, io è A. abbastanza brilli siamo finiti per toccarci a vicenda.. Due giorni dopo abbiamo detto tutto ai nostri rispettivi fidanzati, non ci siamo più visti, i miei amici si sono lasciati mentre io e il mio ragazzo stiamo ancora insieme.. Perché? Perché di nuovo l'ho fatto sentire come se la colpa fosse solo sua e che quello che non può vivere senza l'altra è lui.. È passato più di un anno da quella sera e non mi perdono per aver perso il mio migliore amico, l'unico con cui ero me stessa al 100% e che non mi giudicava.. In questi mesi ho chattato con altri ragazzi, mi sono mostrata nuda in cam e tuttora chatto con un ragazzo americano che si sta innamorando di me.. Lo so che quello che faccio è sbagliato ma mi piace sedurre gli uomini e se qualcuno non mi calcola è come una sfida per me, una sfida che in un modo o nell'altra vinco sempre.. Del mio periodo di depressione ho raccontato che ero bulimica e autolesionista, tutto per farmi compatire e per sembrare una persona bisognosa d'aiuto.. Parlo spesso di sesso e faccio allusioni sessuali anche fuori contesto.. Vorrei sapere come fare, perché sono io la prima a soffrire per questa cosa, ma non sono la sola.

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Elisa , la sua difficoltà va ricercata con una attenta anamnesi, e solo elaborando i suoi comportamenti e le sue emozioni si puo' raggiungere un equilibrio che le permetterà una vita sentimentale appagante e duratura. Se desidera mi contatti al 335 5835433; fisseremo un primo colloquio gratuito al mio studio a Bergamo in via torretta 7, nel quale potrei illustrarLe la mia metodologia di intervento nel suo caso. Cordiali saluti.

In base a quanto letto si rivolga ad un collega per intrapendere una psicoterapia individuale che potra' aiutarla a mettere ordine nella sua vita. Da quello che emerge l'uso dell'alcol aiuta a commettere atti inconsapevoli e a confondere chi lo usa. Il fatto che a lei piace sedurre gli uomini di per se' non e' il problema e' come lei gestisce e vive questo desiderio di piacere legittimo, ma da quello che lei racconta e' un problema. Una psicoterapia potra' aiutarla a capire cosa vuole per se' stessa e come richiedere le attenzioni al prossimo, dato che il suo modo di farlo, le provoca sofferenza e danneggia anche l'altro. Spero di esserle stata di aiuto. Cordiali saluti.

Buongiorno Elisa,

ho letto la sua lunga email. Necessariamente devo essere sintetico, quindi le dico che non si tratta di un problema

sessuale ma del bisogno di sentirsi la preferita, la prescelta e questo rimanda alla tua storia personale.

Il sesso è solo uno strumento non è il tema centrale.

Un cordiale saluto

 

Gentile Elisa,

dalle sue parole è possibile percepire il suo bisogno di trovare e dare accoglienza a una sofferenza che prova ad esprimersi in vari modi: a volte si ritorce contro, a volte la spinge ad agire comportamenti anziché farsi sentire emotivamente. Io credo che abbia fatto un grande passo a raccontarsi in questo modo e a mettersi in discussione chiedendo aiuto. Credo anche che un percorso con uno psicoterapeuta potrebbe realmente aiutarla a trovare quell'accoglienza che cerca e a capire di più quello che le succede dentro e perché, trovando una maggiore stabilità e sicurezza in se stessa.

Un caro saluto

Cara Elisa, dalla tua lunga lettera emerge un forte disagio che ti accompagna da tanto tempo e che andrebbe affrontato con uno specialista che ti aiuti a far chiarezza. Da ciò che ci hai raccontato non posso dirti se soffri o no di un disturbo di personalità, ma mi sembri pronta a metterti alla prova per scoprire te stessa e l'origine della tua sofferenza. Se lo desideri, contattami attraverso il modulo contatti per avere il mio numero e parlarne al telefono, valutando insieme un eventuale incontro. In bocca al lupo

Mia cara signorina Elisa,

come dice lei, il sesso come arma porta sempre conseguenze, e di solito non sono piacevoli.

Eppure la sua lettura del suo comportamento è chiara, parlo di comportamento, non di diagnosi. Le diagnosi fatte in casa sono pericolose e una mail non può certo aiutarla concretamente.

E da come lo racconta lei, sembra, dico sembra, non posso esserne certo, che questo suo bisogno di attenzioni, con tutti i comportamenti che ci girano attorno, dall'autolesionismo al problema col cibo al creare relazioni parassitarie dell'Altro - che a me personalmente danno l'impressione di essere tutte maschere diverse dello stesso suo problema - non si fermerà né sparirà da solo se lei non ne prende coscienza come di un problema e non cerca di porvi rimedio.

Approfitti di questo suo momento di fermezza e chiarezza e chieda una consulenza ad uno specialista presente sul suo territorio o, in alternativa, provi a rivolgersi alle strutture sanitarie di zona. Accetti di aver bisogno di aiuto ma anche di poter ricevere quell'aiuto di cui ha bisogno. Non c'è bisogno che lei affronti tutto questo da sola.

A disposizione per eventuali ulteriori informazioni, le porgo i miei migliori auguri

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