Disturbi della personalità

La mia vita è stata rovinata per sempre dalle umiliazioni degli altri

Riccardo

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Ciao a tutti....non mi va di dire il mio nome, sono un ragazzo di 17 anni, che sta vivendo un periodo di grande dolore. A dire il vero penso di aver sofferto tanto per la vita : gli altri mi hanno sempre umiliato e fatto del male. E' per questo che li evito e tendo ad avere pochi amici. Da bambino ero talmente basso da essere scambiato per uno più piccolo della mia età, e ricordo che all'inizio la cosa mi faceva piacere , perché in questo modo potevo suscitare tenerezza negli altri (soprattutto negli adulti..). Col tempo ho iniziato, però, a odiare il mio corpo : a vederlo deforme, ossa troppo piccole e ripugnanti..La verità è che sono stanco di essere ''visto'' come un bambino, anche perché il mio essere bambino non genera più tenerezza negli altri. Anzi , gli altri si approfittano di questa cosa : i miei coetanei, sapendomi più debole fisicamente, mi feriscono. A capodanno sono stato vittima di scherzi goliardici di pessimo gusto. Mi hanno fatto dei tagli e chiusi in un armadio. Mi è stato detto, anche da parte di mia sorella, di essere uno sfigato, un handicappato, un gay. E non riesco proprio a dimenticare i suoi insulti.In generale provo un senso di inadeguatezza, è come se mi ritenessi una persona incapace sia fisicamente sia mentalmente di stare con gli altri, esteticamente ripugnante, socialmente un inetto. Mi odio... e quando vedo gli altri , e la loro bellezza, e i loro muscoli mi sento depresso e tristissimo. Mia madre vorrebbe che io avessi delle spalle larghe, e quando fa dei confronti con i miei coetanei, io mi sento come se non valessi niente : gli altri, per il semplice fatto di essere belli, ricevono più attenzione e hanno più amicizie, hanno delle relazioni belle e profonde. Io non ho relazioni con nessuno, perché non vengo accettato : gli altri provano o indifferenza verso me oppure vorrebbero distruggermi...ed umiliarmi. Come se non bastasse a 16 anni ho iniziato a sentirmi omosessuale, e da allora le mie paure nei rapporti con gli altri sono aumentate : ho paura di mostrare la mia affettività , per questo congelo completamente le mie emozioni, e mi sento continuamente giudicato dall'altri per questa mia diversità. Un altro fattore che mi porta ad evitare gli altri. Ci sarebbero tante cose da dire. Dico solo che ho cercato di avere delle relazioni omosessuali, ma solo sessuali, niente amore, niente emozioni... e questo non ha fatto altro che lasciarmi un vuoto ancora più grande dentro. Vado da uno psichiatra da tempo, e non so .... non so... la mia vita è stata rovinata per sempre dalle umiliazioni degli altri, non so a quanto possa servire. ormai la mia personalità è questa, nessuno mi può cambiare.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao …,

dalla tua lettera mi arrivano tante emozioni: il dolore in primo luogo, ma anche la rabbia (purtroppo diretta nei tuoi confronti al posto che verso le persone che ti hanno ferito) e la paura.

La prima cosa che mi colpisce è il fatto che tu non voglia rivelare il tuo nome.

Il vissuto che porti parla di una grande solitudine emotiva; sembra che nel tuo ambiente non ci sia nessuno in grado di comprenderti realmente, di accettarti o anche solo di vederti per ciò che sei.

Sembra che tu ti senta senza speranza, tanto da dire che la tua vita è stata rovinata per sempre.

E tuttavia sei qui a cercare una qualche forma d'aiuto o di confronto, sei qui che parli dei tuoi sentimenti e di ciò che ti ha ferito e continua a farlo.

Comprendo ciò che provi. Comprendo la tua disperazione.

Tuttavia hai 17 anni, che di sicuro non è un'età facile, ma vuol dire che hai ancora molte opportunità davanti.

Hai una buona consapevolezza delle tue emozioni ed anche una buona capacità di esprimerle.

 

Hai avuto il coraggio di riconoscere e anche di vivere la tua omosessualità (o il tuo lato omosessuale), sebbene proteggendoti dai sentimenti.

Non sono cose da poco.

È vero, gli altri ti hanno umiliato e fatto del male.

Ma isolandoti sei tu che continui a fare del male a te stesso, perché ti privi della possibilità di fare esperienze nuove e più positive.

Parli dell'odio per il tuo corpo in quanto poco virile.

Magari non sarai muscoloso e con le spalle larghe, ma sono sicura che non sei privo di punti di forza e di bellezza.

Credo (ma lo sai anche tu) che la mancanza d'amore con la quale purtroppo ti sei abituato a guardarti, facendo tuoi gli sguardi di disprezzo o di sconferma che hai visto negli altri, sia la lente che oggi distorce la tua realtà.

Lo so, è dura e richiede coraggio, ma questo modo di fare e di considerarti può cambiare.

Prima di tutto cambiando il modo in cui pensi a te stesso e poi diventando pian piano capace di selezionare le esperienze che sono nutrienti per te e non “intossicanti”.

Certo sarebbe più semplice affrontare questo percorso affianco e con la guida di qualcuno che possa sostenerti e lottare assieme a te, qualcuno che creda in te, nelle tue capacità, nelle tue risorse.

Dici di essere in cura da uno psichiatra. Questo rapporto ti è di giovamento?

Se non lo è, prova a cercare la figura (professionale e non) più adatta a seguirti.

Rispetto ai tuoi familiari prova a pensare anche che a volte è difficile essere incoraggianti proprio con le persone più vicine, perché in loro rivediamo i nostri stessi difetti e le nostre debolezze, ma questo non vuol dire che non ci sia affetto.

 

Tuttavia è importante che tu impari a difenderti da quelle che ti arrivano come delle inutili aggressioni, imparando (e si fa solo con la pratica) a comunicare efficacemente le emozioni che ti tieni dentro e rivolgi solo su te stesso (spesso in modo distruttivo).

Si può difendere il proprio essere, i propri punti di vista ed i propri sentimenti con fermezza, anche senza aggredire.

Coraggio, il percorso è lungo e non privo di ostacoli, ma dentro di te c'è un guerriero più forte di quelli con i muscoli e l'armatura, insieme ad un ragazzo sensibile che merita di essere amato ed apprezzato per ciò che è.

In bocca al lupo, di cuore.

Ciao in merito al tuo racconto, continua a parlarne con lo psichiatra che ti segue ed approfondisci la questione con lui, altrimenti cerca un'altro professionista del settore se pensi che lo psichiatra che ti segue adesso non possa aiutarti. E' vero che nessuno ti può cambiare se tu non vuoi farlo, per cambiare c'è bisogno della tua volontà nel farlo, nell'andare avanti e dimenticare e perdonare le persone che ti offendono. Se ti può consolare, un grande condottiero come Napoleone era piccolo di statura, eppure è stato un grande nella storia. L'altezza fisica non è tutto nella vita, se troverai in te altre capacità e qualità sviluppale, non focalizzarti solo su quello che non hai, ossia l'altezza, ma valorizza le qualità che hai e credimi ognuno ha tanti pregi quanti i difetti! Spero di esserti stata utile cordiali saluti.

Ciao!

Leggendo la tua lettera ho avvertito molto forte la tua profonda sofferenza e solitudine, e mi colpisce molto che anche in famiglia tu non senta il sostegno di cui avresti bisogno. Da quello che scrivi gli altri non ti hanno di certo reso la vita facile… d’altra parte sembra che anche tu contribuisca a questo gioco. Non mi fraintendere, non ti sto dicendo che ti sei cercato le umiliazioni e gli insulti,… mi sto riferendo al fatto che tu stesso dici di evitare gli altri: “ho paura di mostrare la mia affettività , per questo congelo completamente le mie emozioni, e mi sento continuamente giudicato dall'altri per questa mia diversità”. Quello che volevo dirti è che quindi forse, il tuo evitare gli altri - quale forma di difesa dalla sofferenza che potrebbe generare un ennesimo rifiuto - può contribuire esso stesso al tuo essere e sentirti triste e solo.

Mi colpisce che tu scriva “gli altri, per il semplice fatto di essere belli, ricevono più attenzione e hanno più amicizie, hanno delle relazioni belle e profonde”. Caro ragazzo, pensi davvero che solo le persone belle esteriormente abbiano diritto di avere qualcuno accanto? Vorrei invitarti a fare un’indagine: guardati intorno ed osserva gli altri nei più diversi contesti (casa, scuola, palestra, oratorio, ..): davvero tutte le persone belle esteriormente sono felicemente in relazione con gli altri mentre quelle brutte no??!!

Quando dici “Io non ho relazioni con nessuno, perché non vengo accettato..”, credo caro ragazzo che il primo a non accettare te stesso sia proprio tu! Quello che potresti fare dunque, magari con l’aiuto di un esperto psicoterapeuta, è iniziare a guardarti dentro, affrontare le tue paure e insicurezze, combattere il tuo vittimismo e passivismo (“ormai la mia personalità è questa, nessuno mi può cambiare”) e cominciare ad apprezzarti nei tuoi aspetti negativi e positivi.. perché sono sicura che ne hai molti, a cominciare dalla tua sensibilità!!. Solo così potrai porre in atto un cambiamento in maniera attiva e costruttiva! Buon lavoro!

Ciao,  mi hanno colpito molto le tue parole.

Ti odi e odi il tuo corpo, odi come gli altri ti trattano e come ti fanno sentire e dici che nessuno può cambiare la tua personalità.   Eccetto tu, mi viene da dirti.

Puoi essere tu dalla tua parte, ed essere quella persona che ti guarda senza giudicarti, che crede in te. Se non lo fai tu per te, chi può farlo?

Inizia tu a guardarti con gli occhi di quel ragazzo che sei e trasformare questo dolore nella tua forza.

Non possiamo cambiare gli altri e ciò che è successo però possiamo decidere noi come starci,  con chi stare, come portare avanti la nostra vita.

Ti auguro di fare per te tutto ciò che avresti voluto dagli altri e anche di più e ti auguro di essere felice. 

Buongiorno, il racconto della tua storia di vita è contrassegnato da una grande dose di sofferenza, ho percepito tutto il tuo malessere. 

Da ciò che scrivi emerge una posizione esistenziale per cui Io sono Ok se...

se sono perfetto

se sono forte

se mi sforzo

se mi sbrigo

se faccio in modo di piacere agli altri (curare in modo eccessivo il proprio aspetto fisico solo per essere accettati dal prossimo)

Questo purtroppo ti è stato trasmesso dalle relazioni che hai intrattenuto con conoscenti, amici, familiari ma la posizione corretta dovrebbe sempre essere: Io sono OK, Tu sei OK, al di là di imposizioni esterne.

Invece si finisce nella posizione esistenziale: “Io non sono OK, Tu sei OK”, oppure “Io non sono OK, Tu non sei OK”, che è la più pericolosa e annichilente per la propria personalità ed autostima.

La tua autostima mi sembra che sia stata fortemente condizionata da queste interiorizzazioni rispetto a ciò che gli altri si attendono da te, rispetto a come dovresti essere. Non mi sembra che tu abbia mai sperimentato la sensazione di sentirsi accettati per come si è con i propri pregi e difetti.

Potrebbe rivelarsi molto utile ricevere l’aiuto di uno psicologo che ti aiuti a riacquistare fiducia in te stesso e modificare l’immagine interiorizzata di te inadeguato.

Per migliorare la propria autostima è importante occuparsi dei seguenti aspetti:

- Considerare i propri valori fondamentali e quindi fare chiarezza con se stessi rispetto quello che si vuole e quello che non si vuole nella propria vita.

- Riconoscere le proprie emozioni distruttive e imparare a gestirle. Perché ciò permette di entrare in contatto con emozioni maggiormente sane che sostengano nei momenti di difficoltà.

- Lavorare sull’immagine di se: molto spesso ci armiamo di buoni propositi e determinazione (voglio dimagrire, voglio smettere di fumare etc..) ma se prima non modifichiamo l’immagine che abbiamo di noi stessi tenderemo inconsciamente a sabotarci.

E’ importante considerare l’autostima come una spia di allarme; quando cala ci avvisa che stiamo inseguendo desideri altrui trascurando quelli che sono i nostri reali bisogni.

Dedicati del tempo, non scoraggiarti, sei così giovane! Nulla è immutabile, il cambiamento è sempre possibile e se inizia da noi ha una grande forza!

Se dovessi decidere di farti aiutare da uno psicologo non esitare a chiamare.

Cari saluti

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