Disturbi della personalità

La mia famiglia mi controlla la vita

Carlotta

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Salve, scrivo perché non so più come gestire la cosa. Sono sempre stata una brava ragazza, ho sempre rispettato le decisioni ed i consigli della mia famiglia, ma ultimamente mi rendo conto di quanto "tossica" la cosa possa essere.
Al liceo il problema erano i voti, quali prendevo, perché, I compiti, come, lo sport, il futuro. Finita la scuola mi viene imposta una carriera di studi universitaria, rispondendo che quella scelta da me non mi avrebbe portato da nessuna parte. Dopo. Pochi mesi lascio e mi impongo su un altro percorso, il mio. Ricevo il disconsenso di molti ma alla fine riesco ad averla vinta. Allora lo sfogo di tutti è finito sul mio aspetto fisico e sulla patente, o altre "piccole" cose che mi circondano. Sono sovrappeso e non é mai stato un problema per me, ma per la mia famiglia è diventato un affare di stato. "Devo dimagrire, sono già intelligente ed educata e dovrei diventare anche bella" cito. Dopo un lungo periodo di controlli giornalieri su se stessi facendo attività fisica e stessi a dieta, con chiamate e continui messaggi, sono arrivata di nuovo al limite. Mi sono messa a tavolino con loro e ho chiaramente detto che non ne potevo più e che fossero affari miei. La risposta.. "no, non ti riguarda. Con tutto quello che ti abbiamo dato c'è lo devi". La mia. Risposta è stata "se sapevo che queste erano le condizioni non avrei mai accettato nulla da voi" dopo me ne sono andata. Per qualche tempo nessuno mi ha più detto nulla ma poi sono iniziati i commenti per le lezioni di guida per la patente. "non la vuoi prendere perché sei pigra" "non la prenderai mai" stai perdendo tempo"... Mia madre a cui piace pianificare e poter aver sotto controllo tutto, a creato uno schema con tutte le lezioni che devo fare durante la settimana per poter arrivare entro il suo limite ad averle terminate. Questa settimana è saltata per problemi legati allo studio, è andata fuori di testa. Come tutti.
Mi sono sempre sentita che le mie idee non erano giuste e che non dovevo prendere decisioni perché non ne ero capace, quindi ci avrebbero pensato loro. Che sono "moscia" quindi loro mi indirizzeranno nella via giusta per farmi "svegliare".
Nonostante i miei continui confronti e prove nello spiegare il mio punto di vista e la mia vita, non sono stata mai ascoltata. Nonostante mi imponga e ottenga ciò che voglio alla fine, e non sempre, è una continua lotta per poter vivere la mia vita. Mi sento esausta.
Mi sono accorta che allentandomi da loro e da mia madre la situazione migliora, ma al momento sono impossibilitata poiché dipendo economicamente da loro. Arrivo a fine giornata che sento di aver vissuto una giornata piena, ma più che fisicamente, mentalmente.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera. Per questo genere di situazioni in cui il figlio/a ha bisogno di qualcuno che gli insegni come mettere i confini dai propri famigliari suggerisco di intraprendere un  percorso terapeutico finalizzato al raggiungimento della propria 'indipendenza psicologica' , parola grossa, poichè non si diventa mai completamente indipendenti dai propri genitori, però con la tarapia ci si distanzia 'dal profondo' facendo un lavoro su sè stessi con l'obiettivo di crescere psicologicamente  al di là delle nozioni cognitive di cui si è già in possesso; poichè lei è dipendente economicamente dalla sua famiglia, sarebbe opportuno trovarsi un lavoro , rendersi autonoma sul  piano economico e poter iniziare una terapia che l'aiuti ha conseguire la sua indipendenza mentale , e soprattutto nella terapia uno degli obiettivi principali è  lavorare sui confini 'mentali' da ognuno dei componenti della famiglia dai quali lei dipende  nei giudizi e nelle decisioni per fare le sue scelte in modo autonomo senza render conto a nessuno del suo operato. Insomma imparare a dire di no, impedire che gli altri la controllino e che le dicano costantemente cosa deve fare di continuo in base ai loro schemi e non in base alle sue idee, e fare le proprie scelte sempre senza dover ogni volta faticare  e smettere di lottare ogni volta per ogni cosa.

Gentile Carlotta


lei scrive che per un periodo si è "allontanata " dalla sua famiglia: cioè è andata via di casa? Ed ha sperimentato più calma e tranquillità .


Oggi come si impedisce di lasciare la sua famiglia , trovarsi modalità per rendersi autonomo da loro e vivere la sua vita come più desidera?


Tutto o quasi, ciò che scegliamo va messo al vaglio di "costi - benefici"...


Credo che in questo momento delicato e particolare della sua giovane vita, possa esserle di ausilio, confrontarsi con un professionista accreditato con il quale potrà scoprire e riscoprire punti di forza e punti di debolezza che le saranno di aiuto per poter meglio valutare in merito ad una sua eventuale scelta .


le cose fatte di impulso e sull'onda del fastidio / rancore , difficilmente possono portare a risultati godibili nel tempo. Quest'ultima..., tuttavia, lo legga come un mio personale punto di vista.


Auguri


Dottoressa Laura Bonanni

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