Mi sembra di vivere una vita inutile e piatta

Riccardo

Salve,
sono un ragazzo di 21 anni. Da parecchi anni ho poche/nessuna amicizia in quanto “preferisco così”, sto più a mio agio da solo e gli altri mi sembrano solo delle difficoltà in più da dover gestire, spendere tempo e degli ostacoli alle cose che mi piace fare. Parallelamente a ciò però non sono felice nemmeno da solo, soprattutto ultimamente, in quanto mi sento vuoto, senza una direzione. Inoltre ho, da molti anni, grosse difficoltà a capire le mie emozioni e quelle degli altri. A me sembra come se non ne avessi, ogni notizia bella o brutta che sia la prendo sempre con distacco, non riesco a farmi coinvolgere. Questo distacco ce l’ho anche con la mia famiglia purtroppo, se sono lontano da loro per un po’ (motivi di studio in un’altra città) non sento il bisogno di parlarci e sapere come stanno. C’è da dire anche che non è una famiglia proprio sana, i miei non vanno d’accordo e per tutti quanti ormai sono normale i litigi e le grida nei weekend, quando ci troviamo tutti e 5/6 in casa.
(Metto come categoria: Disturbi della personalità, perché ho il sospetto di soffrire di disturbo schizoide di personalità. Non mi è stata fatta alcuna diagnosi in ogni caso).
Grazie per chi leggerà

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Riccardo,

Io ritengo che imparare a stare bene con se stessi sia la carta vincente nel nostro equilibrio in quanto siamo le persone con cui dovremo vivere per sempre!!!

Sicuramente la situazione di tensione che descrive brevemente in merito alla sua famiglia può comportare un certo distacco emotivo e la necessità di chiudersi un pò in se stesso.... forse ha bisogno di buttare fuori ciò che la stritola dentro ed uno psicologo potrà sicuramente aiutarla.

Nel caso in cui volesse, vista la nostra distanza, potremmo effettuare dei colloqui online.

A presto, Katia Stoico

Salve Riccardo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.

Per un'eventuale diagnosi sarebbe opportuno del materiale psicodiagnostico specifico: lo schizoide comunque non soffre all'assenza dell'altro, lei riferisce che comunque sta male senza le amicizie. Attenzione però alle etichette.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Riccardo. Prima di giungere ad una diagnosi e incastrarla in una categoria a forza, potrebbe essere utile procedere con dei colloqui conoscitivi per comprendere più a fondo, insieme ad un esperto, le circostanze e la durata di queste sensazioni. In questo modo si riuscirebbe ad individuare il sistema di significati che lei attribuisce alle relazioni, come le interpreta e come funziona in questo ambito. Una volta compresi questi punti, sarà più semplice per lei lavorare con l’esperto per trovare risposte alle sue domande e risorse da mettere in campo per gestire le emozioni negative connesse a questi pensieri.
Mi rendo disponibile anche online se decidesse di intraprende un percorso di questo tipo.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.