Disturbi della personalità

Personalità schizotipica e paranoide

claudiia

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salve, mi hanno diagnosticato una personalità schizotipica e paranoide sono in cura da 2 anni e mezzo ma ancora non sto come vorrei. Avevo il cervello devastato adesso invece ragiono di più ma ho ancora molti problemi quando mi trovo difronte a situazioni come parlare per conoscersi,fare sesso, studiare , lavorare. insomma di condurre una vita normale.ho trovato parecchie risposte qui soprattuto sulle disfunzioni sessuali e mi riconosco nelle cose che trovo scritte su questo sito.ritrovo anche alcune cose dette dalla mia psicologa come il fatto di essere narcisisti ma allo stesso tempo provare un senso di vergogna.Cmq vorrei sapere qualcosa di più sulla schizotipia visto che su internet non trovo quasi nulla e sapere che differenza c'è con la schizofrenia. inizio a pensare che non si una malattia molto diffusa e rispetto alle domande lette qui su mi sento la peggiore di tutti, sento che solo io ho questo grande problema e che i problemi degli altri non sono nulla rispetto al mio . purtroppo da piccola i miei hanno provato a portarmi dallo psicologo ma io credevo di stare bene e avevo paura di quello che poteva pensare la gente quindi non ho mai portato avanti una terapia...e niente spero che pubblicherete la mia domanda mi sentirei meno sola e sono desiderosa di ascoltare anche il vostro parere visto che la mia psicologa ultimamente non fa altro che rimproverarmi e ogni volta che ci vado e come se andassi al patibolo...grazie

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Claudia,

 la personalità schizotipica è molto impegnata a leggere la realtà attraverso degli occhiali che hanno delle particolari lenti.

  Le lenti di questi occhiali filtrano il mondo esterno con una lettura legata ad un pensiero troppo personale, appartenente al proprio mondo fantastico o magico. E' come intromettere le proprie fantasie tra se stessi è quello che succede all'esterno.  La conseguenza è quella di guardare la realtà ma volerla leggerla sempre sotto la propria chiave.

Questo processo appartiene anche alle persone che vivono un maggiore equilibrio ed è quel processo che può reggere le illusioni. Nel caso dello schizotipico la scissione tra esterno ed interno però è più netta, nella schizofrenia la realtà mantiene una forma ma non  il senso e a volte succede il contrario, il proprio mondo interiore va a deformare la realtà esterna, ne sono un esempio le allucinazioni ed i deliri.

Faccio un esempio, l'incontro di tre persone diverse con la vista di un vaso:

1)Una persona che si trova in uno stato più equilibrato può guardare ad un vaso e quel vaso può creare in lui delle emozioni legate al ricordo di sua madre, per la forma o perchè la madre ne aveva uno simile. Vive un ricordo o un emozione.

2)Lo schizotipico alla vista del vaso può provare una angoscia che lo porta a pensare che forse quel vaso è stato messo li apposta da sua madre ed è un messaggio: deve andare via da quel posto perchè può succedere qualcosa di pericoloso.

3)lo schizofrenico in un angoscia ancora maggiore non vede più il vaso, ma direttamente sua madre che gli dice di tornare subito a casa.

La realtà può creare angoscia, per gestire l'angoscia si può evitare la realtà, leggerla in un altro modo o modificarla. 

La personalità schizotipica si è costruita su un  continuo rifugiarsi dentro di se per evitare di guardare ad una realtà che molto probabilmente nell'arco della propria vita è stata più causa di angoscia che di piacere. In particolare angosce da persecuzione legate al senso di protezione psichica mancata e che danno vita all'aspetto paranoideo e le angosce da annullamento quando ad essere frustrato è il bisogno di fusione , di vicinanza affettiva, di intimità.

Di conseguenza più aumenta la vicinanza ,l'intimità (e nella sessualità è massima), più lo schizotipico ha bisogno di chiudersi nel suo mondo o di attuare difese narcisistiche, deformando non la realtà ma la rappresentazione di sè(identità), non potendo lasciar spazio alle proprie reali emozioni.

Può essere molto utile per riuscire a vivere sempre meglio la propria intimità iniziare con la sua terapeuta. Il fatto di poterle dire  di sentirsi rimproverata può essere un modo per costruire una relazione emotivamente più intima.

E' una avventura incredibile guardare la realtà senza perdere se stessi.

Un saluto affettuoso.

Gentile Claudia,

che tipo di terapie psicologiche ha fatto? di quale indirizzo? Ad ogni modo, se le cure mediche e psicologiche hanno avuto effetti positivi, conviene continuarle. Non mi preoccuperei eccessivamente della classificazione del disturbo e la invito piuttosto a valutare i miglioramenti ottenuti e a individuare gli obiettivi che ancora restano da raggiungere. E' mai stata coinvolta anche la sua famiglia? Di solito i genitori sono i principali collaboratori dello psicologo e spesso una tale collaborazione è essenziale. Faccia presente alla sua psicoterapeuta qualunque sua difficoltà, anche a rapportarsi con lei, perchè lo psicologo ha bisogno del parere del paziente che può essere prezioso per aggiustare il tiro delle sue azioni. Cordiali saluti

Salve Claudia

mi dispiace molto del vissuto che hai nel rapporto con la tua terapeuta. Non è funzionale. Credo tu ne debba parlare con lei della sensazione di andare al patibolo. Sono sicura che il tuo disturbo di personalità ti crea problemi nella vita quotidiana ma fai lo sforzo di non percepirti come malata e di cercare di fare le cose che fanno le donne/ragazze della tua età. Incontrerai difficoltà, ma si può cercare di stare meglio. 

Il mio suggerimento è di cercare di dare meno importanza alla tua malattia ma di più alla tua persona. Un saluto. Scrivimi se vuoi....

Salve in merito alla sua domanda, ogni problema è intimo e personale ed ogni persona lo vive intimamente come più o meno grave, ognuno ha il suo problema ed è unico  come la persona che lo vive, perciò da una parte ci si può sentire soli ad affrontarlo, dall'altra è comunque normale avere problemi nella vita, perciò non saremo mai i soli ed unici ad averne ed ad affrontarli, la differenza si trova nel modo di gestirli e di percepirli. Se lei frequenta una psicologa, parli con lei di quello che prova in terapia e provate a discutere insieme quello che sente e che ha riportato qui. La terapia è un momento per confrontarsi con il terapeuta e dire quello che si prova, potrebbe essere un punto di svolta nel suo percorso. Per quanto riguarda la differenza tra personalità schizotipica e schizofrenia, la prima è intesa come personalità, la seconda come patologia, sono due modalità ben distinte di pensare e di agire e non sono necessariamente e sempre collegate, a volte possono esserlo, altre volte no. Provi a parlare anche di questo con la psicologa che la segue, fare un percorso personale non vuol dire essere "matti" e malati, vuol dire affrontare un problema, con una persona competente che può sostenerci a farlo, poichè, per citare un film uscito in questi mesi Nessuno si salva da solo. Lei non è sola, ha una terapeuta che la segue, quindi affronti con lei la sua situazione. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Gentile Claudia,

mi dispiace limitarmi a rispondere per etichette, in quanto ogni persona è portatrice di una sofferenza unica che trovo riduttivo ridurre a una definizione. 

Per avere maggiori informazioni sulle te categorie diagnostiche le suggerisco di guardare questi due link:

http://www.psicoverona.it./index.php?page=personalita-schizotipica

http://www.psicoverona.it./index.php?page=personalita-paranoide

E' un sito che ho costruito per cercare di aiutare a rispondere ad alcune domande che le persone spesso fanno (www.psicoverona.it). Nei due link troverà la definizione di Paranoide e Schizotipico secondo il DSM-IV (Manuale diagnostico) e secondo la dimensione interpersonale di Lorna S. Benjamin. 

Riguardo alla differenza tra schizotipico e schizofrenia, in generale posso dire che entrambe derivano dal greco schizo = diviso, nel senso che la mente è divisa nelle sue funzioni mentali e si manifesta in modi diversi:

- Per il disturbo Schizotipico sono soprattutto: distorsioni cognitive (pensiero bizzarro, credenze strane o magiche) e distorsioni percettive (sentire o vedere ciò che gli altri non sentono e vedono) rispetto alla realtà e può sentirsi minacciato o umiliato su ipotesi che non sono riscontrabili nella reaaltà e quindi considersate irrazionali.

- Per il disturbo Schizofrenico i sintomi possono essere positivi o negativi:

 positivi:sono manifestazioni verso l'esterno di allucinazioni (visive, uditive e corporee), deliri (pensare e dire elementi che non corrispondono alla realtà, solo so soggettivi) e comportamenti ritenuti socialmente bizzarri o gravemente disorganizzati.

 negativi: sono legati alla mancanza o alla perdita di energia e vitalità come l'apatia o la totale perdita d'iniziativa o l'appiattimento affettivo.

In generale la schizofrenia è un disturbo più grave che spinge l'individuo alla perdita di relazioni sociali per chiudersi in un mondo suo proprio.

Spero di averle dato qualche indicazione in più.

Un caro saluto.

Cara Claudia, Partirei dalla parte finale della sua richiesta dove dice che la dottoressa da cui è seguita la rimprovera e che si sente di andare al patibolo ogni volta che si reca allo studio... Ebbene, non possiamo affermare che le intenzioni della collega siano realmente finalizzate al semplice rimprovero fine a se stesso ma posso dirle, con sufficiente certezza, che la sua emozione è reale; tanto per cominciare lei ha il diritto e il dovere di comunicare alla sua psicologa quale è il suo stato emotivo durante la seduta e chissà se a partire da questo non si aprano ulteriori spiragli  utili per lavorare sulle altre situazioni descritte che le causano disagio e sofferenza.

Con i migliori auguri.

Gentile Claudia,

Darci delle "etichette diagnostiche"serve solo ad impantanarci nei nostri problemi e quasi a giustificarci rispetto all'idea "per me è tutto inutile".

Credo che sia opportuno andare alle radici di questa sofferenza, guardarci dentro e trasformare il tutto dandogli la giusta collocazione nella sua vita al fine di non vivere quotidianamente questo dolore che l'attanaglia.

Solo attraverso una profonda ed empatica relazione terapeutica le sarà possibile "ricostruirsi". Si affidi ad uno psicoterapeuta in grado di accogliere questa sua sofferenza.Il dolore psichico, emotivo non si"cura" con protocolli o etichette diagnostica.

Non esiti a contattarmi per qualsiasi necessità.

Un caro saluto.

Salve Claudia,

mi colpisce in te questo ricerca di trovare un'etichetta diagnotica nella quale devi starci dentro a tutti i costi. Fortunatamente ci stiamo allontanando dalla deduzione meccanica delle diagnosi attravero i vari sintomi. Finalmente, ci si sta rendendo conto che spesso le caratteristiche di personalità e i sintomi correlati sono trasversali a tante persone, e se per esempio la tua tendenza a chiuderti, la puoi riscontrare in tante altre patologie non significa che hai tutte queste patologie,con questo voglio dirti che le diagnosi servono a noi professionisti per accompagnarvi in un progetto terapeutico adatto a ciascuno di voi, ma non servono a voi,perchè vi spaventate esageratamente talvolta, altre volte siete superficiali.Le diagnosi si fanno da vicino, in più incontri, non sono dei cassetti dove a tutti costi dobbiamo starci, dietro alle etichette ci sono perone con le loro storie uniche e irripetibili, che sui manuali non trovi, dietro la tua c'è Claudia,ci sono le tue tendenze caratteriali, la tua persona e la tua personalità. Esponi alla tua pscioterapeuta, (spero che sia psicoterapeuta e non semplicemente psicologa) la tua difficoltà in questo momento nella vostra relazione, i tuoi dubbi, prova a capire che sta succedendo, se rientra nel progetto terapeutico e adattarlo ancor di più in questo momento per te in cui ti senti più fragile.

i miei sinceri auguri per la ricerca di senso e non di etichette

Salve Claudia, non so chi le abbia diagnosticato questi disturbi di personalità e in che modo. Autodiagnosi? Sono stati fatti dei test? Solo con i colloqui clinici? Se vuole, può leggere qualcosa su questi disturbi sul sito del Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva che si occupa di disturbi di personalità. Anche se, attenzione, potrebbe essere tratta in inganno dalla semplice lettura su internet. Se vuole altre informazioni, sono a disposizione.

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