Disturbi della personalità

Sono fidanzata da poco più di un anno con un ragazzo bipolare

Manuela

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Salve a tutti. Sono fidanzata da poco più di un anno con un ragazzo bipolare. Ho saputo del suo disturbo dopo sette mesi di fidanzamento. Come l'ho saputo? Da mia madre! Vedevo che era un po' strana e quando ha deciso di parlarmi ho capito che erano mesi che lo sapeva! Il mio ragazzo ha perso il padre dopo tre mesi che eravamo insieme e dato che le nostre mamme sono entrambe infermiere si conoscono di vista. Ai funerali c'era una collega di mia madre (ex collega della madre del mio ragazzo) che le ha detto testuali parole "povero ragazzo, si nota che fa uso di antipsicotici". A queste parole mia madre si è preoccupata e ha cercato di capire qualcosa prima di mettermi a conoscenza dei fatti! Facendola breve, quando mia madre mi ha parlato..mi sono sentita morire! Avevo notato qualcosa perché alcune sere, mentre ero con il mio ragazzo, notai il rumore del blister di pillole e, subito dopo, dell'acqua nel bicchiere! Alla domanda "cosa hai preso?" Lui mi ha sempre risposto "niente", "volevo prendere una gomma" (risposta che mi ha allarmata) e una volta si arrabbiò tantissimo dicendo che non erano fatti miei! Dopo del tempo, sono stata io a trovare una sua documentazione sulla quale era scritto che dopo un ricovero di quasi un mese nel reparto di salute mentale, gli è stato diagnosticato il Disturbo Bipolare, tutto questo accompagnato dalla parola "Maniacale"! Stavo morendo! Sono stata malissimo! Mi sono data forza e ho cercato di contattare qualche esperto. Mi hanno detto che non è facile convivere con persone affette da questo disturbo, mi hanno detto che a 21 è presto per capire se si è pronti o meno per una realtà di questo genere, mi hanno anche detto che è probabile che io mi ammali sopportando tutto quello che sto sopportando. In seguito, dopo un unteriore forte litigio, è stato lui a parlarmi di questa cosa senza mai nominare la parola disturbo, ma dicendo che era stato portato in ospedale con un'altra scusa e che poi lo hanno chiuso a chiave in una camera in psichiatria! Mi ha detto che lui non si vedeva adatto per quel reparto e che non capiva per quale motivo i suoi parenti lo avevano chiuso li..mi ha fatto una tenerezza.. Voglio precisare che si cura, che fa terapia, manca un'esame alla sua laurea, frequenta l'accademia britannica ed è stato un mese a Londra per perfezionare il suo inglese. A volte mi soprende la sua intelligenza, altre volte sembra una persona così chiusa e perfida! Certo, questo anno di fidanzamento non è tutto da buttare ma è inevitabile che io pensi a quando ha alzato le mani (non con l'intenzione di picchiarmi, ma, voleva strapparmi via un bracciale che mi aveva regalato) o quando mi ha buttato fuori dalla macchina, oppure quando mi ha urlato, davanti gli occhi della mamma, che io nonavrei dovuto avere a che fare con la loro famiglia perché immeritevole... non è mia intenzione, assolutamente, fare la vittima, vorrei solo esprimere ciò che provo! Più di 15 giorni fa mi sono allontanata da lui perché l'ha fatta grossa, per un'intera mattinata mi ha fatta piangere per un motivo per me futile (mi sono svegliata e non ho portato con me il cellulare in cucina mentre ero a fare cilazione), è arrivato a farmi credere di essere pazza..forse sono io a sbagliare... fatto sta che dopo molto tempo, ci siamo rivisti qualche giorno fa, mi ha detto che questi giorni senza me, per lui, sono stati come una prigione, ha scontato la sua pena e continuerà a farlo, però ha capito che non vuole perdermi e che non sbaglierà più! Non so cosa fare, non so che scelta prendere, una parte di me spera e vorrebbe tornare da lui, l'altra parte ha paura..paura non solo di litigare di nuovo, ma paura in una sua reazione esagerata! Non so con chi parlarne, con chi sfogarmi, non avendo uno stipendio non posso permettermi sedute da uno psicoterapeuta!

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Manuela ti trovi certo in una situazione difficile, ma io direi, che aldilà di quale sia la patologia o presunta patologia del tuo fidanzato, è bene non tollerare atti di violenza nè fisica e nè psicologica, perchè ciò, poi, cominica a far parte delle modalità relazionali della coppia e diventano abituali. Se vuoi un aiuto psicologico puoi rivolgerti al consultorio del tuo paese/città. Auguri
Buonasera Manuela, leggendo la sua lettera ho dedotto un chiaro interesse e documentazione su tale disturbo. Ciò, credo che l'abbia portata anche all'accettazione del suo ragazzo come soggetto che presenta un disturbo ma non per questo diverso, o non capace. Premesso ciò, i dubbi che mi ha presentato sono relativi all'aggressività manifestata dal suo ragazzo in diverse occasioni, comportamenti, questi, che hanno causato il vostro allontanamento. Vorrei proprio riportare la sua riflessione alle ultime parole delle lettera, ricercando in se stessa la risposta, la voglia, la forza di far fronte a questa situazione. Non è conveniente sperare, ma agire nell'interesse di se stessa, del suo ragazzo e della vostra eventuale futura storia. L'agire di cui parlo non è la soluzione, ma il mezzo per una soluzione (positiva o negativa che sia), una soluzione che le permetta di voltare pagina da sola o insieme al suo ragazzo.
Buongiorno Manuela, sta vivendo sicuramente un momento critico e data anche la sua giovane età è importante che cerchi di utilizzarlo per fare chiarezza, per capire se e come questa storia possa conciliarsi col suo percorso di vita. Le consiglio di rivolgersi senz'altro a un collega della sua zona; se ha difficoltà economiche, consideri che esistono i consultori e molti centri convenzionati. Molti auguri
Cara Manuela, non so se sei già completamente informata di cosa sia il disturbo bipolare ma ritengo utile fornirti qualche sintetica delucidazione in merito. Il disturbo bipolare è un serio disturbo dell’umore anche conosciuto come ‘malattia (o psicosi) maniaco depressiva’. E’ caratterizzato dall’instabilità inconsueta del tono dell’umore e dei rapporti interpersonali dell’individuo che ne è affetto. Vi è un’alternanza di alcune fasi: 1) ‘stato maniacale’’ in cui il soggetto è euforico/irritabile, con eccessiva produzione delle idee e iperattività motoria; 2) ‘stato depressivo’ in cui è tutto rallentato: umore improntato a tristezza, rallentamento delle idee e scarsissima forza e voglia di movimento. Tra una fase e l’altra ci possono essere dei periodi in cui vi è il recupero del normale funzionamento della persona. La terapia farmacologica (soprattutto litio associato con benzodiazepine ed altro) costituisce il principale trattamento sia nelle fasi acute che nel periodo di mantenimento. Anche la psicoterapia (cognitivo-comportamentale) può svolgere una notevole funzione di sostegno ed orientamento. E’ molto importante che la persona affetta da tale disturbo sia resa consapevole di che cosa comporta tale malattia, il significato dell’assunzione dei farmaci e conoscere i prodromi che possono preannunciare una nuova fase acuta. Ora venendo alla tua richiesta: non sai quale scelta fare, tornare da lui ma ti senti frenata dalla paura, ti confermo che la tua è una scelta molto difficile e ti sta creando tanta ansia e sofferenza. Io ti consiglio questo: senti prima di tutto il tuo cuore ma nel contempo usa la testa! Devi analizzarti ed interrogarti nel profondo della tua affettività per capire quanto e fino a che punto ti senti legata a lui (anche al di là dell’esistenza del disturbo) e cerca di non bleffare con te stessa! Stai molto attenta a non farti sopraffare dalla sindrome di ‘Io ti salverò’. Se rimani con lui devi avere ben chiaro che la strada è piuttosto impervia (almeno per ora) e soprattutto devi essere sicura del tuo amore per lui!! Sei hai dei dubbi su questo, rifletti più a lungo, prenditi più tempo per analizzarti e capire meglio! Dopo che ti sei chiarita con te stessa, se la scelta è quella di rimanere, la prima cosa da fare è parlare con lui e chiedergli che - se veramente cercherà di non sbagliare più - forse è il caso che ti renda completamente edotta della sua malattia della quale potrete parlarne ed insieme affrontarla. Comunque, qualsiasi sia la tua decisione, sappi che hai tutto il diritto di scegliere il meglio per te e per il tuo futuro. A disposizione per ulteriore consulenza ti lascio i miei migliori auguri e ti saluto cordialmente.
Cara Manuela, sei molto giovane ma credo che dentro di te tu abbia già la risposta ai tuoi dilemmi. Il disturbo bipolare non è sicuramente da sottovalutare, implicherà sempre dei momenti di difficoltà e soprattutto comporterà sempre un cambio di umore e comportamento da parte del tuo ragazzo, anche se controllato dai farmaci. Quello che vorrei trasmetterti è di non lasciarti spaventare a morte quando pensi agli psicofarmaci o alla psichiatria, sono le cure adeguate al tipo di malattia del tuo fidanzato, anche chi ha l'influenza si cura, anche chi ha la tiroide mal funzionante o il diabete. Niente di più e niente di meno. Una volta consapevole di questo, e consapevole di cosa una malattia come quella del tuo fidanzato può comportare, sentiti libera di scegliere, di pesare il tuo amore e il tuo rapporto, e guarda avanti, pensa a quello che per te è più importante adesso, pensa a cosa vuoi e vivi la tua storia seguendo il tuo cuore. In bocca al lupo!
Ciao Manuela, posso solo immaginare cosa stai provando e da professionista so che non è facile stare accanto ad un ragazzo bipolare (ammesso che sia giusta la dignosi che gli è stata fatta), o comunque con un qualsiasi tipo di disturbo psicologico. Ciò che mi sento di dirti, visto che sei in un momento in cui cerchi un aiuto,un supporto psicologico, e che allo stesso tempo le tue possibilità economiche non ti permettono di avere uno psicoterapeuta a pagamento, è di rivolgerti al consultorio della Asl, in cui offrono un buon servizio e per giunta gratuito, oppure, non vorrei sbagliarmi, visto che sono di Campobasso ma manco da un pò di anni, dovrebbero esserci ancora dei consultori familiari diocesani, comunque gratuiti. Ti auguro tante buone cose.
Come già le hanno detto, una relazione affettiva con questo ragazzo potrebbe essere dolorosa a causa della sua malattia. Amare una persona vuol dire coinvolgersi con tutta la persona dell’altro, in salute e in malattia. Credo che sia opportuno che lei interroghi se stessa se il rapporto con il suo ragazzo è vitale per lei, se è la persona, così come è ora, con cui vuole passare il resto della sua vita. Amare vuol dire accettare tutto dell’altro. Considerarlo come il migliore amico, confidargli i sogni, le emozioni, i progetti. Essere aperti e sinceri l'uno verso l'altro. Accettare l'altro senza volerlo cambiare. Concentrarsi sui suoi lati positivi, apprezzarlo e ringraziare per quello che fa. Rispettarsi reciprocamente, avere lo stesso valore all'interno della coppia. Trovarsi d'accordo sulle cose importanti, sui valori di base e sugli obiettivi da raggiungere. Gestire i conflitti, saper esprimere l'aggressività in modo costruttivo. Stare bene insieme, cercando di fare insieme cose interessanti. Rispettare gli spazi dell'altro. Sapendo che il rapporto è importante, essere disponibili ad investire tempo ed energia per farlo funzionare.
Carissima, la tua situazione è veramente delicata. Non posso aiutarti per mail. Nella mia città (e regione credo, quindi probabilmente anche da te) ci sono consultori familiari accreditati che con un tiket minimo (e forse anche l'esenzione per chi non ha reddito) per poter fare delle sedute (mi sembra 10 o 12) che sono certo un tempo e un modo più adeguato (magari non completo, ma migliore) per cercare di aiutarti.
Salve gentile ragazza, nessuno può consigliarti: la scelta resta comunque a te; prendi seriamente in considerazione tutti i suoi comportamenti, i suoi atteggiamenti che tu hai potuto conoscere e sopratutto valuta come tu ti senti con lui e la sicurezza psichica e fisica che senti di avere con lui(noi specialisti da lontano non possiamo saperlo) Le persone si scelgono perchè ci fanno stare bene e non perchè hanno bisogno del nostro aiuto. Inoltre esistono dei servizi pubblici come i consultori; ma anche altre strutture private accreditate che possono fornire dei buoni servizi gratuitamente per chi non può permetterselo, se ne senti il bisogno non esitare e rivolgiti presso il servizio a te più vicino.

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