Disturbo Ossessivo Compulsivo

GUARIRE DAL DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo)

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In letteratura Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è classificato in  sottocategorie: DOC da controllo, da ordine e simmetria, da contaminazione, da superstizione eccessiva.

Esistono poi le condotte di accumulo e le ossessioni pure, ad esempio l’ossessione di essere omosessuale. Il DOC  può essere  caratterizzato da: pensieri ossessivi, comportamenti compulsivi/ritualistici di neutralizzazione e comportamenti evitanti.

La persona  vive la frustrazione profonda di non sapere come fare a gestire i pensieri ossessivi e resta intrappolata nella rete di risposte compulsive/ritualistiche che, solo illusoriamente riducono l’ansia ed il disagio correlato al disturbo. Si tratta in effetti di  un grande inganno della mente, che  alimenta un  circuito disfunzionale fatto di   pensieri ossessivi e  compulsioni, mentre ansia e disagio restano inalterati e continuano ad agire indisturbati!

 

EVITARE IL PEGGIO

Tra le persone colpite dal DOC, molte sono convinte di non poterne uscire, di non poter star meglio, o guarire! Esiste anche la dannosa tendenza a sottovalutare i sintomi; atteggiamento che intensifica la sintomatologia e può condurre a cronicizzare il disturbo!

In realtà,  come per tante altre forme di disagio e sofferenza psicologica,  anche il DOC può e deve essere curato!

 

LA PAURA DI ESSERE PAZZI

A volte i sintomi del DOC  vengono visti come la conseguenza di aspetti caratteriali, debolezze, qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi!

Si aggiunge poi la convinzione di essere incapaci, o peggio ancora pazzi, per il  genere di pensieri ossessivi/irrazionali, che si susseguono nella mente!

Pregiudizi e preconcetti, fanno il resto, generando una forte resistenza a rivolgersi allo specialista di riferimento: lo Psicoterapeuta. Così la persona resta immobile, congelata nel suo disturbo e soprattutto nell'errata convinzione di non poter far nulla per stare meglio! Quella stessa persona si rivolgerebbe, senza problemi, ad un dentista se avesse male ad un dente, ad un gastroenterologo se avesse un problema di reflusso gastroesofageo,  ma l’idea di contattare uno Psicoterapeuta per una sintomatologia ossessivo /compulsiva appare innaturale e minacciosa!

Ecco che di nuovo la mente..mente e il tabù  ha la meglio! E da tale stato di cose il  Doc esce rafforzato e la persona ancora di più si convince che non c’è niente da fare!

 

INGANNI MENTALI

Certe modalità di pensiero e le convinzioni negative che ne derivano sottraggono libertà ed autonomia alla persona.  La mente inganna la sua vittima,  intrappolandola in una rete  fatta di ossessioni  ed  illudendola che la soluzione ai suoi problemi sia nella risposta compulsiva/ritualistica, che tenta inutilmente di  attenuare ansie, paure, disagio!

 

LE REALI SOLUZIONI AL PROBLEMA

La rete di ossessioni/compulsioni causa quotidiani disagi e sofferenze all’individuo e distoglie l’attenzione dal vero problema e dalle soluzioni realmente funzionali, che potrebbero risolverlo! Ad esempio: i comportamenti compulsivi svolgono  l’apparente/illusoria funzione di neutralizzare l’ansia, ma in realtà non fanno altro che autoalimentarne il circuito, garantendo così  la loro stessa sopravvivenza, mentre l’ansia continua ad agire incontrastata!

 

CONTROLLARE O LASCIAR ANDARE

Ad un’attenta osservazione  la  sintomatologia del DOC appare paradossale, dove il bisogno è di lasciar andare il disturbo  interviene imponendo il controllo ed illudendo che da questo possa nascere sicurezza! Così non è, ma tale stato di cose impedisce alla persona di dialogare con se stessa e con ciò che ha veramente bisogno di essere  ascoltato, trasformato ed infine lasciato andare!

 

GUARIRE DA SOLI DAL DOC

Molte delle persone che si rivolgono a me a causa del DOC lo fanno dopo anni (anche decenni) di sintomatologia e sofferenza! Qualcuno di loro si è limitato all’assunzione di psicofarmaci, ma senza successo. Quando domando come mai non abbiano deciso prima di consultare uno Psicoterapeuta, generalmente la risposta è: “ Volevo farcela da solo”! Allora spiego che la Psicoterapia è l’approccio scientifico di elezione per il trattamento delle diverse forme dl disagio e sofferenza psicologica e che l’obiettivo primario della Psicoterapia è la riattivazione del processo di autoguarigione dell’individuo!

 

TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE  e EMDR

Nel trattamento del DOC utilizzo la Psicoterapia Integrata, con focus cognitivo e comportamentale  e metodo EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing ).

Grazie al  metodo di lavoro integrato il cliente/paziente  impara a gestire le modalità di pensiero ossessivo e le risposte compulsive e si libera dalla rete della mente ingannatrice!  Il lavoro iniziale è incentrato sulla gestione e riduzione dei pensieri ossessivi, delle risposte compulsive, dei rituali e dei comportamenti di evitamento. Nel percorso di Psicoterapia la persona può sviluppare la resilienza, potenziare  la fiducia in sè e la competenza emotiva, costruendo la base sicura di cui realmente ha bisogno per procedere con fermezza e fiducia nella vita!

Impara  a  lasciar andare il pensiero senza considerarlo un nemico da combattere, evitando così di disperdere inutilmente  energie, per tentare di contrapporsi ad esso. Le specifiche tecniche cognitive e comportamentali consentono di riprendersi la libertà di un pensare funzionale. L’esposizione con prevenzione della risposta  facilita una  sempre e più efficace gestione dell’ansia associata a pensieri ed immagini ossessivi, riducendo progressivamente le risposte compulsive/ritualistiche e i comportamenti di evitamento, fino ad abbandonarli.  Il cliente/paziente Impara a monitorare l’andamento della propria ansia e scopre che  essa tende a ridursi proprio quando il comportamento compulsivo viene rimandato!

 

METODO EMDR E DOC

Con il Disturbo Ossessivo Compulsivo l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) lavora in particolare per depotenziare la negatività di eventi e condizioni del passato, dalle quali il disturbo ha avuto origine e che continuano ad alimentarlo! Esso consente di desensibilizzare e trasformare positivamente aspetti traumatici grandi e piccoli, ricordi e convinzioni disfunzionali, che hanno  prodotto interferenze e orientato negativamente le scelte individuali, gettando le basi per il problema attuali!

 

LA PSICOTERAPIA INTEGRATA

Le Tecniche a mediazione corporea  ripristinano la capacità di sperimentare la dimensione percettiva.  Nel suo insieme, il lavoro di Psicoterapia Integrata dà al cliente/paziente la possibilità di destrutturare ricordi ingannevoli, trasformare le convinzioni disfunzionali sulle quali il DOC ha stabilito il proprio dominio. Tra le  finalità del lavoro terapeutico è incluso lo sviluppo della capacità di tollerare e convivere con il dubbio e l’incertezza, senza che questi debbano attivare meccanismi di pensiero disadattivi, nel vano e illusorio tentativo di cercare a tutti i costi una risposta rassicurante! Lo Psicoterapeuta facilita tutto questo con la propria competenza ed esperienza professionale, ma necessariamente il cliente/paziente deve lavorare su di se e  avere adeguate motivazioni a voler star meglio e guarire!

 

RISULTATI DURATURI

Nel trattamento del DOC la Psicoterapia non dovrebbe mai mancare, se si vogliono ottenere risultati importanti e duraturi! Non è utile lasciar passare tempo senza intervenire, illudendosi che le cose possano cambiare da sole! La parola chiave è agire, rivolgersi ad un serio e preparato Psicoterapeuta, che abbia dimestichezza con il DOC e suo trattamento!

 

LA PSICOTERAPIA PER FARCELA DA SOLI

In sostanza attivare il  proprio percorso di Psicoterapia equivale a farcela da soli! Lo Psicoterapeuta lancia la corda (la Psicoterapia), ma il cliente/paziente deve afferrarla ed un passo dopo l’altro risalire dalla profondità verso la luce; dal dolore e attraverso il dolore, andare incontro al sollievo e alla consapevolezza!  

 

LA FRETTA DI GUARIRE

In questi nostri tempi la fretta impera e anche un percorso verso la guarigione viene considerato una perdita di tempo! In alcuni casi si opta esclusivamente per l’assunzione di  psicofarmaci, ma senza risultati soddisfacenti. Paradossalmente si è più inclini ad assumere molecole chimiche, con effetti collaterali inevitabili, piuttosto che a lavorare su se stessi per ottenere risultati importanti e duraturi! Quando indispensabili gli psicofarmaci possono trovare una collocazione ed essere integrati nel trattamento psicoterapico. Si tratta comunque di un’assunzione limitata a brevi periodi e non risolutiva.

 

MOTIVAZIONI E FIDUCIA

In qualsiasi ambito specialistico una terapia può produrre  miglioramenti e guarigioni reali e durature, solo se la persona  dispone di motivazioni adeguate a fare qualcosa per star meglio e  della fiducia che questo possa avvenire!

 

ESTINZIONE DEI SINTOMI

Nel proprio cammino di Psicoterapia il cliente/paziente impara a non temere i sintomi che sperimenta; tale atteggiamento abbatte progressivamente  il loro potere negativo, facilitandone l’estinzione!  Egli apprende, inoltre, ad “osservare” pacificamente certi suoi pensieri o idee,  anche se in contrasto con   il proprio modo di essere e di pensare, senza più sentirsene minacciato !

 

LE CHIAVI PER LA LIBERTA’

Il DOC, come tutti i disturbi psicologici, affonda le radici in esperienze, sofferenze, disagi sedimentati nel tempo che hanno trovato  nella sintomatologia una via per esprimersi! I sintomi veicolano una serie di significati e messaggi che devono essere ascoltati e così trasformati in vere è proprie chiavi per la libertà!

 

TORNARE A VIVERE

Il ritorno ad una vita serena è possibile se, anziché restare ostinatamente nella trappola di una mente controllante ed ingannatrice, si intraprende la via della libertà! L’accesso ad un percorso individuale di Psicoterapia consente di sviluppare risorse necessarie e sufficienti per tornare a vivere! Il rumore incessante dei pensieri ossessivi si estinguerà e la dittatura delle risposte compulsive si sgretolerà!

 

Il DOC e l’ossessione di essere omosessuale

In questa variante del DOC la persona ha paura di essere o diventare omosessuale (o eterosessuale, nel caso di una persona gay).

Pensieri e immagini intrusivi generano profondo disagio e ansia. Nell’illusorio tentativo di ridurre lo stato di profondo malessere e trovare rassicurazioni sul proprio orientamento sessuale, la persona attua comportamenti di evitamento, compulsioni e rituali mentali. Tale condizione nel tempo influisce negativamente sul tono dell’ umore, generando stato depressivo  e ritiro sociale. Sempre più si amplifica il timore di sperimentare situazioni sociali ,dove il dubbio di essere omosessuale potrebbe attivarsi; ne deriva quindi l’esigenza di evitare  il più possibile  di incontrare, guardare, toccare persone dello stesso sesso.

 

Ossessioni sessuali come uscirne: la Psicoterapia Integrata e L’EMDR 

Nelle ossessioni da omosessualità, la ricerca affannosa di risposte costringe la persona a controllare e rimuginare ripetutamente sui propri pensieri e sulle reazioni fisiche del proprio corpo, cercando una verità oggettiva circa il proprio orientamento sessuale.

In realtà pensieri ossessivi e idee irrazionali circa l’essere o non essere gay, non hanno a che fare con l’orientamento sessuale; possono però  evolvere in un vero e proprio disturbo (DOC) a rischio di cronicizzazione!

La sessualità nell’essere umano è una “dimensione estremamente complessa” e può essere fuorviante convincersi di poter rispondere con oggettiva e assoluta certezza a certi interrogativi, sul come sia giusto/sbagliato viverla. La Psicoterapia può aiutare ad uscire dal problema recuperando il proprio equilibrio e la serenità, riprendendo in mano la propria esistenza.

 

La Psicoterapia Integrata e l’EMDR

Nel trattamento del Doc, nelle diverse varianti, utilizzo l’approccio integrato per produrre la massima efficacia; riduzione dei sintomi, sviluppo del potenziale del cliente/paziente, del suo bagaglio di risorse, della fiducia in se stesso e  della resilienza.

Grazie alla Psicoterapia Integrata con focus cognitivo comportamentale e EMDR  il cliente/paziente  impara a tollerare un certo grado di rischio/dubbio/incertezza, come aspetto naturale della vita senza per questo sentirsi minacciato. 

L’integrazione dei contenuti emotivi e di quelli cognitivi stimolati con il metodo di desensibilizzazione dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) permette la sostituzione e ristrutturazione del pensiero disfunzionale e ridefinisce una comunicazione adeguata tra passato presente e futuro. Le tecniche meditative e di ristrutturazione del pensiero contribuiscono a ristabilire gli equilibri e il cliente/paziente recupera la capacità di vivere serenamente nel presente,  trovando progressivamente  il giusto approccio alla vita!

 

 

 

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