Mio figlio si lava spesso le mani

Monica

Buonasera, mio figlio ha 13 anni e da qualche tempo ho notato che tende a lavarsi molto spesso le mani. Si fa abbracciare, almeno per il momento, ma non sopporta che chiunque gli tocchi il viso con le mani. In generale posso dire che è un ragazzino sereno e sensibile. Fa amicizia abbastanza facilmente e a scuola non ho mai avuto grossi problemi. Non è un ragazzo che parla molto però, ma a questo non ho mai dato molta importanza poiché credo che sia un comportamento abbastanza comune in adolescenza. Ha una sorella di 16 anni e due fratellini di 7 anni ma non ci sono mai stati problemi di gelosie, anzi si mostra molto legato ai propri fratelli anche se non mancano le litigate, ma credo che anche questo sia piuttosto normale. Passa molto tempo in bagno ed ho capito che ha iniziato a masturbarsi. Riguardo al lavaggio continuo delle mani io cerco di non fargli domande, anche se a volte gli ho fatto notare che è un comportamento che potrebbe nuocergli. Ho provato a chiedergli se ha qualche preoccupazione interiore ma mi risponde molto serenamente ( mi sembra sincero) che non ha niente. Vorrei sapere se necessita di un aiuto psicologico o se, data la giovane età, posso aspettare ancora un po' e vedere come evolvono le cose. Grazie Fatemi sapere per favore

5 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno, in sintesi: da ciò che descrive suo figlio appare un ragazzo complessivamente sereno, con buone relazioni e senza segnali evidenti di disagio grave. In adolescenza è abbastanza comune osservare rituali corporei (come il lavarsi spesso le mani) che servono a gestire cambiamenti, tensioni interne o il bisogno di controllo, senza che questo indichi necessariamente un disturbo.Il fatto che non gradisca essere toccato sul viso e che cerchi molta privacy, così come la masturbazione, rientrano nello sviluppo normale a questa età. Quando dice di “stare bene”, probabilmente non mente: spesso gli adolescenti non hanno ancora le parole per spiegare ciò che sentono.

Al momento non emerge un’urgenza clinica, ma è utile continuare a osservare se il comportamento diventa più rigido, ansiogeno o interferisce con la vita quotidiana. Un colloquio consultivo con uno psicologo dell’età evolutiva, anche solo per lei come genitore, può essere una scelta preventiva e di supporto, non un segnale che “c’è qualcosa che non va”.

Il suo atteggiamento attento, non giudicante e rispettoso è già un fattore molto protettivo per suo figlio.

Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

Il Dott. Fabiano Foschini offre supporto psicologico anche online

Salve Monica,

la ringrazio per aver condiviso con tanta attenzione e sensibilità le sue osservazioni: dal modo in cui descrive suo figlio emerge una mamma molto presente, capace di cogliere anche i cambiamenti più sottili senza essere invadente, e questo è un fattore molto protettivo.

L’adolescenza è una fase di grandi trasformazioni fisiche ed emotive, e alcuni comportamenti nuovi – come una maggiore attenzione al corpo, alla privacy, alla sessualità o all’igiene – possono rientrare in un processo di crescita fisiologico. Anche il bisogno di stare più tempo da soli e di parlare meno con i genitori è piuttosto comune a questa età.

Detto questo, il lavaggio frequente delle mani e il disagio nel contatto sul viso meritano una osservazione attenta ma non allarmistica. Da soli non indicano necessariamente un disturbo, soprattutto se suo figlio appare sereno, mantiene buone relazioni, funziona bene a scuola e non mostra segnali di sofferenza evidente. A volte questi comportamenti possono essere una modalità temporanea per gestire cambiamenti interni o un bisogno di controllo tipico di questa fase evolutiva.

Il fatto che lei non lo pressi con domande e che mantenga uno spazio di dialogo aperto è molto importante. Può continuare così, magari normalizzando il confronto (“se un giorno senti di avere pensieri o preoccupazioni, io ci sono”) senza focalizzarsi troppo sul sintomo.

Riguardo alla possibilità di un supporto psicologico: al momento, più che una necessità urgente, potrebbe essere considerato come una risorsa preventiva qualora i comportamenti dovessero intensificarsi (ad esempio aumento marcato dei rituali, disagio evidente se non può lavarli, isolamento, calo scolastico o emotivo). In assenza di questi segnali, può legittimamente prendersi del tempo per osservare l’evoluzione.

In sintesi, non sembra esserci motivo di allarme immediato, ma è corretto – come sta facendo – rimanere vigili e disponibili. Se in futuro dovesse percepire un cambiamento nel suo benessere emotivo o un irrigidimento dei comportamenti, una consulenza psicologica potrebbe offrire uno spazio di ascolto utile e non necessariamente “patologizzante”.

Resto a disposizione e la incoraggio a fidarsi anche del suo intuito genitoriale, che appare ben sintonizzato su suo figlio.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Maria Rosa Biondo 

Buonasera Monica,

la sua attenzione e sensibilità verso suo figlio sono già un importante fattore di protezione. In adolescenza è frequente che alcune tensioni interiori si esprimano attraverso il corpo e i comportamenti, soprattutto quando le emozioni fanno fatica a trovare parole.

Il lavaggio ripetuto delle mani, se vissuto come necessario o difficile da controllare, può essere un modo per gestire un disagio interno, anche lieve. Il fatto che suo figlio appaia sereno, inserito e socialmente attivo è rassicurante, ma non esclude il bisogno di uno spazio di ascolto personale.

Una breve consulenza psicologica può offrire al ragazzo un luogo neutro e protetto in cui esprimersi liberamente, senza allarmismi ma con attenzione e cura. Chiedere un supporto, in questi casi, non significa patologizzare, ma accompagnare la crescita.

Dott.ssa Nelly Aloisi

Dott.ssa Nelly Aloisi

Prato

La Dott.ssa Nelly Aloisi offre supporto psicologico anche online

Gentile signora suo figlio può avere un disturbo ossessivo compulsivo le consiglio di consultare uno psicoterapeuta per avere delucidazioni, essendo un ragazzo di 13 anni consiglio un terapeuta dell'età evolutiva.

 

Salve signora Monica, prima di tutto ci tengo a precisare che la sua preoccupazione è del tutto naturale. Ogni genitore vuole il meglio per i propri figli ed è normale che possa suonare un campanello d'allarme nel momento in cui si notano dei cambiamenti. Nonostante ciò, non è detto che quello di suo figlio sia un sintomo riconducibile ad una patologia. È semplicemente un comportamento, bisognerebbe capire se questo comportamento ha uno scopo ben preciso, se è disturbante, se è pervasivo, se è un tentativo di soluzione ad un disagio interiore o magari è soltanto cura dell'iginiene. Può tentare un dialogo aperto con suo figlio esplicitando per esempio la sua preoccupazione da genitore in merito al suo comportamento. 

Spero di essere stato d'aiuto.

Dott. Francesco Viola