Pensieri ossessivi

Pensieri intrusivi verso cari

Jessica

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Egregi Dottori, Vi scrivo per avere se possibile un consiglio. Soffro di ansia e attacchi di panico con tachicardia, questi attacchi aumentano quando ho dei pensieri intrusivi, anche verso gli affetti.

Mi spiego meglio: ho perso il mio cagnolino due anni fa, un giorno pensando a lui, mi è venuto questo pensiero che mi ha scioccata: "Che bello che non ci sei più". Ho amato il mio cagnolino più della mia vita e non mi do' pace tuttora.

Praticamente se penso che può succedere qualcosa, la testa mi dice: "E chissenefrega, oppure magari". E penso sempre nella mente insulti anche verso amici o conoscenti, pur standoci bene insieme.

Sono seriamente preoccupata. Il medico mi ha detto che il mio cervello è in autodifesa, non so cosa voglia dire. Mi ha prescritto Calmirex e Ignatia Heel con diazepamina al bisogno, ma mi sento peggio.

Grazie per il vostro aiuto!

Jessica

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Jessica,


credo che tu stia vivendo un fortissimo conflitto interiore inconscio: "Posso sperimentare le mie emozioni, sia positive, sia negative, senza sentirmi travolta e magari addirittura annullata? Oppure è meglio che le neghi per poter sopravvivere?"


In questo senso i pensieri intrusivi che descrivi possono essere un tentativo di difesa (disfunzionale) per proteggerti dalle forti emozioni e sensazioni che provi.


Gli attacchi di panico potrebbero essere in questo caso un campanello d'allarme per l'eccessivo controllo che cerchi di esercitare sul tuo mondo interiore, ad un certo punto, sfinita, questo controllo crolla totalmente.


Penso che per te sia importante intraprendere un percorso terapeutico per scoprire che le emozioni, anche le più intense non sono così spaventose, accettare di provarle e non reprimerle ne diminuisce l'intensità. Potenziando il tuo sistema di sicurezza interno, ti sentirai più forte, la percezione inconscia del pericolo di essere travolta diminuirà notevolmente e gradualmente costruirai difese più funzionali al tuo benessere con conseguente limitazione dei pensieri intrusivi.


Quello che puoi intraprendere dentro di te è un viaggio molto affascinante anche se può far paura, ma sarai sostenuta da un accompagnatore esperto ed accogliente, all'interno di un setting sicuro, quello terapeutico.


Un abbraccio

Buonasera Jessica,


Si è descritta in modo molto specifico, con riferimento ad attacchi di panico e ansia. Questa sintomatologia l'ha riscontrata in maniera autonoma o gliele ha diagnosticate il suo medico?


Ad ogni modo mi sembra che lei abbia si dei pensieri intrusivi, ma anche un discreto conflitto interno che la porta a rispondere in maniera difensiva alla sua forte ansia attraverso una svalutazione (chissenefrega) o una conversione in positivo (magari). Forse era questo che voleva dire il suo medico quando le parlava di cervello in autodifesa?


Sono d'accordo con i miei colleghi su un percorso di psicoterapia in modo da cercare di capire da dove provenga questa ansia, cosa la fa innescare e quando questo accade. Credo sia arrivato il momento per lei di dare ascolto a queste voci interne che stanno uscendo fuori dal suo controllo, facendosi aiutare da una persona specializzata nel campo della psiche.


Le auguro un buon ascolto di sé stessa.


 


Dr.ssa Michaela Mortera

Salve Jessica, non si preoccupi dei suoi pensieri, e non cerchi di combatterli, perché sono solo pensieri, qualche volta ossessivi, che compaiono alla mente come per "esorcizzare le paure"; possono venire in momenti di stress della vita, o quando vi è il bisogno di superare un'ansia. Suggerisco comunque un approccio psicologico per trovare un equilibrio personale soddisfacente.


Saluti, dr. Cameriero Vittorio

Gentile Jessica,


credo sia molto importante che lei inizi un percorso per capire cosa le stia succedendo. Dire che il cervello "è in autodifesa" senza entrare nel merito, fermandosi ai sintomi, senza comprensione delle cause e della storia personale, mi sembra che l'abbia più disorientata che altro. Giustamente si è mossa verso un sito di psicologi-psicoterapeuti, perché nessun integratore o farmaco, preso da solo, senza un adeguato supporto terapeutico, può aiutarla a risolvere il suo disturbo e riportarla ad uno stato di maggior equilibrio e benessere. Se desidera maggiori informazioni sul tipo di percorso possibile, sono a disposizione. Ricevo a Monza e in questo periodo anche online. Mi contatti pure con l'apposito modulo.


Molti auguri


Dott.ssa Francesca Fontana

Buongiorno Jessica,


ovviamente sarebbe necessario indagare nella sua vita per comprendere la vera causa dei pensieri intrusivi tuttavia, come prima sensazione avuta dal suo racconto, mi viene da pensare che lei sia una persona molto attenta alla "cosa giusta da fare" e che spesso antepone le esigenze degli altri alle proprie.


Il consiglio che posso darle è di non preoccuparsi per questi pensieri, vogliono solo comunicarle che deve alleggerirsi dai "doveri", dagli obblighi e pensare un po' più a se stessa e ai suoi bisogni e desideri.


Mi scriva pure se vuole approfondire quel che le ho detto.


Un caro saluto

Buongiorno Jessica, in presenza di attacchi di panico utilizzo un metodo specifico che consiste in una prima fase nell'apprendimento delle cause e in una seconda fase nell'apprendimento di tecniche che, se applicate quotidianamente, riducono e spesso risolvono il problema (il tutto in 2/3 mesi circa in base alla persona ed al suo impegno costante).


Quando siamo in presenza di una struttura ansiosa da cui liberarci, oltre alle tachicardie a riposo in genere si manifestano episodi caratterizzati da una sensazione di peso al petto, con difficolta' nel respirare, difficolta' nell'addormentamento e/o frequenti risvegli notturni oltre a frequenti emicranie di natura tensiva.


Se i sintomi sopra descritti sono presenti, le consiglio di scrivermi a info@igorguidotti.it per fissare un appuntamento online su Skype.


Colgo l'occasione per porgerle cordiali saluti


Dott. Igor Guidotti

Gentile utente credo che per lei possa essere utile intraprendere un percorso psicoterapeutico per comprendere il significato di questi pensieri e la loro funzione. Così da comprendere meglio la loro origine. Le auguro di trovare un professionista con cui sentirà di potersi aprire e fidare per iniziare un lavoro di conoscenza profondo e utilissimo. Tramite il professionista potrà analizzare i suoi vissuti e diventare più consapevole di sé stessa e dei suoi funzionamenti. Buona giornata. 

Cara Jessica, il suo medico potrebbe avere ragione. Il punto, però, sarebbe comprendere quali sono le ragioni che la portano ad avere questi pensieri intrusivi, gli attacchi di panico e la tachicardia. Oltre ai farmaci, le consiglierei di intraprendere un percorso psicoterapeutico, per chiarire e dare un significato al suo malessere. 


Non esiti a contattare uno specialista che possa darle il giusto aiuto.


Auguro con tutto il cuore buona fortuna.


Dott.ssa Elisa Danza 

Buongiorno Jessica,


quelli che descrive sembrano in realtà essere pensieri intrusivi caratteristici del DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo), che nel suo caso hanno come contenuto l'idea di avere sentimenti o intenzioni aggressivi/negativi/di rifiuto verso gli altri, specialmente verso gli affetti più stretti. Il DOC può esordire in risposta ad eventi stressanti (come può essere accaduto con la morte del suo cagnolino) e tipicamente si "nutre" del senso di responsabilità della persona, che finisce per sentirsi in colpa ed autogiudicarsi negativamente per aver avuto certi pensieri o teme di tradurli in realtà, magari anche con gesti aggressivi e simili; il DOC fa stare in allarme ed alimenta continuamente il dubbio anche nelle relazioni positive che viviamo. Per approfondire questo aspetto (ma certamente anche per gestire meglio la componente ansiosa e gli attacchi di panico) ed acquisire delle strategie che le permettano di fronteggiare questi pensieri e queste emozioni spiacevoli, le consiglio senz'altro di affiancare alla terapia farmacologica un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale.


Le faccio i miei migliori auguri,


Dott.ssa Marinella Magnani

Buongiorno, il suo disturbo ha un substrato che è l'ansia, che la porta a sviluppare pensieri ossessivi al contrario, cioè la sua mente produce pensieri percepiti come intrusivi e addirittura in antitesi con ciò che realmente pensa o prova. In questo senso la sua mente si "difende" dal dolore, ma in maniera disfunzionale e primitiva.


Statisticamente le tecniche della psicoterapia cognitiva comportamentale si sono rivelate efficaci nel trattare tali disturbi. Le consiglio di rivolgersi ad un bravo professionista che sia idoneo ad applicarle. Buona giornata

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