Pensieri ossessivi

Perché sono sempre così insoddisfatta?

Elena

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Sono sempre delusa, arrabbiata e esausta della vita. Sto pensando al suicidio almeno due o tre volte a giorno ma sono troppo codarda per portarlo a termine. Ci ho provato poco fa, avevo un coltello in mano ma non ci sono riuscita. Non ho paura della morte, vorrei accoglierla, ho solo paura di soffrire. E io non voglio più soffrire. Già da quando ero piccola soffrivo anche se non avevo nessun motivo. Forse sono nata insoddisfatta. Non mi accontento di nulla. Non sopporto di vivere in una famiglia religiosa al punto di essere fissata, una famiglia povera, in un paese bigotto e ignorante. Non sopporto che non ho potuto proseguire gli studi universitari perché non avevo spalle forti a cui aggrapparmi e sono invidiosa di tutti i neo laureati perché vorrei stare io al loro posto. Non sopporto di vivere in una famiglia numerosa ed essere la più piccola che viene sempre ignorata. Non sopporto il mio lavoro d’ufficio monotono e non appagante. Non sopporto le mie relazioni instabili, il fatto che tutti i ragazzi prima o poi si stanchino o semplicemente non sono presi abbastanza da me. Non sopporto nulla neanche me stessa, forse se fossi più socievole e aperta il mondo si aprirebbe davanti a me, ma non sono così. Sono andata in terapia per 4 mesi e mi stavo sentendo meglio al punto che la mi psicologa ha detto che ci vorrà solo un’altra seduta. Ma io non credo che sia una buona idea. Non dico che non sia stata utile, ora non mi sento più inadeguata e umiliata come prima ma il lavoro non credo sia finito, io credo di avere qualche disturbo della personalità perché non si spiega come una ragazza di 25 anni possa stare in queste condizioni. Perennemente arrabbiata, triste, delusa e ansiosa e timorosa della vita soprattutto. Quando sono andata in terapia ho deciso di cambiare. Ho iniziato un corso di formazione e ho iniziato una campagna pubblicitaria con una casa editrice per il mio libro. Ho venduto solo una quarantina di copie fini a ora, mancano ancora 3 mesi ma io credo che non riuscirò a raggiungere gli obbiettivi. La campagna si basa sul passaparola dei lettori...e io non ho nessuna spalla forte, come sempre. Nemmeno la mia famiglia lo comprerà perché va contro la loro religione. Forse il problema è che sono troppo ambiziosa e non riesco ad accontentarmi, io non voglio vivere una vita che non ho scelto. Non voglio vivere questa vita. Ma purtroppo è l’unica vita che avrò mai perché non sono ricca, non sono coraggiosa e probabilmente neanche capace. Non volterò mia pagina. Vorrei sapere che disturbo ho così da curarlo. O magari prima o poi avrò il coraggio di uccidermi anche se ho i miei dubbi.
Sono una codarda.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Signora,


sembra avere, da quello che racconta e da quello che trasmette nel Suo scritto, i tratti salienti di un Disturbo Narcisistico di Personalità, con i relativi sintomi - ma naturalmente sarebbe tutto da verificare attraverso un primo colloquio clinico.


In ogni caso ci vuole una lunga psicoterapia psicodinamica del profondo.


È possibile, certo, che, con un approccio specifico alla problematica, che potremmo presumibilmente chiamare psico-educativo, si potrebbe ottenere in tempi non lunghi sia una risoluzione della problematica in questione, sia un miglioramento, di riflesso, del più complessivo stato generale d’ansia, di stress e di insicurezza.


In tal senso, una focalizzazione strategica sul sintomo e una rieducazione psicologica appaiono senz’altro adeguati.


In alternativa, una soluzione più radicale - la soluzione - sarebbe – su tempi più lunghi - affrontare appunto una terapia del ‘profondo’, che risolva le radici della sindrome psicopatologica e, di conseguenza, anche i suoi sintomi.


Tale approccio potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e ancora infantili della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima.


Le invio cordiali saluti.


prof. Roberto Pasanisi

Gentile Elena,


perchè stare sull'etichetta del disturbo? Vero lei sta vivendo pensieri, sentimenti ed emozioni che la opprimono e le danno un grande senso di pesantezza ma talvolta anche vuoto intorno a lei.


Le consiglio, invece, di valutare:


- Cosa mi fa soffrire?


- Cosa mi fa star male?


- Perchè dico che sono codarda? Ci saranno anche delle positività in lei, ne sono certa, ha mai fatto qualcosa di bello? Ha mai fatto sorridere un genitore o un'amica?


- Da quanto è presente questo sentimento negativo?


- Cosa ha già provato a fare?


Da quanto emerso dalla sua descrizione, le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia individuale dove aprirsi insieme ad un professionista a riflessioni sul suo stato interno e sui pensieri sottostanti questo comportamento/atteggiamento. Conoscendosi maggiormente, provando a darsi delle risposte, osservando alcune dinamiche di vita, talvolta anche arrabbiandosi, potendo esprimere o imparare a non giudicarsi ma anche accettarsi per come si è (con pregi e difetti) si potrebbe cercare la strada per ritrovare la sua serenità.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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