Un bivio tra sopravvivere e morire

giorgia

Buongiorno, mi presento sono una ragazza di 20 anni (tra un paio di mesi 21), vivo da sola e frequento il secondo anno d’università. Seppur io conduca una vita normale: studio, lavoro come fotomodella, faccio palestra, viaggio quando possibile (è la mia passione), sono sempre profondamente triste, insoddisfatta, delusa e annoiata. Quello che vivo o faccio non è mai abbastanza per me, ci sono pochissime cose che mi emozionano e coinvolgono, che quando le faccio mi permettono di essere felice ma appena riprendo la mia vita normale mi chiudo nuovamente in me stessa e sento tutte qu’elle vibrazione negative di sempre. Odio studiare, ma mi sono sempre applicata perché ho sempre pensato che nella vita per essere felice avrei avuto bisogno di soldi..e i miei mi impregnarono nella testa fin da piccola che per guadagnare bisogna studiare. Così, ho finito il liceo, mi sono iscritta all’università e ora sono in orario con gli esami. Ma la realtà è che sto impazzendo, odio stare sui libri, mi sembra di non aver imparato niente, ho crisi di pianto ogni giorno (tranne quando sono via/in vacanza), sono nervosa e non riesco quasi più a mangiare. A volte passo giornate a letto sdraiata, coi libri accanto aperti e senza dargli una minima occhiata, a piangere o pensare a cosa farò dopo. Da nemmeno un mese ho anche chiuso la mia prima e unica relazione della mia vita, dopo 3 anni e una convivenza e anche qui non capisco perché io non ci stia male, sono sicura di averlo amato e forse di amarlo ancora ma sto troppo male per me stessa per pensare a lui. È come se la mia testa non si rendesse conto di quello che mi sta succedendo. Mi sento insoddisfatta di quello che sto facendo, vorrei sempre di più e ogni risultato che ottengo mi sembra non abbastanza..mi mancano ancora 14 esami per finire la triennale e sto anche pensando di mollare perché ho paura che non riuscirò a fare lo stesso niente nella mia vita. non credo di avere talenti particolari e sta cosa mi ha sempre buttato giù..fin da piccola (13 anni) ero quella brutta, bullizzata, grassa e sfigata autolesionista. E seppur io sia cambiata completamente (ora lavoro anche nella moda), mi sento lo stesso insoddisfatta di quello che ho raggiunto e non so cosa fare. a volte penso che vorrei morire perché sto sopravvivendo, mentre altre che mi piace una parte della mia vita se il problema non fossero sempre lavoro e soldi.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Giorgia,

una prima lettura del suo testo, lei si trova a vivere tra il desiderio di fare la scelta giusta per lei e quello di non deludere le aspettative.

Ritengo per tale motivo che un consulto psicologico possa esserle utile ad affrontare questo periodo di difficoltà.

Rimango a disposizione, anche online.

Cordialmente,

Dott.ssa Martina Gazzola

Buongiorno Giorgia,

Mi dispiace sentire la sofferenza ed il vuoto che prova e che descrive benissimo con le sue parole, purtroppo per messaggio è molto difficile da approfondire una situazione che pare durare da tanto tempo e con la quale si sente costretta a convivere, portandola a trascinarsi tra insoddisfazione e tristezza e apatia. Parla però anche di passioni, come quella di viaggiare, che condivido pienamente. Purtroppo viviamo in un mondo che spesso che spinge a credere di dover essere sempre pienamente felici e soddisfatti della propria vita, trovare la persona perfetta, il lavoro perfetto, amare lo studio e la quotidianità; quando in realtà spesso molte cose nella vita a mala pensa ci sfiorano. Ciò non vuol dire che deve arrendersi a vivere con questo peso e questo stato d'animo. Le consiglio di chiedere un supporto psicologico in modo da poter riprendere in mano la propria vita e ritrovare il piacere dimenticato delle piccole cose. L'approccio Strategico Breve utilizza metodi chiari basati su obiettivi concreti, nell'idea che non necessariamente un problema complesso e di lunga data debba avere una risoluzione altrettanto complessa e lunga. Non si rassegni al fatto che a 20 anni sente di non godersi la felicità che merita, e nemmeno potersi permettere la tristezza che sente di dover provare per la rottura avvenuta (anche se non per forza reagiamo tutti allo stesso modo in queste situazioni, e non c'è una reazione giusta o sbagliata). Nel messaggio sembra parlare di momenti depressivi ma il titolo riporta ad una situazione di pensieri ossessivi, che rimbalzano nella testa e dai quali, in questo caso, probabilmente prova a liberarsi inutilmente. Le tecniche da utilizzare in questi due casi sarebbero differenti e specifiche quindi non saprei, senza approfondimenti, come consigliarla.

Per qualunque cosa resto a disposizione, nella speranza di averla un minimo aiutata,

Dtt.ssa Aisha Battelini

Salve Giorgia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL