Problematiche sociali

Credibilità

Mauri

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Buongiorno,
cerco di strutturare la domanda nella maniera più sintetica possibile, ponendo di fianco anche la mia opinione personale, di modo che si possa capire il perché viene postato questo quesito.
Mi chiedo spesso: perché l'essere umano ha bisogno di credere?
Come si fa ad avere fede in qualcosa?
Credere in un Dio per esempio, Il Dio è forma di ricatto per assoggettare popoli, una struttura marketing dove il prodotto in vendita nemmeno esiste; le religioni sono state scritte nei libri sacri da altri esseri umani pensate per dare un "ordine" alla società.
Credere in un idolo: perché un personaggio come Beyoncé per esempio crea tanta ispirazione in un cospicuo numero di persone?
Come è strutturata una categoria sociale e perché in ognuna esiste un leader, o tanti picoli leader promotori di quel pensiero? Millennials, vegani, gym addict, salutisti, drogati, borghesi, operai, reali, etc etc etc..
Tante persone che hanno tanta forza mentale e fisica quanto i leader, perchè hanno bisogno di avere un leader. Qual'è il sentimento che scatena l'attitude?
Quali sono le caratteristiche principali che dividono i leader dai follower?
Faccio queste domande perchè mi rendo conto a volte che sono una persona un po cinica e tendo a cercare una spiegazione plausibile per capire cosa spinge le persone a sentirsi leader, e cosa spinge le altre ad averne bisogno.

Da cosa nasce il bisogno di differenziarsi dagli altri e cercare di dimostrarlo in tutte le occasioni possibili?
cosa è in realtà lo snobbismo? da quale sentimento mancato nasce?
Perche siamo così influenzabili gli uni con gli altri? E' plausibile un idea di energie positive connesse ad energie negative, dalle quali nascono azioni e conseguenze.

Esiste un pensiero che potrebbe dare delle indicazione su come sarebbe la società se fossimo tutti interdipendenti e non avessimo queste "credenze" in testa?

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve,


sull’argomento il teorico di riferimento e’ K.G.Jung, poiché parla di collettivismo e di un’unica madre da cui discende tutto l’universo umano. Ma nel tempo la differenziazione sia di genere che evolutiva ha generato tutto quanto oggivediamo intorno a noi. Già nella preistoria per sopravvivere dovevano sopraffarsi gli uni con gli altri,poi nate le società e la classificazione tra esseri ha portato ad oggi

Argute, legittime domande, le sue.


Una mente pensante si pone talvolta domande come quelle che lei esprime; spesso senza riuscire a darsi risposte che accettabili sia dalla parte emotiva che da quella logica razionale e quindi “scientifica”.


Per ognuna di queste (domande), legittimo ricordare che nelle biblioteche ci sono scaffalate di pubblicazioni che cercano di affrontare gli eterni dilemmi sulla fede, sulle religioni, i loro perché e le loro conseguenze. In molti di questi testi –sacri o laici che siano- si invoca (o si evoca) talvolta la Verità assoluta di cui ci si sente portatori e questo costituisce il primo dilemma da sciogliere, perché ognuno darà a queste domande la risposta che scaturirà dalla sua cultura, dalla sua esperienza, ma soprattutto dalla sua capacità di tenersi lontano da dogmatismi che chiudano alle opinioni altrui (quest’ultima è la più difficile da perseguire).


La leadership, il carisma, molti miei colleghi si affannano a costruire corsi in cui insegnare la buona leadership; corsi utili in molte occasioni ma mai abbastanza strutturati per comprendere in pieno tutto quello che ci sarebbe da capire.


Allora faccio una domanda/riflessione:


Un concerto di Vasco muove tanta energia, equiparabile ed anche molto di più un ad un qualsivoglia rito collettivo tanto coinvolgente da rimanere nella memoria di molti dei partecipanti come “magico” “sacro”; perché?


Non ci può essere una risposta se non nella comprensione di tutto ciò che quel momento muove ed è mosso.


Ne cito alcuni elementi -secondo i canoni attuali della nostra cultura-: un artista che cerca (spesso riuscendovi se è di successo) di metterci il cuore (o almeno ha imparato a farlo credere); poi c’è un apparato di marketing che studia tutto o quasi: vere macchine da guerra per suscitare e catturare le nostre emozioni o perlomeno un target di fans che possa riconoscersi come unito in quel momento che diventerà magico perché viene condiviso tra chi era presente. Molto può incidere la qualità della relazione che lega chi ci è andato in compagnia, ma anche no, (l’esserci può bastare talvolta anche se ci si va da soli ) in ogni caso chi è lì vive perché Condivide. E potrei continuare ma mi fermo qui


So di non aver risposto a pieno alle sue domande ma ripeto: essere esaurienti rispetto a questi argomenti non è semplice; umilmente ho tentato


Buona vita a lei


 


 

Buongiorno Mauri, 


il contenuto della sua lettera è impersonale. Pone domande senza dire nulla di Lei. Lei dove e'? Unica cosa che accenna è il suo sentirsi cinico.


Le suggerisco di riscrivere la lettera dopo aver riflettuto su come si sente, raccontando in prima persona di cosa ha bisogno.


Cordialmente 


 


 


 


 


 


                   


                                                            

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