Non ho nessuno

PQ

Sono stato in carcere per 6 anni, sono entrato a 18 e sono uscito a 24, non voglio parlare di quello che ho fatto perché sono molto cambiato grazie all'aiuto di assistenti sociali che mi sono sempre stati di supporto. Sono uscito 10 mesi fa senza niente, ma sono riuscito a trovare lavoro, casa e ho anche una macchina; ma non riesco a trovare amici, già non ne avevo prima figuriamoci ora, provo un senso di solitudine così forte che mi sento morire; parlo spesso da solo fingendo di avere qualcuno con cui parlare, addirittura immagino di trovarmi in vere e proprie situazioni dove posso decidere con chi e come gestire un dialogo, una vera e propria scenografia, ma nella quale alla fine so di essere solo, mi racconto barzellette da solo, scherzo da solo, mi consiglio da solo, ma nello stesso tempo come se stessi parlando con qualcuno. Spendo tantissimi soldi in vestiti di prestigio ma che non metto mai, vorrei uscire e lanciarmi nella mischia, ma ogni volta che lo faccio sono l'unico sfigato ad essere da solo, e senza la minima idea di come socializzare, e mi sento talmente male da andare quasi in panico. Chiedo aiuto urgente perché credo che la mia situazione si sta aggravando notevolmente, non penso al suicidio ma credo che camperò poco così, non so fino a quando reggerà il mio cuore, non piango nemmeno più e questo è grave perché sto perdendo la mia umanità.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve PQ, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL