Problematiche sociali

Viene Esclusa

ELENA

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Buongiorno,
Scrivo per chiedere aiuto, o almeno per cercare di capire una situazione che fa male a mia figlia e di conseguenza anche a me.
Silvia ha 11 anni ed e' una bambina solare, gentile, generosa. Riesce spesso ad interagire con altri bambini.
Il problema e' che queste amicizie le condivide con la cugina coetanea, che ha un carattere estremamente piu forte.
Ogni volta, riesce a far mettere tutte contro di lei, lasciandola da sola. Viene spesso presa in giro dalla cugina, anche umiliata.
Anche alle cene che facciamo non vuole che giochino con lei, che si mettano vicino a lei o che addirittura parlino con lei.. e di amiche ne sono passate .. iniziamo bene, ma poi con tutte la stessa storia.
Vedo mia figlia molto triste, mi chiede spesso cosa le manchi.. roviniamo ogni cena.. perche' capibilmente.. lei sta male e vuole andarsene a casa. Mi chiede spesso cosa ha che non va.. la vedo triste..
Oltretutto abitiamo nello stesso condominio.
Io vedendo mia figlia cosi ho pensato di cambiare casa.. di trasferirci in un altro posto.. da permetterle di farsi nuovi amici. Questa sofferenza che le vedo negli occhi e che mi confida .. che la porta a chiedere il perche' a me.. fa davvero male sia a lei che a me. Qual'e' il modo piu' giusto di comportarmi?

Grazie

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno,


il problema che espone è decisamente serio per una bambina di 11 anni.


Sua figlia vive in modo conflittuale e ambivalente il rapporto con la cugina, da cui viene dominata e soggiogata. Purtroppo la modalità relazionale è quella "carnefice vittima" in cui Elisa viene illusa e umiliate ogni volta.  Le consiglio un colloquio con un terapeuta  che pratica ipnosi, per aumentare l'autostima e ristrutturare l'io.


Cordiali saluti

Gent.ma Signora,


Può succedere che i bambini, i figli, risentano nella loro vita sociale e individuale dei rapporti che intercorrono tra gli adulti. Questo non avviene solo rispetto ai rapporto che ci sono tra i due genitori, ma anche tra la propria famiglia e il resto del mondo. Il modo giusto ci comportarsi che Lei ci chiede, quindi, può passare dalla capacità di creare l'incontro con gli altri. Il che, se può apparire banale, sappia, invece, che è tra le cose più difficili da fare. "Incontrare" l'Altro vuol dire disporsi al cambiamento, alla tolleranza. E' possibile che Sua figlia abbia bisogno di un modo nuovo e diverso di vedere gli altri e di stare con gli altri. Trovando dentro di sé un'energia che possa portarla ad avere un'invidia per il proprio futuro, costruito sul "dare",, sull'accoglimento. A volte, siamo noi genitori che possiamo riuscire a trasmettere ai figli modi nuovi e diversi di pensare il rapporto con il Prossimo. Può parlarne con uno Psicoterapeuta: una conversazione può essere utile. Certamente più comoda di un trasloco. A meno che un'altra casa, più bella, sia un desiderio che vuole esaudire. Ma allora è un'altra cosa.


Cordiali saluti.

Buongiorno,


penso che sia molto importante il suo sostegno, lei conclude il messaggio dicendo che vede la sofferenza negli occhi di sua figlia ma ritengo importante chiedersi cosa veda sua figlia nei suoi occhi. Non è un modo per cercare un "colpevole" ma molto spesso i bambini cercano nello sguardo dei genitori la forza ed il sostegno di cui hanno bisogno. È importante che quello sguardo possa rimandarle l'idea di potercela fare...

Salve, ritengo sarebbe utile prima valutare le relazioni che ci sono fra gli adulti, cioè fra le coppie genitoriali, lei e il padre di sua figlia con i genitori della cugina. Quali sono le aspettative del contesto familiare allargato?


È pensabile che sua figlia la viva come un modello?


Cerchi di cambiare frequentazioni senza restare nella comodiydel condominio. Ci abitano anche dei nonni?

Buongiorno Elena,


leggendo la sua lettera mi arriva forte il suo dispiacere. Mi domando se lei, Elena, però non stia proiettando su sua figlia problematiche sue. Sua figlia, infatti, può dire benisssimo alla cugina, quando questa si comporta in modo a lei non gradito, frasi del tipo: "guarda che neanche a me tu piaci!",  "a me non piace giocare con te quando..." e darle la possibilità di trascorrere il suo tempo con altre bambine con cui lei vuole stare.


A sua figlia, quindi, va insegnato ad esprimere le sue emozioni e non a deprimersi. Ma per non deprimersi non deve subire relazioni che non la fanno stare bene. Questo vuol dire che le deve essere lasciata la possibilità di scegliersi le amiche. I bambini hanno tanto energia e per tale motivo vanno aiutati a utilizzarla nel modo più costruttivo per loro. 


E' chiaro Elena che in questo contesto si possono lanciare solo degli spunti. Personalmente, quando ho letto che lei sta pensando di cambiare condominio, ho immaginato che forse il problema non riguarda direttamente sua figlia, ma lei e (forse) suo marito. E' così come ho immaginato???:



  • Come sono i vostri rapporti con i parenti?

  • Lei e suo marito avete rapporti "autonomi" con altre famiglie?

  • A lei, Elena, piace tutta questa condivisione con l'altra famiglia?

  • E a suo marito?

  • Alle cene invitate solo amici o i parenti sono sempre inclusi????

  • Siete capace di mettere dei confini tra voi e i parenti?


... ... ...


Elena, a mio parere, cambiare condominio sembra una soluzione più per voi adulti che per sua figlia. A sua figlia basterebbe trascorrere il tempo libero con altre bambine, senza la presenza obbligata della cugina. Ma se la mia ipotesi dovesse essere corretta, cioè se per prima "voi adulti non siete autonomi" nelle vostre relazioni sociali, di conseguenza vostra figlia sarà costretta a subire ancora un rapporto che le toglie energia, suo malgrado. E allora, in questo caso, fareste bene a lavorare su di voi per divenire autonomi. Perchè ai figli si insegna con l'esempio e si può trasmettere solo ciò che si conosce.


 


Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti

Salve, il disturbo depressivo è presente anche in età evolutiva, non sorprende il fatto che la bambina divaghi o non parli durante le situazioni della cena, anche per una mancanza di contatto emotivo con chi sta davanti. le consiglio di portarla da uno psicoterapeuta attraverso cui iniziare un cammino relazionale con la bambina e per condividere esperienze ed emozioni così da non farla più sentire sola col suo disturbo psicologico

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