4 anni e reagisce male alle novità

Giulia

Buongiorno, mio figlio di 4 anni da quando è finita la scuola ha iniziato a rispondere male e alzare le mani al "no". Abbiamo anche una bambina di un anno e per lui è stata molto dura (non era più al centro dell'attenzione), la cerca, ma molte volte, appena io e il papà ci giriamo, le fa i dispetti facendola piangere. Lo ho iscritto al centro estivo, ma si rifiuta di andare, fa scenate e se un organizzatore si avvicina lui si stende a terra. Non è mai stato un bambino aggressivo, in questo anno scolastico non abbiamo mai avuto problemi. Non sappiamo cosa fare!

5 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Giulia,

È importante inquadrare subito la situazione: quello che state vivendo è un momento critico di riassestamento emotivo, non un cambiamento permanente della sua indole. A quattro anni, il bambino si trova in una fase di affermazione dell'Io, e l'interruzione della routine scolastica (che fornisce contenimento e sicurezza) unita alla presenza della sorellina di un anno (che ormai è diventata più mobile e interattiva, quindi più "invasiva" nei suoi spazi) ha creato una sorta di "tempesta perfetta". Quando un bambino di 4 anni risponde male o alza le mani, non sta sfidando la vostra autorità in senso stretto; sta esprimendo un malessere che non sa tradurre in parole. Il rifiuto del centro estivo, accompagnato da crisi di pianto e dal "buttarsi a terra", indica che in questo momento il bambino si sente insicuro e sovraccaricato. La scuola era il suo "lavoro", il suo spazio di autonomia; il centro estivo, seppur stimolante, rappresenta un ambiente nuovo, con regole diverse e figure di riferimento che ancora non ha interiorizzato. Se possibile, concordate con gli educatori una fase di inserimento più graduale, restando con lui qualche minuto in più i primi giorni, o rassicurandolo costantemente su chi e quando andrà a prenderlo. La chiarezza sul "ritorno" è fondamentale per ridurre l'ansia da separazione. Il punto focale è la sensazione di aver perso il centro del vostro mondo. È fondamentale ritagliare dei momenti "solo io e te, anche solo 15 minuti al giorno, in cui la sorellina non è presente. In questo tempo, non dovete fare compiti o dare ordini: dovete solo giocare a ciò che vuole lui. Questo ripristina nel bambino la certezza del legame e riduce il bisogno di attirare l'attenzione in modi negativi. Voi siete il suo porto sicuro. In questo momento lui sta usando voi come "sfogo" perché sa che, nonostante tutto, voi ci sarete. È difficile, ma se rispondete con rabbia alla sua rabbia, lui percepirà il mondo come un luogo ancora più ostile. La routine estiva può essere meno rigida di quella invernale, ma cercate di mantenere dei punti fermi. La prevedibilità aiuta i bambini a sentirsi in controllo.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

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Ravenna

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Buongiorno Giulia, quello che sta succedendo è abbastanza comprensibile: suo figlio ha vissuto diversi cambiamenti importanti (la fine della scuola e l’arrivo della sorellina) e a questa età non ha ancora gli strumenti per gestire bene frustrazione e gelosia, quindi le esprime con comportamenti come opposizione o aggressività.

Spesso in queste situazioni si crea un circolo in cui il bambino, per avere attenzione o evitare qualcosa che gli crea disagio, mette in atto comportamenti intensi che, anche involontariamente, vengono rinforzati.

Può aiutarlo cercando di: dare attenzione e rinforzo quando si comporta in modo positivo, mantenere regole chiare e coerenti, senza cedere alle scenate, dedicargli ogni giorno un piccolo momento solo per lui, anticipare le situazioni che lo mettono in difficoltà (come il centro estivo), spiegandogli cosa succederà e accogliendo le sue emozioni, fermare con calma ma decisione i comportamenti aggressivi (“non si fa male”)

Non è un cambiamento “strano” o definitivo, ma un modo per esprimere una fatica. Se però dovesse continuare o aumentare, può essere utile confrontarsi con uno psicologo dell’età evolutiva per avere indicazioni più specifiche. Se voi ti posso accompagnare anche online per un percorso di parent training come trovare regole giuste per una buona educazione e per modulare la rabbia del bambino con più efficacia. Dott.ssa Claudia Mosneagu

     

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

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Giulia, quello che sta vivendo tuo figlio non è un cambiamento di carattere. È la reazione di un bambino di quattro anni che si ritrova improvvisamente senza i suoi punti fermi. La fine della scuola, la routine che si interrompe, il centro estivo che non conosce, la sorellina che cresce e richiede sempre più attenzione… tutto questo per lui è un terremoto emotivo. Non ha le parole per dirlo, allora usa il corpo: risponde male, si butta a terra, alza le mani, fa dispetti. Non perché sia diventato aggressivo, ma perché è disorientato.

A scuola era tranquillo perché aveva una struttura chiara, prevedibile, sempre uguale. Sapeva cosa aspettarsi, sapeva dove andare, sapeva chi c’era. Ora invece ogni giorno è diverso, ogni adulto è nuovo, ogni attività è un’incognita. Per un bambino sensibile, questo può essere troppo. Il centro estivo non è un luogo “leggero”: è pieno di stimoli, bambini che non conosce, regole diverse, adulti che non hanno ancora costruito un legame con lui. Il suo corpo reagisce come può: si stende a terra, si oppone, cerca di fermare ciò che lo spaventa.

E poi c’è la sorellina. Lui la cerca, le vuole bene, ma allo stesso tempo sente che il suo posto non è più quello di prima. Non è gelosia cattiva. È paura di perdere spazio. Quando voi vi girate, lui fa il dispetto perché è l’unico modo che ha per dire “guardatemi anche voi”. Non è un bambino che vuole far male. È un bambino che vuole essere visto.

La cosa più importante ora è togliere la pressione. Non serve convincerlo che il centro estivo è bello. Serve fargli sentire che capite la sua fatica. Serve un po’ di tempo per ritrovare un equilibrio dopo la fine della scuola. Serve che la sorellina non diventi il metro con cui lui si sente valutato. Serve che il “no” non sia un muro, ma un contenimento calmo.

Giulia, tuo figlio non è in difficoltà perché è “capriccioso”.
È in difficoltà perché sta crescendo dentro un cambiamento troppo grande tutto insieme.
E il fatto che voi ve ne siate accorti è già un passo enorme.

Un caro saluto
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Buongiorno Giulia,

in risposta alla sua lettera credo che siamo di fronte ad un caso di estrema richiesta di attenzione. Il bambino è ancora piccolo e certo l’arrivo della sorellina non aiuta a mantenerlo sereno. I bambini piccoli stanno bene quando si sentono “al centro” dell’affetto di mamma e papà. L’amore che richiedono è esclusivo, dunque bisogna abituarli molto gradualmente all’autonomia. Ciò non significa che bisogna accontentarli e viziarli. E’ importante che il vostro bambino senta l’unicità del vostro amore per lui; anche se c’è la sorellina. Certo, la bambina è più piccola e ha bisogno di cure differenti; tuttavia il fratellino probabilmente percepisce che l’amore e l’affetto che date a lei va a togliere qualche cosa a lui e per questo mette in atto forme di ribellione e socntento. Bisogna riportare la situazione all’equilibrio affettivo. Non si tratta di una vostra mancanza, ma di come lui percepisce la situazione. Dunque cercate di dargli presenza. Forse durante il periodo estivo lui preferisce stare con voi invece di andare al centro estivo (ha già frequentato la scuola dell’infanzia durante l’anno!) ed è naturale che sia geloso della sorellina. Dategli tempo e attenzione fatta di amore; fatelo partecipare alle cure che date alla sorellina, in modo che si senta “parte” e non escluso (ripeto: il senso di esclusione che prova deriva dalla sua percezione di bambino, non da una vostra mancanza!). Il punto non è quello che il genitore si senta in difetto nei confronti del bambino; il punto è cercare di vedere vostro figlio per quello che è, indipendentemente dalla sorellina, ossia un piccolo che ha ancora molto bisogno di voi e del vostro calore per poter diventare, più avanti, e con i giusti tempi, una persona autonoma.

Un caro saluto

Lara

Dott.ssa Lara Termini

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Venezia

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Gentile Giulia,

quello che descrive sembra coincidere con un periodo di grandi cambiamenti per suo figlio: l’arrivo di una sorellina, la fine della scuola e l’inizio del centro estivo. A questa età i bambini possono esprimere il disagio attraverso comportamenti oppositivi, scoppi di rabbia o difficoltà ad accettare le novità, soprattutto quando faticano a comunicare ciò che provano.

I dispetti nei confronti della sorellina non indicano necessariamente una mancanza di affetto, ma possono rappresentare un modo per esprimere gelosia, frustrazione o il bisogno di sentirsi nuovamente visto e rassicurato. È importante accogliere le sue emozioni, mantenendo al tempo stesso regole chiare e coerenti rispetto ai comportamenti aggressivi.

Se queste difficoltà dovessero persistere o intensificarsi, potrebbe essere utile un consulto con uno psicologo dell’età evolutiva, per comprendere meglio il significato di questi comportamenti e supportare voi genitori nell’individuare le strategie educative più adatte.

Un cordiale saluto 

Dott.ssa Noemi Marcoccia 

Psicologa clinica

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Frosinone

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