Come posso affrontare tutto questo?

Laura

Buongiorno, Sono una giovane ragazza che sta affrontando un periodo complicato. Da un bel po' di tempo sono in disoccupazione, questa cosa oltre che mettermi a disagio, mi mette anche "inconsciamente" in una posizione più bassa rispetto agli altri che hanno già un'occupazione, soprattutto diventa difficile quando provi a fare nuove conoscenze e devi dire "cerco lavoro". So che è una frase del tutto normale, ma quando la dico sento un po' il giudizio di non star facendo nulla o di essere una "fallita", nonostante io abbia mandato molti cv, fatto pochi colloqui che non sono andati bene, mi sento sempre frustrata perché non arrivo mai al mio obiettivo. Mi sembra di stare in una stazione ferroviaria, seduta su una panchina, in cui nella mia valigia i sogni e i desideri stanno svanendo perché si è stufi non di vivere, ma di sopravvivere, e nel frattempo le persone che ti passano davanti hanno il proprio bagaglio pronto e sicuro per andare nelle proprie direzioni di vita. Io invece sto ferma, mi sento sempre bloccata e la mia mente non mi aiuta perché mi convince che andrà solo peggio. Nonostante mi impegni a cercare lavoro, che molto spesso sono contratti a breve termine e ti passa anche la voglia di cercarli in quanto torni al punto di prima, ma ahimè devo continuare lo stesso, c'è anche l'altra parte di me che vorrebbe essere libera di fare quello che vuole, essere il capo di me stessa, inseguendo i miei sogni, come ad esempio fare caricature per eventi, matrimoni ecc.. Mi ha sempre attirato fare questo tipo di lavoro, perché amo l'arte, anche se a volte ho un rapporto complicato con quest'ultima, anzi forse sono io a renderlo complicato. Il mio lato perfezionista spesso mi mette i bastoni fra le ruote, impedendomi non solo di esprimere me stessa, ma anche di procrastinare un disegno e non riuscire a divertirmi, rilassarmi, fino ad arrivare a volte a spegnere anche la passione stessa. Quest'anno sui social ho pubblicato solo un disegno...avrei voluto fare di più, e spesso mi sento un po' in ansia a pubblicare, perché ho il bisogno che sia tutto perfetto e il timore di fare cose banali e non attraenti. A volte vedo gente che come me ama disegnare, che riesce tranquillamente ad arrivare ai suoi obiettivi, e questo mi fa sentire peggio, perché ho sempre l'impressione di essere inadatta, a volte mi metto anche in dubbio e penso "mi piacerebbe fare qualcosa nella mia vita oppure lo penso penso perché vedo che gli altri hanno una propria direzione e quindi mi dà fastidio non averne una?" Si purtroppo il loop dei pensieri non mi abbandona mai e mi fa parecchio soffrire. Anche nelle relazioni sono una "campionessa", nel senso ovviamente negativo. Sto frequentando un ragazzo, e al momento mi trovo bene per certi aspetti nonostante in precedenza abbia spesso rifiutato ad uscirci, non tanto perché non mi interessava, ma perché ogni giorno devo combattere con tutti questi pensieri nella mia testa, non tanto della mia vita perché quella è da tempo che manco ce l'ho più. A volte mi chiedo cosa trovi attraente in me, senza un lavoro, mi pesa quando lui mi offre qualcosa ma purtroppo non posso ricambiare come vorrei. Ho anche espresso il mio disagio, e lui mi ha anche rassicurata che lo fa con piacere non perché vuole essere ricambiato, però sento che alla lunga questa situazione non potrebbe andare più bene. Poi a volte uscire diventa anche pesante, infatti gli dò buca, non tanto perché non mi va di uscire con lui, ma in generale non ho le forze di uscire ma anche perché non amo il mio fisico che mi rende ancora più difficile l'uscita. Sto anche provando a mangiare bene e fare un po' di attività fisica, ma poi a volte finisco per mangiare più del dovuto. Lui crede che da questo atteggiamento ne derivi poco interesse nei suoi confronti, anche se in realtà gli ho accennato che purtroppo in passato ho sofferto di disturbi alimentari, ma lui stesso essendo una persona che non crede abbastanza in sé stesso, pensa altro...anche se per me oltre che ad essere bel ragazzo, io vedo in lui tante belle qualità e risorse e non capisco come non riesca a vederle. Invece a me sono venuti altri dubbi, nel senso che essendo una persona più iperattiva di me, perché propone sempre qualcosa da fare insieme, nonostante da un lato apprezzi questo suo spirito d'iniziativa, dall'altra mi sento oltre che limitata economicamente, anche stremata a stare dietro a tutte queste proposte, che sì mi piacerebbe fare ma con una certa calma. Spesso mi domando anche se sono la persona giusta o no, anche perché penso che lui si meriterebbe una ragazza migliore, che intanto sia più dinamica, abbia la stessa voglia di fare mille viaggi e che sia meno pessimista. A volte penso che lui si stia accontentando di me perché non ha conosciuto ragazze migliori. Per quanto riguardo le amicizie...quelle poche che ho abitano distanti, e anche se ogni tanto ci sentiamo purtroppo mi sento sola. Ultimamente ho anche una situazione ambigua con una mia amica, perché una volta da una vicenda che mi ha raccontato, le ho riferito che se le davo fastidio ed ero pesante, preferisco che una persona me lo dica piuttosto che stare in silenzio. Lei si è offesa riguardo questo pensiero, e me l'ha anche riferito, io le ho detto che non era un attacco nei suoi confronti, ma che era la mia percezione personale indipendentemente dalla persona che ho di fronte. Purtroppo poi per questa incomprensione non ci siamo più sentite per quasi un mese, e ho notato che da parte sua c'erano molte frecciatine ambigue sui social. Infatti da tutta questa situazione oltre che a sentirmi infastidita e stufa, le avevo scritto nuovamente, e ho esplicitamente detto che se c'era qualcosa che non andava me lo poteva benissimo dire, lei ha detto di no e che era passato tutto. Nonostante ciò il dubbio mi è rimasto, perché se non c'era nulla da parte sua perché ha preferito restare in silenzio? Ultimamente ho anche dei dubbi su questa persona, purtroppo la fiducia è anche diminuita e mi sento di non raccontarle molto della mia vita. Soprattutto i dubbi mi sono venuti in un momento molto difficile che ho dovuto affrontare da sola, e da parte sua non ho sentito tutta questa vicinanza, perché anche se mi chiedeva come stavo poi dopo che le rispondevo e mi sfogavo, lei spariva stando però attiva sui social. Poi dopo un po' di tempo rispondeva ma in maniera un po' superficiale, nonostante ciò lei si è resa disponibile e mi ha detto che potevo tranquillamente parlargli, ma se una persona si sfoga e poi dall'altra parte vedi che sparisce e riappare dopo un po'... ti passa la voglia di raccontargli le cose. Non penso che sia una cattiva persona, ma che sia un po' ambigua, infatti ultimamente mi sono anche allontanata. Ho anche provato a parlarne con un amico, non con l'intenzione di screditarla, ma per sfogarmi cercando di avere un confronto e anche un consiglio nonostante mi senta in colpa a parlare di lei. So che faccio male a non parlarne con lei, ma ho timore della sua reazione, ma anche perché al momento mi sento solo di osservare i comportamenti e di allontanarmi un po' perché già ho i miei problemi che pesano molto. Da tutto questo racconto, anzi da questo papiro immenso ed infinito che ho scritto, sicuramente posso competere benissimo contro Leopardi, anche penso che si percepisca la pesantezza di vivere in generale. Non mi sento una persona, ma più una sopravvissuta in modalità risparmio energetico che va avanti lo stesso nonostante tutto, ma soprattutto che è stanca non solo di mettersi da parte riguardo al vivere la propria vita reale, ma di ripetere lo stesso film ogni giorno... Vorrei tanto tornare a fare psicoterapia, ma purtroppo economicamente non sono messa bene, anche se la voglia di uscire da questa situazione molto scomoda è tanta. Vi ringrazio in anticipo per l'ascolto di questo papiro immenso, e chiedo scusa soprattutto per la mia pesantezza ma sentivo la necessità di sfogarmi e scrivere tutte queste cose perché mi piacerebbe leggere altre opinioni e magari avere dei nuovi spunti di riflessione.

11 risposte degli esperti per questa domanda

Buon pomeriggio Laura, comprendo il disorientamento in questa complessa situazione. È naturale avere bisogno di ascolto ed orientamento in questa situazione.

Se crede sia il momento giusto per provare ad affrontare insieme la situazione, per ritrovare un po di serenità, dare significato a ciò che prova, lavorare sull'autostima, io offro supporto psicologico online e per le persone giovani, prevedo di consuetudine delle agevolazioni, può ricevere informazioni scrivendomi o contattandomi liberamente.

Se ha interesse ad iniziare un percorso può contattarmi, il primo colloquio conoscitivo è gratuito.

Un caro saluto.

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

La Dott.ssa Ursula Fortunato offre supporto psicologico anche online

Gentilissima, 

La ringraziamo per aver condiviso così apertamente una parte di sé tanto intima e delicata. Ciò che descrive non sembrerebbe essere semplice "pesantezza", ma la narrazione molto lucida e profonda di un momento di grande affaticamento emotivo.

L'immagine che utilizza — quella della panchina in stazione mentre gli altri sembrano muoversi con sicurezza — sembrerebbe restituire la sensazione di blocco che sta vivendo.

Vorrei offrirLe solo qualche spunto di riflessione che spero possa esserLe utile:

1) È del tutto comprensibile che la disoccupazione possa far sentire vulnerabili o a disagio nel confronto con gli altri. Spesso, tuttavia, tendiamo a paragonare la nostra fragilità interiore con l'immagine esteriore che le altre persone ci mostrano. Il fatto che Lei stia cercando lavoro con impegno dimostra che è attiva, anche se la precarietà dei contesti attuali può comprensibilmente generare frustrazione e sfiducia.

2) L'ansia di dover fare cose perfette o attraenti potrebbe agire come un freno, finendo per trasformare una fonte di piacere e creatività in un'ulteriore fonte di pressione. Provare a staccare il gesto del disegnare dal giudizio esteriore o dall'obbligo di un risultato impeccabile potrebbe aiutarLa a ritrovare un contatto più spontaneo e rilassante con questa Sua grande risorsa.

3) Noto quanta attenzione Lei ponga nei confronti del Suo ragazzo e delle Sue amicizie. A volte, quando ci sentiamo in un momento di fragilità personale, potremmo essere portati ad anticipare il giudizio altrui o a temere di non essere "abbastanza". Il fatto che la persona che frequenta La rassicuri e desideri condividere del tempo con Lei potrebbe indicare che in Lei vede qualità e valore al di là dei vari impegni di vita quotidiana.

4) La sensazione di stare in "risparmio energetico" o di non avere la forza per uscire potrebbe essere una naturale risposta della mente e del corpo ad un periodo prolungato di stress e di pensieri ricorrenti. Potrebbe essere importante concedersi un po' di gentilezza e non pretendere da se stessa una dinamicità che in questo momento non sente di avere.

Trattandosi di dinamiche articolate che toccano più ambiti della Sua vita (il lavoro, l'espressività artistica, l'immagine corporea e la sfera relazionale), potrebbe esserLe di supporto affrontare questi temi all'interno di uno spazio d'ascolto psicologico o di una psicoterapia individuale.

 

Le auguro di poter ritrovare gradualmente un po' di serenità e di spazio per la Sua creatività.

Un cordiale saluto

Dr.ssa Federica Ciocca

Riceve a: Rivoli, Torino ed online

 

Dott.ssa Federica Ciocca

Dott.ssa Federica Ciocca

Torino

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Serve sicuro un periodo di psicoterapia. Dalla mia esperienza avere di fronte una persona non coinvolta neutrale con esperienza affidabile e seria che ascolta permette di dirimere funzionamento e atteggiamenti che altrimenti tendono a riprodursi e che ci portano a usare male le energie piuttosto che convergerle al lato utile della vita

Dott.ssa Francesca Imoda

Dott.ssa Francesca Imoda

Torino

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Cara Laura,

dal tuo racconto emerge una grande fatica emotiva: non stai vivendo “un momento no”, ma un periodo in cui si intrecciano disoccupazione, perfezionismo, insicurezza, difficoltà relazionali e una forte autosvalutazione. È comprensibile sentirsi bloccata quando la mente ripete che “non sei abbastanza” e quando ogni confronto con gli altri diventa una prova da superare. La disoccupazione non definisce il tuo valore. Il senso di inferiorità che provi è una reazione comune quando si attraversano fasi di incertezza, non un indicatore di fallimento. Anche il perfezionismo che ti impedisce di disegnare e pubblicare non parla della tua capacità artistica, ma di un’ansia che ti chiede standard impossibili. Nelle relazioni, ciò che ti pesa non è la persona che frequenti, ma la sensazione di non avere nulla da offrire. Quando ci si sente fragili, è normale percepirsi “un peso”, anche quando l’altro non lo pensa affatto. Lo stesso vale per l’amicizia che descrivi: la tua sensibilità è amplificata dal periodo che stai vivendo, e il silenzio dell’altra persona può aver fatto male proprio perché ti senti già sola. Quello che racconti non è “pesantezza di vivere”: è un sovraccarico emotivo che merita ascolto e sostegno. La psicoterapia, anche in forma agevolata o presso servizi pubblici, potrebbe aiutarti a ritrovare direzione, ridurre il perfezionismo e ricostruire fiducia in te stessa. Non sei inadatta, né ferma: sei una persona che sta cercando di ripartire mentre porta sulle spalle un peso molto grande. E chiedere aiuto è già un primo passo nella direzione giusta.

Dott. Sergio Stroppa

Dott. Sergio Stroppa

Ancona

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Buonasera Laura,
Grazie per essersi fidata di questo spazio e per aver condiviso la sua storia con tanta autenticità. Non c’è alcuna necessità di scusarsi per la lunghezza del suo messaggio: descrivere con accuratezza ciò che si prova è già un primo passo importante per fare ordine e prendersi cura di sé, scrivere spesso aiuta!
La metafora che ha usato (quella di essere seduta su una panchina in una stazione mentre guarda gli altri salire sui propri treni) restituisce con grande chiarezza la sensazione di stallo e paralisi che sta vivendo.
Ci sono diversi elementi importanti che emergono dalla sua storia e che meritano di essere guardati con delicatezza e lucidità:
- nel suo racconto si sente fortissima la presenza di una voce interiore molto severa che le chiede implicitamente di essere impeccabile ("sii perfetta").
Quando ci si impone questo standard, la mente si difende bloccandosi: nasce così la procrastinazione (anche nell'arte, che da fonte di piacere diventa un ulteriore blocco) e la tendenza a svalutare i propri desideri e le proprie risorse. Il suo talento artistico per le caricature è una risorsa preziosa e reale, ma in questo momento viene soffocato dalla paura del giudizio e del confronto con gli altri.
- nelle relazioni (sia con il ragazzo che sta frequentando, sia nell'amicizia) tende a mettersi in una posizione di inferiorità ("io -/tu +"): "non sono abbastanza", "lui si sta accontentando". Questo ragazzo di cui racconta le sta inviando segnali di apprezzamento sinceri, ma la sua mente fatica ad accoglierli perché alla  base vi è il timore di non bastare o di non poter ricambiare. Nell’amicizia c’è una difficoltà a portare avanti una comunicazione diretta e trasparente (da Adulto ad Adulto), lasciando spazio a dubbi, ambiguità e a un progressivo ritiro per proteggersi da possibili delusioni.

- quando la sensazione di inadeguatezza diventa troppo pesante, il sistema emotivo e corporeo si stanca e va in “risparmio energetico”. La sensazione di stare "sopravvivendo" e l'affaticamento anche di fronte a un'uscita sono la conseguenza fisiologica di una mente che lavora a ritmi velocissimi in un loop continuo di pensieri svalutanti.

Le consiglio di riflettere su alcuni punti:
- la disoccupazione è uno stato temporaneo, non un tratto della sua identità. Lei non "è" disoccupata o una "fallita", ma è una persona piena di risorse che in questo momento sta cercando la propria strada in un contesto complesso.
- se per lei l’arte è importante si dia il permesso di non essere perfetta e di fare “disegni imperfetti", solo per il piacere di farli, senza l'obbligo di dover pubblicare o vendere subito, questo la aiuterà a riaccendere la passione.

- lavorare sulle relazioni e su come avvengono le transazioni tra lei e alcune persone importanti nella sua vita, può aprire importanti scenari per comprendere se stessa e il suo modo di reagire.

Comprendo perfettamente che il vincolo economico renda difficile accedere a un percorso psicologico. Tuttavia, la voglia che esprime di uscire da questo schema è una spinta fondamentale e sicuramente può trovare la soluzione più giusta per lei.

Un caro saluto,
Dott.ssa Ilaria Pennacchi

Dott.ssa Ilaria Pennacchi

Dott.ssa Ilaria Pennacchi

Roma

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Buongiorno Laura,

​L'immagine della valigia è potentissima e rappresenta benissimo il senso di paralisi. Quando cerchi lavoro da tempo, il problema non è solo la mancanza di uno stipendio, ma il costante sfinimento dell'identità. Dire "cerco lavoro" ti fa sentire in difetto perché viviamo in una società che misura il valore umano esclusivamente in base alla produttività. Il timore di essere giudicata ti isola, l'isolamento alimenta i pensieri negativi, e i pensieri negativi prosciugano l'energia necessaria per fare i colloqui o creare. Il fatto che il mercato del lavoro proporre contratti precari o che i colloqui vadano male non definisce chi sei né le tue capacità. Sei in una fase di transizione, non in uno stato permanente di fallimento. La tua vita non è "in pausa", si sta svolgendo adesso, anche mentre aspetti il treno giusto. 

​Dici di amare l'arte, ma che il perfezionismo spegne la passione. Il perfezionismo, in realtà, non è una ricerca di eccellenza, ma uno scudo di difesa, è la paura del giudizio e del rifiuto. ​Il tuo scontento verso l'arte nasce dal fatto che le chiedi di darti delle risposte o di riscattarti, anziché usarla semplicemente come spazio libero. Concediti di fare "brutti disegni" pensati solo per te, che non vedrà mai nessuno e che non devono dimostrare nulla a nessuno. Trova un foglio e scarabocchia senza regole, solo per riprendere contatto con il piacere di muovere la mano.Hai giustamente espresso il desiderio di tornare in terapia. Non devi risolvere la tua vita tutta insieme da domani. Risolvere la disoccupazione, la forma fisica, il perfezionismo, la coppia e le amicizie contemporaneamente è impossibile per chiunque. Con il tuo ragazzo, sii sincera sulla tua stanchezza energetica piuttosto che colpevolizzarti. Un semplice "Ho davvero bisogno di stare in tranquillità perché i miei pensieri mi stanno stancando, ma ho piacere di stare con te anche solo sul divano" elimina l'equivoco del "poco interesse". Non sei una "fallita" e non sei invisibile: la tua capacità di guardarti dentro con tanta lucidità dimostra che la tua energia c'è ancora, ha solo bisogno di smettere di essere dispersa nel giudizio verso te stessa.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia 

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buongiorno, provo a rispondere a questa comunicazione che presenta il tema della stima di sè declinata nel campo affettivo relazionale di coppia, sociale, personale presente e nel passato. Premetto che non vengono comunicati i dati dell'età, del titolo di studio del disturbo alimentare pregresso; si evidenzia una condizione di pensiero rimuginatorio che tocca diversi aspetti: la vita lavorativa, affettiva e delle relazioni sociali. La spinta verso l'agire è mantenuta nonostante delle flessioni e dei pensieri rinuncia: necessità che si mantenga con sforzo e costanza nonostante la voglia di abbandonare. La relazione affettiva può vivere un migliore respiro lasciando se puo' da parte la visione negativa: necessita il lasciarsi coinvolgere. L'accettazione di se per chi si è e per come si è può essere meglio compresa ed accettata nel corso del tempo focalizzandosi e sforzandosi di fare al meglio quello che può nelle piccole cose. E' necessario che la mentalizzazione di sè cioè il sapersi riconoscere veda nel presente e nelle azioni  non solo il lato critico ma anche il lato attivo, positivo nonostante sia più facile l'autosvalutazione. La visione critica e negativa tende a insinuarsi nelle a relazione affettiva congiunta alla scarsa autovalutazione ed a un abbassamento motivazionale, così i dubbi e la tendenza di abbandonare si propongono nel quadro sopra descritto anche nelle relazioni sociali che tendono a restringersi e invogliare all'isolamento rispetto all'apertura. La capacità psicologica di dirimere i conflitti, dei dubbi necessità di un confronto con un terzo esterno per migliorare, modulare, rinforzare la caduta di tono umorale, di ritiro sociale. Il disturbo alimentare è da tenere sotto controllo per non ricadere in comportamenti che possono appartenere nel quadro descritto rinforzando la scarsa stima di sé. La condizione lavorativa italiana politico-lavorativa crea sia nei giovani adulti sia nelle persone mature che hanno perso il lavoro e che trovano difficoltà nell'inserirsi una condizione di marginalità, di esclusione, di mancanza di progettualità di impossibilità a proporre un prossimo futuro di vita: non ci si deve colpevolizzare, ne svalutare della mancanza di lavoro sopratutto di quanto voluto, progettato e determinato sul sociale da un terzo esterno. Con i migliori saluti.

Buongiorno Laura, il suo messaggio mi ha colpito per la qualità della sua scrittura, e anche per la sua lucidità.

Lei è palesemente una persona sensibile e dotata di un'interiorità molto ricca: il mio consiglio è di resistere e non perdere fiducia in sé stessa e nella vita. Sta attraversando un periodo difficile, ma vedrà che ce la farà e qualcosa comincerà a muoversi nel verso giusto. 

Sembra banale a dirsi, ma è vero che affrontare le difficoltà ci rafforza e in definitiva quando ne usciamo crediamo di più in noi stessi.

Dott.ssa Elena Izard

Dott.ssa Elena Izard

Torino

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Buongiorno Laura,

dalle sue parole arriva soprattutto la grande stanchezza di sentirsi ferma mentre intorno a lei sembra che gli altri vadano avanti. Non credo però che lei sia “ferma” o “sbagliata”, credo piuttosto che stia attraversando una fase di incertezza che sembra aver finito per condizionare anche il modo in cui guarda a se stessa.

Mi sembra che ritorni spesso una domanda: “sono abbastanza?”. Nel lavoro, nel rapporto con il corpo, nel disegno, nella relazione e nelle amicizie sembra confrontarsi continuamente con un ideale di come dovrebbe essere. Anche ciò che ama, come il disegno, rischia così di diventare un'ulteriore occasione per sentirsi inadeguata.

Forse potrebbe essere utile provare, almeno per un momento, a spostare la domanda da “cosa dovrei essere?” a “di cosa ho bisogno?”. E chiedersi anche quanto alcuni desideri siano realmente suoi e quanto siano influenzati dal confronto con gli altri. E forse, per iniziare a uscire da questa “modalità risparmio energetico”, non è necessario trovare subito la direzione della propria vita: può bastare cominciare da un piccolo passo che senta davvero suo. Questo piccolo passo potrebbe essere considerare il desiderio di tornare in psicoterapia e se il costo è un ostacolo, potrebbe valutare servizi territoriali o professionisti con tariffe agevolate.

Se le fa piacere può contattarmi, ricevo in presenza su Torino e Mocalieri e offro delle tariffe calmierate.

Cordialmente,

Arianna Bellero

Buongiorno Laura,

grazie per la fiducia che hai riposto in questo spazio, raccontando in maniera così dettagliata ciò che stai vivendo.

Percepisco tutta la tua sofferenza e il carico emotivo che provi e mi dispiace molto per questo.  La metafora di te in stazione e della valigia piena di sogni mi ha colpita molto, è proprio la rappresentazione di questo momento della tua vita. Il sentirsi bloccata, vedere gli altri andare avanti, avere una direzione, il tuo senso di smarrimento, traspare da ciò che racconti.

Stai attraversando una fase delicata della tua vita e di grande cambiamento: stai cercando di capire che direzione dare alla tua vita, la forte confusione che vivi è un vissuto molto comune.

Non sei una fallita per questo.

Quando si vive una fase delicata della propria vita come quella che stai vivendo è spesso naturale confrontarsi con le vite degli altri, il vissuto di autosvalutazione ed insicurezza che racconti è dettato dal forte smarrimento che stai provando e ciò spesso porta in un vortice di pensieri negativi dai quali sembra non esserci via d’uscita.

Anticipare ciò che l'altro potrebbe pensare è spesso una modalità che abbiamo per controllare una situazione perchè il controllo ci fa sentire più sicuri, ed in mezzo al clima di grande incertezza che vivi è più che comprensibile cercare una sicurezza.

Tendiamo ad essere ipercritici con noi stessi e a prestare attenzione ad ogni minimo dettaglio, temendo che questo possa essere sotto lo sguardo critico dell’altro. Ed è ciò che spesso ti porta anche ad essere perfezionista e a procrastinare..

Il tuo sentirti di vivere in risparmio energetico rende proprio l’idea di star vivendo un periodo emotivamente molto intenso.

In questo momento della tua vita sarebbe molto utile intraprendere un percorso di psicoterapia, in modo tale da avere uno spazio in cui dare significato a ciò che vivi. D’altra parte comprendo la difficoltà economica di questa fase della tua vita.

Nella mia pratica clinica lavoro spesso con ragazzi che stanno vivendo fasi di blocco, di cambiamento e di autostima, sono disponibile anche online e per i ragazzi offro una tariffa agevolata.

Mi sembra di capire che in questo momento tu abbia bisogno di uno spazio di ascolto e sento in modo chiaro la tua motivazione ad uscire da questa situazione.

Se vorrai per qualsiasi cosa resto a tua disposizione,

un caro saluto

Dott.ssa Antonella De Rosa Psicologa

Dott.ssa Antonella De Rosa

Dott.ssa Antonella De Rosa

Cuneo

La Dott.ssa Antonella De Rosa offre supporto psicologico anche online

Ciao Laura, la verità è che nessuno ha una mappa definitiva della propria vita, molti fingono sicurezza per coprire fragilità identiche alle tue, e la disoccupazione temporanea non definisce il tuo valore umano o il tuo intelletto. Stai vivendo un'impasse reale, ma scambiarla per un verdetto esistenziale è un tranello della tua mente affaticata.

La tua passione per l'arte e il disegno non dovrebbe essere giudicata in primis da te stessa perchè il perfezionismo non è un pregio, ma un meccanismo di difesa. E si sa che l'arte vive di tentativi imperfetti!  Nelle varie dinamiche relazionali, di affetto o di amicizia che sia, non c'è una visione giusta e una sbagliata, ma solo un'espressione di differenza. Se riusciamo a vedere entrambi i punti di vista ne usciremo arricchiti, viceversa si resta bloccati in un circolo vizioso di dubbi e sofferenza. Se può interessarti, sono una psicologa clinica e coach certificata con una lunga carriera come recruiter. Potremo provare a trovare una nuova direzione e usare strategie per te efficaci, anche nella ricerca di opportunità lavorative migliorando soft skills e simulando colloqui di selezione.  Ricevo anche online. 

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