Salve, sono una ragazza di 19 anni e da un anno ho una relazione con un uomo di 50. Riconosco in lui l'uomo della mia vita, il posto in cui la mia mente riposa ed il mio cuore è in pace. Abbiamo vissuto tanti momenti dolorosi e felici. Purtroppo, non è affatto accettata dai miei familiari, i quali hanno aggredito pesantemente il mio compagno, causandogli ansia e disagi, appellandolo per strada "pedofilo". Mi hanno imposto di non vederlo, costringendo anche lui attraverso minacce via messaggi e dal vivo. Questa situazione, paradossalmente, ha rafforzato il nostro legame. Sono consapevole di qualsiasi pro e contro, delle difficoltà...e sono pronta a tutto. C'è alchimia e complicità, ridiamo sempre insieme e riusciamo a stare bene nonostante le pesanti problematiche. Lo amo davvero e non voglio rinunciare alla nostra storia. Come potrei risolvere?
Salve cara ragazza
immagino sia innamorata ed è una cosa bella.
Certo lei ed il suo fidanzato siete in due fasi del ciclo vitale completamente differenti: lei è un adolescente e lui un uomo adulto. Immagino quali possano essere le preoccupazioni dei suoi genitori.
Probabilmente potrebbe essere utile chiedere un consulto psicologico familiare, in cui ognuno può spiegare la propria posizione e le motivazioni personali.
E' chiaro che se la sua famiglia si oppone ostinatamente lei dovrà difendere le sue scelte fino alla morte; da adolescente farei la stessa cosa!
Non vorrei che tutto ciò influenzi le sue decisioni. Se vuole ne possiamo parlare.
Buon proseguimento.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL