Problemi relazionali

Come mi comporto con un partner confuso?

Claudia

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Salve, sto da quasi 5 anni con un uomo che ha 29 anni.

Lui è un avvocato (ha da poco superato il concorso di abilitazione) e anche manager di un'orchestra (nella quale lavoriamo insieme). Il nostro rapporto è stato sempre perfetto, complici in tutto, avevamo anche da poco parlato di matrimonio. Negli ultimi due mesi però (a cavallo del suo esame di stato, in cui lui aveva riposto tutto il suo futuro, ma che è andato bene), ha iniziato a sentirsi in ansia: ansia per il futuro, per la professione, non riesce ad immaginare i prossimi mesi.

Dice di essere solo sicuro di me, ma ad oggi non riesce a pensare ad un matrimonio nell' immediato. A causa quindi di questi disturbi ansiosi, ha iniziato delle sedute di psicoterapia (ieri ha fatto la seconda), dalle quali sta effettivamente emergendo che io sono l'unica certezza per lui, e che il suo stato d'ansia sarebbe causato dal rapporto con la madre (un rapporto da sempre conflittuale, la madre non ha mai appoggiato le sue scelte private e professionali, quello che fa l'altra figlia è sempre migliore).

Pare che quindi dopo anni questo rapporto sia venuto fuori in questo modo, e che lui in questo momento tenda a cercare la madre nei rapporti con le donne a lui vicine(io, sorella, colleghe ecc). Pertanto, nella seduta di ieri, è emerso che forse un piccolo periodo di distacco da me potrebbe fare bene a lui per farci scaturire di nuovo quelle emozioni da fidanzati.

Come devo comportarmi io in questo momento? Non capisco più se stargli vicino come vorrei, o rispettare questa scelta (dolorosa anche oer lui) di separarci momentaneamente.

Poi, questa situazione è risolvibile??

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera, intanto rispondo ringraziandola per il quesito, nello stesso tempo credo che la terapia  intrapresa sia in questo momento la guida per ridefinire la storia.


E’ sicuramente un momento doloroso che necessita di pazienza  per le frustrazioni provate. Sperimentare incertezza e tollerarla, può chiedere però in questo momento di fare parte del sistema terapeutico, andare alla sedute con il suo partner dato che la coinvolge per le possibili scelte.   


In terapia familiare funziona così.

Cara Claudia,


certamente la situazione è risolvibile!


Di fronte al futuro il suo compagno si sente insicuro, poichè ha dentro di sè un'insicurezza di base che deriva appunto dal legame disfunzionale con la figura materna. Avendo ricevuto poco accudimento e sostegno dalla madre va a ricercare e creare legami di accudimento. Nel tempo tuttavia potrebbe instaurarsi una dinamica di dipendenza che porterebbe lei a sentirsi sobbarcata di ogni responsabilità rispetto alla felicità del suo compagno, il quale andrebbe a trattarla esattamente come una madre: lei dovrà essere sempre disponibile, amarlo incondizionatamente, rinunciare ai suoi bisogni per sostenere lui nella realizzazione dei suoi, mettere da parte se stessa proprio come una brava madre farebbe con i suoi figli... e se un giorno il sostegno lo ricercasse lei in lui? Se un giorno avesse bisogno di un uomo anziché di un figlio accanto a sè? E' pronta per tutto questo? Credo che il distacco, che comunque non dovrà essere definitivo e totale, sia sano e permetterà ad entrambi di prendere consapevolezza delle dinamiche che si erano andate ad instaurare nella vostra relazione. Ognuno potrà esserci per l'altro in modo meno dipendente e più sano, recuperando quella sfera individuale che forse si stava perdendo nel "noi", ma che invece è preziosa e deve restare tale. Ricordi che l'ansia e l'insicurezza sono problemi del suo fidanzato, non suoi, e lui in modo molto maturo sta andando a risolverli grazie ad un professionista. Alla fine di questo periodo ne uscirete più forti e innamorati di prima. Se ne sentisse la necessità le consiglio di provare lei stessa a chiedere sostegno ad un professionista della sua zona per riconsiderare sotto nuovi aspetti le sue dinamiche relazionali.


Spero di esserle stata d'aiuto!

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