Comportamento assurdo di mia mamma

Alfredo

Cercherò di essere più breve possibile. Mia mamma non accetta la mia indipendenza. Penso dovrebbe essere orgogliosa della mia intraprendenza, del fatto che a me piaccia viaggiare per scoprire il mondo. Non è possibile che mi faccia problemi per ogni cosa a 30 anni. Quest'anno ho fatto due viaggi (di breve durata ed in Italia) e lei mi sta facendo un sacco di problemi perché voglio organizzarne un terzo (di 1 settimana). Ho il mio stipendio ed ovviamente non vado neanche lontanamente sotto con le spese. Si lamenta, fa casino, trova argomenti diversi su cui attaccare le mie cose, ma concreti non ce ne sono. A gennaio dovrò sostenere un esame per la mia carriera professionale e per questo ha detto: "se non studi per una settimana non so come arrivi all'esame, cercando di fare leva sui miei sensi di colpa". Ok, non studio una settimana ad agosto con l'esame a gennaio? Sono davvero incredulo di tutta questo accanimento, sono un ragazzo che si è sempre impegnato ed ha costruito ogni tassello con grande sacrificio, dalla laurea, ai master ecc. Non so più cosa fare, poco fa ho urlato con lei - come non facevo da anni - dopo una discussione che dura da 2 giorni (mi chiama anche al telefono mostrando la sua delusione giustificata dal fatto che io stia organizzando il "terzo" viaggio in un anno!), poi piange, si offende. Boh, sono veramente disperato. Non posso permettermi neanche di avere questi pensieri perché sto studiando (oltre a lavorare) per ambire ad un miglioramento professionale. Fossi un ragazzo che pensa solo al divertimento... nulla di tutto questo, mattina sveglia presto, lavoro; pomeriggio secondo lavoro (ne faccio due in part-time), sera stanco vado a dormire.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Alfredo, è comprensibile la sua difficoltà nella situazione che ha descritto.

Andrebbe approfondita la conoscenza delle vostre dinamiche familiari e del vostro rapporto per poterla supportare nel modo più opportuno a vivere al meglio la situazione. Nel frattempo le do alcuni spunti di riflessione che la potrebbero aiutare: quale tipo di comunicazione c'è tra voi? Cosa le sta comunicando sua madre? Ci sono dei confini all'interno del vostro rapporto? come sono? Cosa fa in risposta al suo comportamento? è funzionale?

Questo potrebbe essere il punto di partenza per lavorare al vostro rapporto e coltivare il suo benessere. 

Se desidera approfondire, rimango a disposizione anche online.

Un saluto, Dott.ssa Chiara Dini

Salve Alfredo mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condividere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Salve mi chiedo se questa indipendeza le ha fatto pensare di andare a vivere da solo. Altrimenti parliamo di dipendenza...affettiva però. La invito a riflettere e a prendere atto e coraggio delle sue scelte. 

Dott.ssa Ivana Mancuso

Dott.ssa Ivana Mancuso

Cosenza

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Buongiorno Alfredo,

la sua presentazione lascia trasparire la sua frustrazione, la sua rabbia e la percezione dell’ingiustizia per la risposta di sua madre alla sua spinta verso l’esplorazione del mondo.

Nel leggerla mi chiedo e le chiedo quale domanda può svilupparsi da questo: come sviluppare la sua indipendenza senza sentire il peso delle opinioni di sua madre, come migliorare la relazione con sua madre, come comprendere il senso delle incomprensioni reciproche…?

La invito a rivolgersi a un* collega per fare chiarezza sulla propria domanda e lenire la sofferenza che la situazione le provoca, sarà un investimento per la propria crescita, per la serenità nelle relazioni familiari e per il proprio futuro lavorativo, che spesso richiede delicati equilibri fra lavoro, relazioni e tempo libero.

Nel frattempo mi sento di offrirle degli spunti per osservare quanto sta avvenendo in famiglia, potrebbero portare a punti di vista nuovi su queste tensioni.

Queste tensioni sono un elemento nuovo nella relazione con sua madre? Hanno iniziato a manifestarsi ad un certo punto, dopo un evento, un cambiamento familiare, personale? A volte cambiamenti in un aspetto della forma familiare possono involontariamente influenzarne altri, apparentemente non legati. Sua madre attraversa un momento di cambiamento, fragilità, sofferenza? Talvolta la maturità o le preoccupazioni (ad esempio per la salute o l’età) generano insicurezza e necessità di controllo. Oppure nel tempo la relazione fra voi non si è evoluta da quella fra una madre e un ragazzo a quella fra una madre e un adulto? Avete avuto modo di esplicitare, agire, celebrare ed elaborare le tappe che hanno trasformato la relazione (trasferimenti, acquisti, …)? Ci sono altri membri della famiglia?

Diventare genitori di un adulto è un processo difficile e non automatico. Diventare adulti autonomi, ma in relazione affettiva con la famiglia altrettanto, amministrare la differenza fra correre verso la propria vita e rifiutare la famiglia o opporvisi è delicato e impegnativo. Entrambe queste sfide non sono immediate, fluide e scontate, richiedono impegno, consapevolezza e disponibilità ad imparare.

Le auguro di trovare un professionista con cui confrontarsi, tante soddisfazioni nello studio e nel lavoro e di recuperare una relazione affettiva con la sua famiglia, reciprocamente rispettosa dei confini.

Dott.ssa Francesca Pieia

Dott.ssa Francesca Pieia

Torino

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Gentile utente,

quello che racconti è una situazione profondamente stressante e purtroppo più comune di quanto si pensi: spesso, anche da adulti, ci si ritrova a combattere con aspettative familiari che mal si conciliano con la propria indipendenza e maturità. La tua è una vita costruita con impegno, studio, responsabilità — due lavori, una carriera che stai coltivando con dedizione, progetti personali che porti avanti senza sottrarre nulla al tuo percorso.

Eppure, la difficoltà non sembra derivare da ciò che fai, ma dal fatto che sei diventato un adulto autonomo. Per alcuni genitori, questo passaggio è difficile da accettare, e può generare dinamiche ambivalenti: da un lato ti ammirano, dall’altro si sentono messi da parte, persi, o addirittura “non più necessari”.

L’accanimento che descrivi, così come la manipolazione emotiva (il senso di colpa, le lacrime, l'offesa), sono tentativi di controllo che spesso vengono messi in atto inconsapevolmente per ristabilire un equilibrio passato… che però oggi non esiste più.

Dal punto di vista strategico, più cerchi di spiegare razionalmente il tuo punto di vista, più si irrigidisce il suo. È come voler spegnere un incendio con la benzina.
Per uscire da questo circolo vizioso è necessario cambiare approccio comunicativo, imparando a gestire le interazioni in modo da non alimentare il conflitto, pur restando saldo nelle tue scelte.

Un percorso psicologico breve può aiutarti a:

  • riconoscere le trappole comunicative che si attivano nel vostro rapporto;

  • proteggere i tuoi confini emotivi senza scivolare in sensi di colpa o reazioni impulsive;

  • trovare un equilibrio tra autonomia e legame familiare, che non sacrifichi la tua libertà né l'affetto per tua madre.

Hai già dimostrato forza, impegno e maturità. Ora puoi scegliere anche di liberarti da un legame che oggi non ti nutre, ma ti vincola, trasformandolo in qualcosa di nuovo, più sano per entrambi.

Resto a disposizione,
Dott. Giovanni Noè
Psicologo 
Libera professione a Corigliano-Rossano (CS)
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Dott. Giovanni Noè

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Cosenza

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