Cosa posso fare?

Eleonora

Buongiorno. Sto affrontando un periodo difficile. A dicembre ho partorito e da subito ho avuto problemi con mio marito, che si è sentito escluso e ha pensato di rifugiarsi in un'amicizia con una sua collega di lavoro, sentendosi importante per lei perché la sta aiutando a sistemare un po' di situazioni nella sua vita. Non c'è tradimento e questo lo so di per certo.

Oltre alla gelosia nel vederlo avvicinarsi a un'altra donna in un momento così delicato, mi ha infastidito molto il suo comportamento, che ho reputato una mancanza di rispetto verso me e nostro figlio: continue telefonate serali, richieste di uscite da solo, continuo attaccamento al telefono per risponderle ai messaggi. Oltre a questo passano già tanto tempo insieme al lavoro, ma questo non mi dà fastidio perché penso che il lavoro è lavoro.

Facendo passare l'arrabbiatura nei mesi, siamo riusciti a parlare con più calma di questa problematica e lui ha cambiato atteggiamento, evitando queste telefonate a casa. Mi ha chiesto di vedere lei come un'amica comune, visto che tutti gli amici che abbiamo sono così, ed io ho apprezzato questa cosa sperando che mi facesse passare la delusione che ho nei suoi confronti.

Avevo in mente un'idea di famiglia protettiva, dove avremmo fatto gruppo noi tre e che mi avrebbe reso orgogliosa di essere madre e moglie, e invece sento che mi sto allontanando da mio marito, quasi da non riconoscerlo come tale. Ho paura di perderlo dopo 18 anni di storia insieme e, ancora di più, penso che inconsciamente stia facendo un lavoro su di me nel distaccarmi per le delusioni passate e per non averne ulteriori (cosa che sta succedendo, perché ancora ieri mi ha detto che vorrebbe passare del tempo da solo con questa sua amica).

Lui sembra innamoratissimo di me, ma queste cose che ha fatto proprio non riesco a mandarle giù. Credo che mi abbia rovinato quello che doveva essere il momento più importante della mia vita e invece avrò il ricordo di lui che, invece di creare un nido insieme a noi, è scappato per crearsi un ambiente tutto suo, creandomi delle enormi insicurezze sulla nostra vita di coppia.

Cosa posso fare per superare questa delusione e questa gelosia?

9 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Eleonora, ciò che sta vivendo è comprensibilmente doloroso e destabilizzante, soprattutto in un momento delicato e intenso, dopo la nascita di un bambino. È importante riconoscere le sue emozioni, senza giudicarle.Sentirsi trascurata in questo momento è normale e umano. Non deve affrontare tutto questo da sola, avere un supporto psicologico anche familiare potrebbe aiutare la comunicazione nella coppia, dare risposte e comprendere come muoversi con maggiore lucidità. Se sente che è un buon momento per avere supporto posso offrirle uno spazio d' ascolto online. Le auguro il meglio.

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

La Dott.ssa Ursula Fortunato offre supporto psicologico anche online

Cara Eleonora,
sembra che il periodo post-partum abbia portato alla luce alcune dinamiche nella tua relazione con tuo marito che ti hanno fatto sentire ferita e insicura.
 
Mi colpisce come tu abbia una chiara consapevolezza di ciò che è successo e di come ti sei sentita. La tua delusione e la tua gelosia sono comprensibili, considerando il contesto.
 
Ti potrebbe essere molto utile porti queste domande: cosa significa per te "vedere lei come un'amica comune"? È qualcosa che ti viene chiesto da tuo marito o è qualcosa che tu senti di poter fare? E come ti senti quando lui dice di voler passare del tempo da solo con lei?
 
Sembra che ci siano alcune questioni non risolte nella tua relazione con tuo marito, legate alla tua idea di famiglia e alla tua identità di madre e moglie. Ti invito ad esplorare queste dinamiche con un professionista con cui potresti lavorare con l'obiettivo di rafforzare la tua fiducia e la tua sicurezza nella relazione. Un caro saluto 

Eleonora, grazie per aver condiviso qualcosa di così delicato. Quello che stai vivendo è comprensibile e, in un certo senso, anche molto umano. Dopo la nascita di un figlio, tutto cambia: gli equilibri, i ruoli, i bisogni emotivi. È un momento in cui ci si aspetterebbe di sentirsi ancora più uniti, protetti, “squadra”. Per questo, quello che hai vissuto con tuo marito non è solo gelosia: è una ferita più profonda, legata a un senso di solitudine e di mancanza proprio nel momento in cui avevi più bisogno di lui.

Mi colpisce molto come tu riesca a tenere insieme due aspetti: da una parte riconosci che lui ti ama e che ha modificato alcuni comportamenti, dall’altra senti che qualcosa dentro di te si è incrinato. Questa ambivalenza è importante, perché racconta che il legame c’è ancora, ma che ha bisogno di essere rielaborato.

La tua gelosia non è “eccessiva” o “sbagliata”: sembra piuttosto il segnale di un confine che è stato toccato. Non tanto per la presenza dell’altra persona in sé, ma per il modo in cui tuo marito si è allontanato emotivamente da te in un momento così vulnerabile. È lì che si è creata la delusione.

Allo stesso tempo, quello che descrivi — questo tuo movimento interno di distacco per proteggerti da ulteriori ferite — è qualcosa di molto significativo. È come se una parte di te stesse cercando di mettersi al riparo, ma rischiasse anche di allontanarti da ciò che desideri davvero: sentirti di nuovo vicina a lui.

Forse il punto non è tanto “far passare” la gelosia, ma darle un senso: capire cosa sta proteggendo. Probabilmente il bisogno di sentirti scelta, vista, prioritaria. E su questo può essere importante tornare a parlare con lui, non solo dei comportamenti (le telefonate, le uscite), ma di come ti sei sentita: sola, messa da parte, non contenuta.

Potrebbe aiutarvi spostare il focus da “lei è solo un’amica” a “cosa succede tra noi quando entra una terza presenza, soprattutto in un momento così delicato”. Perché il tema centrale sembra essere il vostro legame, più che questa amicizia.

Se senti che dentro di te la ferita è ancora molto viva, potrebbe essere utile anche prendersi uno spazio per elaborarla con più calma, senza forzarti a “mandare giù” qualcosa che ha avuto un impatto così forte su di te.

Non sei sbagliata in quello che provi. Stai cercando di dare un senso a qualcosa che ha toccato profondamente il tuo modo di sentirti partner e madre.

Buongiorno,
quello che racconta che sta provando non è solo gelosia, ma una ferita profonda: in un momento in cui aveva bisogno di sentirsi scelta, sostenuta e al centro della vostra nuova famiglia, si è sentita messa da parte. È normale che questo lasci insicurezza e delusione.
Per provare a stare meglio, potrebbe aiutarla chiarire dentro di sé cosa la fa sentire rispettata oggi, nei comportamenti concreti di suo marito, e condividere con lui la parte più emotiva, non solo il fastidio: il bisogno di sentirsi importante, al sicuro, prioritaria. Il distacco che sente nascere è comprensibile, è un modo per proteggersi. Ma proprio per questo è importante che questa ferita trovi spazio tra voi, non resti solo dentro di lei. Se riuscite ad affrontarla insieme, può diventare anche un momento di crescita per la coppia. Se invece sente che da sola fa fatica, chiedere un aiuto esterno è un gesto di cura, non di debolezza.
Rimango a disposizione 

Un caro saluto

Dott.ssa Laura Della Torre

Buongiorno Eleonora,

la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e carica di emozioni.

Il periodo che segue una nascita è uno dei momenti più intensi e trasformativi per una coppia. Porta con sé cambiamenti profondi negli equilibri, nei ruoli e nel modo di sentirsi vicini. È quindi comprensibile che ciò che è accaduto con suo marito abbia avuto un impatto così forte su di lei.

Da quello che racconta, non emerge solo una difficoltà legata alla gelosia, ma soprattutto una ferita emotiva: nel momento in cui lei aveva bisogno di sentirsi sostenuta, scelta e “in squadra”, ha percepito una distanza e una mancanza di presenza da parte di suo marito.

Questo tipo di vissuto può lasciare una traccia profonda, perché tocca il bisogno di sicurezza, di protezione e di condivisione, che in una fase come quella della nascita diventano ancora più centrali.

È importante sottolineare che ciò che prova è comprensibile. La gelosia, in questo caso, sembra essere solo una parte di qualcosa di più profondo: la delusione, il senso di solitudine e forse anche la paura di non essere più al centro della relazione.

Allo stesso tempo, è interessante osservare che suo marito, nel tempo, abbia modificato alcuni comportamenti e abbia cercato un riavvicinamento, proponendo anche un’apertura verso questa amicizia. Questo può essere letto come un tentativo, magari non sempre efficace, di trovare un nuovo equilibrio.

Il punto centrale, però, non è tanto l’amicizia in sé, quanto il significato che ha assunto per lei e per la vostra relazione.

La sensazione che descrive – di allontanamento, di fatica a riconoscerlo come partner e di bisogno di proteggersi per non soffrire – è qualcosa che spesso emerge quando una ferita relazionale non è stata ancora elaborata fino in fondo.

Per questo motivo, più che “superare la gelosia”, può essere utile dare spazio a ciò che c’è sotto:

• cosa ha significato per lei quel momento

• cosa ha sentito di aver perso

• di cosa avrebbe avuto bisogno da lui

Portare questi aspetti all’interno di un dialogo può aiutare a creare una maggiore comprensione reciproca.

Allo stesso tempo, è importante che anche i suoi bisogni trovino spazio nella relazione. Il desiderio di sentirsi una “famiglia unita” è legittimo, così come il bisogno di rispetto e di condivisione.

Il fatto che lui esprima ancora il desiderio di trascorrere del tempo da solo con questa persona può riattivare la ferita e rendere difficile il processo di ricostruzione della fiducia.

In questi casi, può essere utile lavorare su confini più chiari e su un confronto aperto, che tenga conto di entrambi i punti di vista.

Un percorso psicologico di coppia, se entrambi disponibili, potrebbe offrire uno spazio protetto per affrontare questi aspetti, comprendere meglio cosa è accaduto tra voi e costruire un nuovo equilibrio nella relazione.

Non si tratta solo di “tornare a prima”, ma di creare una nuova modalità di stare insieme, più consapevole e condivisa.

Un caro saluto,

Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta

Catanzaro

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Gentilissima Eleonora, 

dare spazio alla propria sofferenza è di sicuro il primo passo che possiamo fare non solo verso noi stesse ma anche verso le persone che amiamo. 

Ciò che sentiamo non dobbiamo metterlo su un piano di giusto o sbagliato, ma vederlo con altri occhi e cioè "che significato ha per me quello che sto provando?" "cosa racconta del mio modo di vivere la maternità, la famiglia?" "Cosa significa per me sentire un marito/compagno distante quando la mia idea di coppia era differente?". 

Sono tutte domande importanti che possono aiutarti a comprendere meglio la tua posizione come madre e come moglie. 

Un percorso insieme ad un professionista può sicuramente aiutarti a ritrovare la serenità. 

Resto a disposizione. 

Un caro saluto 

Dott.ssa Glenda Frassi

Dott.ssa Glenda Frassi

Cremona

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Salve 

quello che descrive è un passaggio molto delicato, in cui si intrecciano due elementi importanti: da un lato la nascita di un figlio, che è già di per sé un evento profondamente trasformativo, dall’altro una frattura nel senso di sicurezza della coppia proprio in quel momento. È comprensibile che lei si senta delusa e ferita: non si tratta solo di gelosia, ma della percezione che, mentre lei costruiva un “nido”, suo marito si sia in qualche modo allontanato da quel progetto.

Il fatto che lui abbia modificato alcuni comportamenti e che ci sia stato un confronto più calmo è un segnale positivo, ma non cancella ciò che lei ha vissuto. Le emozioni che prova ora — distanza, fatica a riconoscerlo, bisogno di proteggersi — sono coerenti con una fiducia che si è incrinata, più che con l'insicurezza.

La richiesta di suo marito di includere questa collega come “amica comune” può essere letta come un tentativo di normalizzare la situazione, ma è importante che questo avvenga nel rispetto dei suoi tempi emotivi e di quanto riesce a fare senza "forzature". Forzare una vicinanza che lei non sente ancora autentica rischia di aumentare il disagio, anziché ridurlo. Allo stesso modo, il suo desiderio di ricostruire un senso di famiglia unita e protettiva è legittimo, ma va confrontato con la realtà attuale della relazione, senza negare le ferite che ci sono state.

In questo momento, più che superare rapidamente la delusione, può essere importante darle uno spazio di elaborazione. Un percorso di supporto psicologico individuale — o eventualmente di coppia, se entrambi disponibili — può aiutarla a chiarire i bisogni, a ricostruire fiducia (se possibile) e a comprendere se e come riavvicinarsi a suo marito senza sentirsi esposta o insicura.

La distanza che sente ora non è necessariamente una fine, ma un segnale che qualcosa va rinegoziato in profondità. Affrontarlo con gradualità e con attenzione a sé stessa è il passaggio che può permetterle di non restare  nella delusione, ma di trasformarla in un punto di ripartenza più consapevole.

Grazie per aver condiviso tutto questo. Ci vuole coraggio.

Quello che descrivi è un dolore molto concreto  non una gelosia "irrazionale", non un capriccio. Hai partorito, hai aperto una delle porte più vulnerabili della tua vita, e in quel momento hai sentito tuo marito voltarsi dall'altra parte. Questo lascia il segno, indipendentemente da come sono andate le cose "oggettivamente".

Quello che sento nel tuo racconto

Descrivi una ferita che ha due livelli.

Il primo è relazionale: ti aspettavi che la nascita di vostro figlio creasse un "noi" più solido, un nido; parola bellissima che hai usato tu stessa. Invece hai vissuto un momento di abbandono, proprio quando ne avevi più bisogno. Quella delusione è reale e ha tutto il diritto di esistere.

Il secondo è più profondo, e lo nomini tu stessa con lucidità: stai facendo un lavoro interno per distaccarti, per proteggerti da ulteriori dolori. È un meccanismo intelligente ma il problema è che rischia di allontanarti da qualcuno che, dici, ti ama. E di allontanarti anche da te stessa, da quel desiderio di famiglia che senti ancora vivo.

Cosa puoi fare, concretamente

La gelosia e la delusione non si "superano" con la forza di volontà. Si attraversano. E si attraversano portandole alla luce, non tenendole dentro.

La domanda più utile che puoi porti non è "come faccio a non sentire quello che sento?" ma "cosa ho bisogno che mio marito capisca davvero, non solo cambi nei comportamenti?"

Perché mi sembra che lui abbia cambiato alcune cose le telefonate serali, l'atteggiamento  ma che tu non ti senta ancora vista nel profondo della delusione che hai vissuto. E finché quella parte non viene toccata, il distacco continuerà a fare il suo lavoro silenzioso.

Un passo che ti suggerisco

Prova a dirti o a scriverti una cosa sola: cosa avrei avuto bisogno che accadesse in quei mesi dopo il parto, e non è accaduto?

Non per recriminare, ma per capire cosa manca ancora. Spesso la gelosia è la forma visibile di un bisogno inascoltato.

Dott.ssa Barbara Ponzinibio

Dott.ssa Barbara Ponzinibio

Forlì-Cesena

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Buongiorno Eleonora,
dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra andare oltre la gelosia.
Quello che colpisce è la distanza che ha percepito da suo marito proprio in un momento in cui si aspettava vicinanza, protezione e condivisione nella costruzione della vostra nuova famiglia.
L’arrivo di un figlio rappresenta un passaggio molto delicato per la coppia e il fatto che lui abbia investito tempo ed energie in un’altra relazione, anche in assenza di un tradimento, può essere stato vissuto da lei come una messa in discussione di quell’idea di “noi” che aveva immaginato.
In questo senso, la gelosia sembra intrecciarsi con una delusione più profonda: non solo rispetto a ciò che è accaduto, ma anche rispetto a ciò che lei si aspettava da lui come compagno e come padre in quel momento.

Mi colpisce anche quando dice di sentire che deve essere lei a superare tutto questo. Più che qualcosa da risolvere da sola, potrebbe essere importante per lei avere uno spazio in cui comprendere meglio cosa questa esperienza ha significato e sta significando per lei, anche nel modo in cui oggi guarda a suo marito.

La gelosia e la delusione che descrive sembrano quindi legate a una ferita più ampia, connessa al sentirsi sola proprio mentre cercavate di costruire il vostro nido.
Più che cercare di “mandare giù” quanto accaduto, potrebbe essere utile dare spazio a questa delusione, per comprendere cosa ha cambiato dentro di lei e come poter ritrovare, nel tempo, un senso di sicurezza che oggi sente più fragile.

Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Andò

Dott.ssa Claudia Andò

Dott.ssa Claudia Andò

Milano

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