Problemi relazionali

Credo di essere sulla buona via della depressione

Laura

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Salve, sono una ragazza di 18 anni e credo di essere sulla buona via della depressione. Vorrei farmi aiutare ma ho problemi economici per cui non posso permettermi una terapia. Mia sorella, 3 anni fa ha lasciato la scuola l'ultimo anno di liceo e da allora non fa niente durante la giornata. Mia mamma poveretta lavora tutto il giorno, perchè mio padre è disoccupato ed anche lui per questo sta molto male. Nessuno di noi ha amici e sostegni e ciò mi fa star peggio di come sto. Ad aggravare la mia situazione c'è che 2 mesi fa il mio ragazzo mi ha lasciata, soprattutto per il mio carattere, che è veramente qualcosa di assurdo. Sono molto insicura e di conseguenza faccio molte stupidaggini. Vabbè sta di fatto che io non riesco a dimenticarlo, penso sono a lui, i miei voti sono peggiorati e quest'anno ho la maturità. Non faccio altro che pensare a cosa dirgli se dovesse tornare..Non riesco ad accettare il fatto che non tornerà più. Io so che lui con me non stava bene, non voglio che torni e fare l'egoista come molti hanno creduto, voglio solo riprendermi da questa rottura. Voglio smettere di pensarlo ma non ci riesco. Passo le mie giornate a dormire ma effettivamente sto ore e ore a pensare.Sono sempre stanca.Non ho amici, non ho nessuno. Senza di lui m'è caduto il mondo addosso. Non so più che fare. Voglio andare avanti. Mi aiuti.

14 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Laura,

comprendo la difficile situazione che stai passando e le vicende familiari e relazionali che non aiutano a migliorare la visione del mondo. Tuttavia è essenziale che tu riesca a ritrovare un certo livello di benessere e fiducia in te stessa. Stai per terminare gli studi e poi avrai l’opportunità di scegliere la tua strada, il tuo lavoro, il tuo futuro. Arrivare a quella scelta con una certa consapevolezza di ciò che sei, di ciò che vali e di ciò che desideri dalla vita, sarebbe un ottimo punto di partenza. Hai provato a prendere in considerazione i servizi pubblici, come i consultori familiari? il prezzo del ticket è molto inferiore a quello di una terapia da un privato. Inoltre, potresti essere seguita da psicoterapeuti tirocinanti (cioè che stanno ancora completando il percorso di specializzazione, ma sono comunque già laureati! e svolgono attività di volontariato presso questi reparti) con cui non si paga assolutamente niente. Io ti consiglierei di provare a chiedere..

Puoi contattarmi per qualsiasi altra informazione.

Un caro saluto,

Gentile Laura,

lei sembra descrivere una situazione di grande solitudine, nella quale gli unici legami che si hanno sono quelli vissuti all'interno della famiglia i cui componenti, chi per un motivo e chi per un altro, stanno attraversando anch'essi una condizione di difficoltà. La domanda che sorge spontanea allora è: a chi potersi appoggiare in questi momenti di crisi? Perché è assolutamente importante, in questi frangenti, poter contare su qualcuno o qualcosa che ci dia l'idea di non essere soli e, soprattutto, di non essere inutili. Se attualmente non ha rapporti significativi con qualcuno di esterno alla sua famiglia provi a concentrarsi su qualcosa che possa interessarla e stimolarla. In questo momento credo sia fondamentale che lei trovi qualcosa che le possa dare la forza di non fermarsi (non alzandosi dal letto..) e di andare avanti, con la speranza che facendo cose si possano intraprendere anche nuove relazioni (ed è qui che deve metterci del suo). Certo, riuscire a parlare con uno psicologo potrebbe esserle di grande aiuto, però non conosco abbastanza il suo territorio per poterle suggerire una soluzione “economica”. Per il momento la saluto e le faccio i migliori auguri.

Cara Laura,

descrive una situazione familiare difficoltosa e questo non la può aiutare. Però scrive anche di sua madre che lavora tuttto il giorno. Credo che sia un esempio importante di chi non si arrende. E' da seguire. Non si arrenda nemmeno lei e continui a studiare per la maturità. Non superare l'anno scolastico peggiorerebbe ulteriormente il suo umore. Il dolore che percepisce per la fine della storia sentimentale con il suo ragazzo può essere amplificato sulla scorta delle sofferenze familiari. Non deve perdere la speranza che anche suo padre si  rimetta a lottare per il lavoro e in generale. Forse di questi argomenti relativi ai soldi e al lavoro potrebbe parlarne con sua madre. Provi a separare e a non sommare le due problematiche ( famiglia e ragazzo). Non è mai opportuno "non fare niente durante la giornata" come, purtroppo, lei riferisce di sua sorella. Si imponga una certa disciplina di vita e di non dormire o rimuginare continuamente. Osservi il mondo esterno con maggior curiosità e si accorgerà che non esistono solo le cose negative, ma tante belle opportunità. E' consigliabile, specialmente alla sua età, frequentare gli amici. Cominci quindi a domandarsi come fare per coltivare delle relazioni amicali: la scuola è un buon inizio, ma ci sono molte altre opportunità e occorre saperle individuare: sport, associazioni di volontariato, non essere troppo selettivi, ecc.

Gentilissima, la tua situazione familiare è faticosa e difficile, dolorosa. Tuttavia, compiangersi e crogiolarsi nel ruolo di vittima non serve per risolvere i problemi concreti della tua vita. Sembra che siano i seguenti.

1. affrontare e passare l'esame di maturità: questo dipende solo da te e dalle tue capacità mentali di concentrazione, comprensione e studio. perciò, se vuoi, puoi adottare uno stile operativo e organizzarti per raggiungere questo preciso obiettivo.

2. sostenere e aiutare i tuoi familiari, sempre in modo pragmatico e operativo: abbracciare la mamma e aiutarla per alleggerirle i difficili compiti che assolve strenuamente tra lavoro e casa. Poi, cercare qualche lavoretto per sé e contribuire concretamente al menage familiare, incoraggiando il papà e tua sorella.  

3. il tuo ex è un ex, punto. Cerca di non rifugiarti nel compianto e nel sogno e sulle cause della rottura. Se studi e ti dai da fare per aiutare la tua famiglia, incontri persone e hai uno sguardo più curioso e attento a quello che ti circonda.

Come vedi la depressione c'entra poco, fatto salvo l'oggettivo peso del tuo contesto familiare; a 18 anni puoi considerarti una donna adulta e capace delle proprie scelte, uscendo dal modello della ragazzina più o meno incerta e imbranata.  Auguri,

 

Cara Laura

la fase che attraversi può essere definita di elaborazione del lutto,  la separazione da un legame importante quale quello con il proprio partner richiede tempi lunghi in cui il dolore si sopisce e la mente inizia ad abituarsi alla nuova realtà. Pertanto è normale che tu ti senta triste e che la tua giornata sia fatta di momenti in cui ritorni al passato ed altri in cui ti abbandoni al sonno, ma la difficoltà che attraversi può esserti utile per trarre da questa esperienza gli insegnamenti che un domani ti aiuteranno a scegliere con maggior consapevolezza la persona che ti accompagnerà e ti starà al fianco per coronare i tuoi sogni più belli. I consigli in questa circostanza a volte non aiutano, ma sappi che potrebbe esserti di gran giovamento fare uno sforzo di volontà ed impegnarti in piccole attività che ti arricchiscono e contemporaneamente ti gratificano, ad esempio scrivere, mettere nero su bianco la tua tristezza, leggere libri che raccontano storie in cui rispecchiare la tua sofferenza e attraverso i protagonisti trovare nuovi percorsi e nuove modalità per pensare e rielaborare il tuo vissuto. Raccontarsi e ascoltare esperienze in cui identificarsi può essere una strada per stare meglio del resto non è importante il modo in cui si cade e così facendo ci si fa molto male, conta invece molto di più il modo con cui ci si rialza. Buona Giornata!

 

Ciao Laura, la situazione che mi descrivi è molto complessa ed è comprensibile come questo sia per te un momento molto difficile. Il fatto di cercare aiuto è sicuramente sinonimo di maturità e dimostra come tu abbia la voglia di trovare le forze per affrontare quellla che è una situazione più grande di te. Penso sia molto importante che tu possa parlarne con qualcuno di persona, magari attraverso un percorso di sostegno che sia uno spazio per te, in cui poter parlare liberamente delle tue paure e difficoltà, e che possa supportarti nell'affrontare questo delicato momento della tua vita. Io ricevo esclusivamente privatamente, per cui qualsiasi intervento da parte mia va finanziato dal cliente stesso che lo richiede. Potresti rivolgerti ad un consultorio familiare, per accedere al quale solitamente è sufficiente un'impegnativa del medico di base. Lì ci sono degli psicologi, con cui puoi fissare dei colloqui ed eventualmente intraprendere una terapia. Potresti provare a chiamare il consultorio familiare di Ancona, chiedere se esistono altri consultori più vicini al tuo paese e farti spiegare la procedura per accedervi. Penso possa essere utile per te rivolgerti ad un servizio di questo tipo, in grado di offrirti di persona il sostegno di cui hai bisogno. In bocca al lupo!

Salve Laura,

mi ha molto colpito la sua richiesta caratterizzata dall'urgenza e dalla paura di un'evoluzione peggiorativa. Mi sembra di capire che il contesto familiare (per difficoltà proprie) e sociale (che dice essere assente) sia incapace di sostenerla in questo momento critico. Sta attraversando un periodo delicato ed è molto importante poter avere al proprio fianco un buon sostegno in momenti di crisi. Ha provato a rivolgersi all'ASUR della sua zona? Esistono strutture tipo il Consultorio Familiare o il CSM, nelle quali ci sono specialisti psicologi  con cui si può fare un percorso gratuito..

Resto in ascolto.

Cara Laura,

le tue parole mi fanno pensare che la tua famiglia di fronte alle difficoltà si sia ripiegata su sè stessa e abbia perso la capacità di reagire e di sperare in un futuro migliore. Finora la presenza del tuo fidanzato ti ha consentito di non sprofondare in questo atteggiamento rinunciatario, ma con la perdita del suo appoggio anche tu hai perso tutta la tua energia. Il mio invito Laura è trovare un psicologo che ti possa aiutare ad uscire da questo stato depressivo. Puoi sceglire di fare un percorso individuale, e se  la tua famiglia è d'accordo anche una terapia familiare potrebbe essere utile. Capisco le tue difficoltà economiche in questo momento , ma potresti informarti se nella tua città ci sono strutture pubbliche o convenzionate che offrono la possibilità di effettuare  un percorso psicologico magari pagando solo un ticket (es. Consultorio familiare o Sportelli per adolescenti). Chiedi aiuto fai qualcosa per te stessa  e non ti arrendere.

Saluti

Salve Laura, mi sembra che nella tua vita ci siano difficoltà concrete, ecomoniche, di isolamento sociale e che le persone della tua famiglia siano a loro volta in difficoltà. La depressione che vedi intorno a te non è l'unica strada; cerca di concentrarti su di te e sul tuo futuro, sui tuoi obiettivi e non sugli altri, su ciò che hai perduto.

Puoi provare a vedere se nella tua ASL di appartenenza puoi ricevere aiuto presso il Centro di Salute Mentale. Una terapia privata, infatti, ha un costo. Oppure vedere se nella tua scuola c'è uno psicologo scolastico a cui poterti rivolgere per ritrovare fiducia in te.

La frase da cui farti guidare la hai scritto tu stessa: "Voglio andare avanti". 

Buongiorno Laura, ho letto la tua domanda e capisco come puoi sentirti nel dover affrontare le problematiche di cui parli soprattutto in una fase della vita così delicata vista la tua giovane età. Vorrei innanzitutto dirti che se desideri un aiuto, pur avendo difficoltà economiche, hai alcune alternative: la prima è quella di rivolgersi al servizio pubblico, ossia tramite il tuo medico di base potresti farti fare un’impegnativa per dei colloqui psicologici e con questa metterti in lista d’attesa presso il Csm della tua città; la seconda è di rivolgerti ad uno psicologo privatamente ed effettuare alcuni incontri di sostegno ( questo per dirti che non per forza l’unica possibilità è intraprendere un percorso psicoterapeutico se non ne hai momentaneamente le possibilità).  

Detto questo credo che quando si attraversino periodi in cui tutto sembra andare male sia fondamentale rimanere ancorati alla realtà e non gettare la spugna. Quindi non lasciarti sopraffare dal sonno  ma dedicati alle cose della quotidianità rimanendo attiva. Tenere impegnata la mente è sicuramente ciò di cui hai bisogno in questa fase. Scrivi di non avere amicizie e sarebbe interessante capire  se ciò è legato al fatto che le hai perse perché ti sei fidanzata o se non sei riuscita a stringere rapporti per altre cause. Va comunque detto che se stai in casa non riuscirai a coltivarle, prova a metterti nelle condizioni di incontrare gente ad esempio facendo sport, frequentando un corso in palestra eccetera.

Da come scrivi mi sembri una ragazza che non vuole mollare ma che soffre dell’”isolamento”, della solitudine che si è creata soprattutto dopo la fine della storia amorosa. Se puoi cerca conforto anche dai tuoi genitori, apriti e non chiudere il tuo mondo nella tua stanza.

Cordiali Saluti

Cara Laura, vorrei aiutarti personalmente, e lo farei anche gratuitamente, ma la distanza che ci separa non lo consente dato che i miei Studi di Dietologia Psicoterapie Brevi e Ipnosi Clinica sono a Pescara e a Vasto, pertanto ti consiglio di rivolgerti a un Consultorio Famigliare della tua zona dove troverai uno Psicoterapeuta che ti assisterà gratuitamente. Ciao,

Ciao

mi pare che metti in evidenza tre problemi di fondo: situazione familiare precaria economiamente, difficoltà con la scuola e soprattutto difficoltà ad elaborare il lutto della  separazione con il tuo ragazzo.

Quest'ultima situazione dici che t'impedisce di vivere in maniera sana la tua vita quotidiana , ma sei abbastanza orientata a superarla e a  non star più male perchè lui ti ha lasciato.

Sei sulla buona strada! Chiediti che cosa ti manca di questo ragazzo e  quali bisogni soddisfaceva la sua vicinanza e poi vedi  in che modo puoi sostituire queste tue esigenze, cioè in che modo puoi soddisfare questi bisogni senza di lui, con chi o con che cosa puoi sentirti ugualmente bene. Fai dipendere da te la scelta della  soluzione dei problemi  e non delegare ad altri, come unici salvatori.

Chiediti bene cosa vuoi ora e quali priorità vuoi dare alla tua vita tenendo conto della situazione generale in cui ti trovi.

In questo momento la scuola potrebbe essere un obiettivo primario proprio perchè hai la maturità.

Ricordati sempre che tu sei OK così come sei e che le cose che non ti aggradano puoi sempre vedere come cambiarle facendo dipendre da te le soluzioni. Sentiti importante per te e capace di voler incidere sulle tue scelte.

Vivi il momento e chiediti sempre qual'è "la cosa che posso fare io ora per far andare le cose come vorrei".

Parti dal fatto di accertarti così come sei e confidare in quello che tu potrai realizzare anche con eventuali errori.

La depressione arriva quando non abbiamo più fiducia in noi stessi.

Cara, la tua situazione è molto difficile. E' necessario un supporto psicologico, che ritengo fondamentale in questo momento della tua vita, per rendere consapevole e smussare gli aspetti che tu ritieni negativi del tuo carattere come l'insicurezza di cui parli. Ci sono Consultori gratuiti che supportano psicologicamente le persone in difficoltà e sono presenti in uttue le città o paesi d'Italia. Questo può essere un buon modo per rivedere e affrontare inodi problematici della tua vita.

In bocca al lupo

Gentile Laura, mi sembra che tu abbia già deciso che la cosa più dignitosa per te sia quella di accettare la separazione dal tuo ex ragazzo.

Ti devi rassegnare riguardo al fatto di poter "non pensare a lui" in quanto i pensieri non puoi controllarli. La mente fa questo: pensa.

Il problema non è non pensare ma accettare la situazione presente, per come è, la sofferenza ad esempio. Questo ridurrebbe la sofferenza di "dover" non pensare e ti aiuterebbe a rimanere in contatto con il momento presente senza rischiare di perdere, ora, tutto ciò che la vita di può presentare.

Se ti arrendi a tutto ciò i tuoi pensieri scivolano via. Arriveranno comunque, staranno un pò, ma se non li trattieni,  e invece li accetti senza criticarti, li osservi come un testimone esterno che guarda un film, fatto dei tuoi pensieri, poi questi, come una didascalia che scorre su uno schermo, scivolano via dopo un pò.

Ti consiglio di leggere un libro: "vivere momento per momento" di J. Kabat Zinn

In bocca al lupo

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