Difficoltà nel relazionarmi ed insicurezza con le ragazze

Dario

Salve, sono uno studente di 21 anni.
Da sempre ho avuto difficoltà nel relazionarmi, o meglio, all'apparenza posso sembrare un tipo spavaldo e sicuro di se, ma ho capito che questo è solo uno scudo che mi creo verso gli altri.
Ho assunto una posizione da "Lupo solitario" autoconvincendomi che stando da solo sto bene, anche se certe volte la mancanza di affetti e di amicizie reali si fa sentire. Ho sempre coltivato le amicizie ma più di un "Ciao come va?" non sono mai andato, sia per paura di una delusione, ma anche perchè penso/avo che da solo potevo risolvere e fare tutto, da solo potevo stare bene.
Nella mia vita ho scelto di stare da solo, quelle poche ragazze con cui sono uscito dopo un po' mi stancavano, mi sentivo meglio con me stesso, che con loro. Giunti in questo periodo della mia vita, adesso mi sto stancando di stare solo...ho voglia di una ragazza, un amico che mi dia una pacca sulla spalla e mi chieda anche di uscire per una volta. (In passato ho ricevuto questo tipo di attenzioni, ma per il fatto che da solo stavo bene, ho sempre declinato).
Con le ragazze è ancora peggio, ogni qual volta che provo ad approcciare mi vengono in mente mille domande, cosa le dico, cosa faccio e se mi rifiuta a priori? Un'altra delusione? Meglio di no.... E per non ricevere una delusione, elimino il problema alla radice, non le parlo direttamente o neanche ci provo.
Ho capito che il mio sta diventando un serio problema nel relazionarmi con gente nuova. Ho paura di sbagliare e di ricevere solo delusioni.
Meglio vivere in questo stato d'angoscia e starmene da solo e non ricevere nessuna delusione, oppure tentare e ricevere porte in faccia?
Ho scritto qui perchè ormai sono saturo della mia vita e di come sta andando a finire.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Dario,

"Ho capito che il mio sta diventando un serio problema nel relazionarmi con gente nuova. Ho paura di sbagliare e di ricevere solo delusioni", intanto mi sento di dirle che la consapevolezza di ciò che ci crea disagio è il primo passo per cambiare le cose e migliorare la propria vita, e non è scontato. Lei lo hai fatto.

Bisogna comprendere, ora, cosa ci sta alle spalle di questa difficoltà, cosa la frena dal sperimentarsi nella vita relazionale e di correre quei rischi che inevitabilmente ad essa sono correlati (delusioni, tradimenti, ferite, incomprensioni). Il timore di soffrire le preclude la possibilità di gioire e godere di una sana e varia vita sociale, imprescindibile condizione per vivere una vita sana e soddisfacente.

Le consiglierei di iniziare un buon lavoro psicologico che le possa consentire di conoscere meglio se stesso e l'ambiente familiare in cui è cresciuto, per individuare debolezze, ma soprattutto le risorse che sicuramente ha e che finora non ha potuto sfruttare.

Resto a disposizione per ulteriori necessità

 

P.S. ..."Ho scritto qui perchè ormai sono saturo della mia vita e di come sta andando a finire

Il fatto di aver chiesto aiuto indica la voglia, quindi la possibilità, che a finire sia solo questo stile di vita insoddisfacente....questo è un inizio!

Buongiorno Dario,
le sue molte domande (difficolta relazionali con gente nuova, insicurezza con le ragazze, la posizione di lupo solitario, paura di sbagliare, delusione, stato d’angoscia, stanco di essere solo) sono significative dello stato emozionale in questo momento della sua vita e necessiterebbero di essere affrontate in una sede diversa con un professionista.
Se si teme di affrontare una situazione di solito la si evita, si preferisce tirarsi indietro piuttosto che apparire non idonei oppure per timore del fallimento …però si ingigantisce la paura conducendo spesso al peggioramento del problema ostacolando aree di vita della persona.
Il non provarci non elimina il problema alla radice. Uno dei modi efficaci per gestire gli eventi che creano problemi è affrontarli confrontandosi con la paura. Sperimentare in modo graduale le situazioni temute porta ad una riduzione della paura attraverso il tentativo volontario.
Le suggerisco un libro “Più forte dei no”.
Spero di esserle stata d’aiuto.
Cordialmente