Problemi relazionali

Figlio 22enne problematico e infelice

Claudio

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Mio figlio 22enne ha chiuso da anni con amici, ragazze, scuola, sport. Lavori occasionali e casa, chiuso in camera. Difficoltà per qualsiasi rapporto con persone e anche con noi. Non ride da anni, non è felice, tutto è solo un problema. Schiva il dialogo e non riesce ad aver più interessi nè progetti. Ha perso anche i pochi amici che aveva. Non sappiamo più come fare e come parlargli in quanto non accetta nessun dialogo. In passato approcci con psicologi tutti finiti presto e male.
Mia moglie ed io stiamo malissimo, lui è un bel ragazzo, sano ma è come che rifiuti la vita.Si stà chiudendo in una solitudine assurda. Abbiamo tentato con le buone e con le "minacce". Risultato : siamo 3 infelici.
AIUTO!

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Claudio,


capisco la grande difficoltà in cui vi trovate, consiglio a voi due genitori un percorso di psicoterapia che possa aiutarvi a comprendere che cosa può essere successo a vostro figlio da portarlo ad un tale isolamento.


Comprendere che cosa possa essere successo alla vostra relazione.


Comprendere per potere cercare una qualche strada di incontro e di dialogo che possa aiutarlo a superare questa situazione.


Il confronto con un professionista non coinvolto nelle vostre dinamiche mi sembra indispensabile.


Cordiali saluti 


Dott.ssa Maria Gurioli


 


 

Gentile Claudio,


capisco e percepisco la difficoltà, la paura e il dolore che possiate provare nel vivere questa situazione. Quello che le suggerisco, innanzitutto, è di affrontare insieme a sua moglie un percorso di psicoterapia, che possa aiutarvi in primo luogo a comprendere ciò che sta accadendo all'interno del nucleo familiare e specificatamente in vostro figlio, e ad apprendere inoltre come gestire e affrontare tutto questo, promuovendo un dialogo costruttivo, l'ascolto attivo ed empatico e una maggiore capacità di accogliere il sentire di vostro figlio, fungendo da contenitori emotivi per il suo vissuto.


Cordiali saluti


Dott.ssa Martina Patruno


Psicologa clinica e dell'età evolutiva, Psicoterapeuta, Analista Transazionale Certificato, Esperta in Psicologia Investigativa, Psicologia Forense e Psicodiagnostica applicata in ambito civile e penale

Buonasera Claudio, dal suo messaggio capisco il dolore e anche la sfiducia nella possibilità di cambiamento.  Dalla sua mail mancano alcune informazioni per poter avere un quadro più chiaro della situazione :suo figlio riesce a uscire di casa e lavorare? relazioni on line sono presenti? Da quanto tempo é insorto il problema? L'isolamento forzato di questo ultimo anno ha peggiorato la situazione? La riduzione delle uscite è dei contatti sociali è aumentata in questi ultimi mesi;lo dico perché sappiate che sul territorio ci sono molte realtà di gruppi per i familiari che convivono in situazioni analoghe. Consiglio di rivolgervi a un terapista familiare che possa consigliarvi il tipo di percorso più adatto per trovare un nuovo equilibrio. Cordiali saluti, Dott.ssa Serena Fiorini 

Gentile Claudio, 


ho letto con attenzione le sue parole e la prima cosa che mi sentirei di consigliarle è senz'altro quella di provare, insieme a sua moglie, ad affrontare un percorso di coppia che vi aiuti a gestire la situazione con vostro figlio specialmente nel modo di tentare un dialogo costruttivo ed accogliente e di ascolto. Allo stesso tempo che vi permetta di esplorare il dolore che provate nel vivere "sotto lo stesso tetto", questa situazione di fragilità e dolore.


Avendo già tentato diversi approcci con professionisti però conclusi malamente, sarebbe opportuno indagare meglio su quali siano state le motivazioni che abbiano spinto il ragazzo a non continuare, e cosa in buona sostanza non abbia permesso a vostro figlio di sentirsi a proprio agio per costruire basi di alleanza terapeutica fondamentali all'interno di ogni approccio terapeutico.


Mi sentirei anche di suggerirle, magari proprio lavorando specificamente su questo insieme a sua moglie con un professionista della relazione, di accogliere il sentire di suo figlio, anche se doloroso. Anche se di difficile comprensione; anche se sembra porsi in antitesi con la vita che vi eravate immaginati per lui. Credo che solo lavorando sulla fiducia incondizionata e sul contenimento di questo stato di enorme sofferenza sarà possibile trasformarlo in qualcos'altro.


Se volesse approfondire la questione, si senta libero di contattarmi privatamente dalla pg dei miei contatti.


Le auguro una buona giornata, si faccia coraggio

Buongiorno Claudio. Come prima cosa sarebbe importante capire cosa non sia andato nei precedenti percorsi di terapia per riuscire a iniziarne uno nuovo su basi differenti e più congeniali alle necessità di suo figlio. Approfondendo inizialmente con il vostro aiuto le sue caratteristiche introdotte ora generalmente, potrebbe essere un primo passo verso un nuovo tipo di percorso.
In questo momento, oltre a rivolgervi ad uno specialista, è fondamentale che vi dimostriate supportivi e accoglienti nei confronti della sua voglia di isolarsi, così da offrirgli una sorta di “contenimento emotivo” per quello che lui sta provando.
Ritengo possa essere utile a tutti un confronto con uno specialista per approfondire i dettagli di questa situazione.
Se decideste di intraprendere questa via, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

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