Problemi relazionali

Ho problemi nelle relazioni sociali, come posso reagire?

Marco Cocco

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Buongiorno, mi chiamo Marco.
Sono sposato da 30 anni, dopo il matrimonio sono sopraggiunti svariati problemi economici e non, che ci hanno costretto prima a spostarci dalla Lombardia a Roma e poi a  peregrinare nella provincia con diversi traslochi, che hanno acuito il mio problema.
Convivo con questo disagio da anni ormai, è iniziato lentamente e piano piano negli anni ho chiuso le porte a varie relazioni sociali, vecchie e nuove, riducendo le amicizie e chiudendomi in un introversione che blocca ogni possibilità di interazione sociale.
Non che da ragazzo fossi estroverso, ma comunque sia, non avevo difficoltà nel creare amicizie e nel coltivarle, ora mi ritrovo a non avere più nessuno vicino ed ho portato in questa situazione anche mia moglie. Durante nostre serate e WE ci trovano sempre soli ed incidono in maniera grave sul nostro rapporto, ormai non ci parliamo quasi mai, ognuno negli occhi dell'altro vede I problemi che ci accompagnano, le nostre paure per il futuro e la nostra solitudine.
Fortunatamente I nostri figli, ormai grandi, non hanno questo problema.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro Marco,


mi dispiace molto per la sua difficoltà nelle relazioni sociali e sicuramente, come ha anticipato lei, i suoi continui spostamenti lavorativi per problemi economici non l’hanno aiutata. Oltretutto lei si trova in una fase particolare della  vita in cui i figli sono ormai grandi e quindi l’impegno per la loro crescita e supporto è gradualmente diminuito e non è raro che molte persone della sua età si ritrovano a dover ripensare a costruire delle nuove routine. Ovviamente non ho molte informazioni per comprendere a fondo  il significato del sintomo che lamenta,  ma se sente che questa solitudine sta minando anche la relazione con sua moglie credo che potrebbe essere utile iniziare un percorso di terapia di coppia che vi dia la possibilità di ripensare al vostro rapporto sotto un’altra luce per ridefinire le basi di un nuovo modo di stare insieme che vi apra soprattutto verso l’esterno . La esorto quindi a riflettere sul fatto che le difficoltà che si presentano in alcune fasi della nostra vita possono essere delle opportunità per migliorarci e costruire nuovi modi di stare insieme alle persone che amiamo.  


 

Buonasera, colgo dalle sue parole un forte disagio che si è piano piano accumulato nel tempo. Nella mia mente si aprono diverse domande: che significa disagio per lei? Cosa le accade quando sta con gli altri? Cosa prova, cosa sente? Cosa pensa  dovrebbe sentire? Spesso ci costruiamo delle teorie su come dovremmo essere noi, su come dovremmo sentirci e comportarci e poi di conseguenza ci facciamo teorie anche sugli altri. E così sfuggiamo da come siamo davvero e non facciamo i conti con ciò che siamo veramente. Ci allontaniamo da noi. E non ci rendiamo conto che il problema non siamo noi, ma l'idea rigida che ci siamo costruiti. Quindi sarebbe interessante per lei chiedersi cosa le sta accadendo ora, ma per avvicinarsi di più a ciò che è lei e ritrovare la libertà di essere se stesso. Senza teorie, nel caso esse ci fossero. Saluti.

Buongiorno Marco, sono la dott.ssa Alice Tiranti, psicologa e counselor. Credo che le sue difficoltà, dopo un'attenta comprensione, possano essere affrontate e risolte. Ovviamente dovrei conoscere più approfonditamente la sua storia per poterla aiutare.
Per ricevere maggiori informazioni o per fissare un colloquio conoscitivo mi può chiamare o scrivermi ad alice.tiranti@gmail.com.
Buona giornata

Buon giorno Marco, le consiglio di parlare con qualche terapeuta per capire da cosa è dovuto l'isolamento del quale parla. Potrebbe essere legato al trasferimento e quindi alla difficoltà di integrarsi in un nuovo contesto, oppure a delle delusioni. Questo isolamento riguarda le amicizie o è anche verso gli interessi o gli hobby?  Se anche sua moglie ha difficoltà ad instaurare una vita sociale oppure é dipendente dalle sue scelte potete chiedere anche delle consulenze in coppia. Cordiali saluti 

Buongiorno Marco,


c’è differenza tra solitudine e isolamento. Lei, da come scrive, “si è fatto solo”, ovvero si è isolato per scelta e per cause personali che evidentemente non ha voluto affrontare anche con un aiuto professionale. Ora, conscio degli effetti dell’isolamento vuole tornare alla vita. Per tornarci, lei ha due possibilità: la prima, la più ovvia, è quella di “aprire la porta del cuore” agli altri con semplicità e tornare a mettersi in contatto con le persone vecchie (se lo desidera) e a crearne dei nuovi. Se il suo cuore è aperto, sarà facile anche aprire la porta di casa per accogliere e anche per uscire fuori e andare nei contesti che lei più gradisce. Se anche i gesti più ovvi di socialità le risultano complicati, allora chieda un aiuto professionale. Questo le sarà certamente utile per approfondire la natura dei blocchi che lei mette tra sé e gli altri. La sua vita personale e coniugale potranno modificarsi a patto che lei sia desideroso di aiutarsi e di farsi aiutare a dare avvio ad un cambiamento. Tutto è risolvibile. A patto di volerlo veramente, non solo con il pensiero, ma anche con azioni di cuore.


Vedrà che cuore e volontà la aiuteranno ad andare nella direzione a lei più gradita. Marco, non si blocchi agli ostacoli che potrà incontrare, ma lavori su di sé per abbatterli.  


 


Cordiali saluti

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