Problemi relazionali

Perchè è diventato faticoso relazionarmi con gli altri ?

francesca

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Buongiorno, ho 55 anni sposata da 25, lavoro da 30 e con due figli (che adoro) di 24(F) e 19 (M) in menopausa da 2 anni (posso usarlo come alibi?).

Ho notato da tempo la mia difficoltà a relazionarmi con gli altri, non ho argomenti, non ho stimoli, non trovo nessuno per cui valga la pena di sforzarsi...ma per parlare poi di che? Della società che va a rotoli? Del tempo? Degli extracomunitari? E allora preferisco stare a casa a guardare la tv (è grave , vero?).

Io e mio marito frequentiamo diversi gruppi di amici/conoscenti (lui è il mio opposto, parla e vuole parlare con tutti) con i quali io non ho sempre voglia di uscire, con alcuni eviterei proprio, ma è lui a spingere per avere una decente vita sociale.

Le mie amicizie divertenti e arricchenti risalgono all'università, ma poi col matrimonio ho scelto di farle morire nel dimenticatoio per assecondare i gusti e le preferenze di mio marito, so che ho sbagliato ma è nel mio carattere: ogni volta che avevo un fidanzato frequentavo solo i suoi amici, salvo poi recuperare i miei una volta single.

Ma ormai dopo 25 anni è impossibile ricacciare dal cappello i miei vecchi amici e farmene di nuovi? Bellissimo!!! Ma come si fa? ...io sono quella che non ha argomenti, non ha stimoli, non trova nessuno per cui valga la pena di sforzarsi......e il cerchio è chiuso.

Non penso di essere depressa, ma annoiata di sicuro. Ieri mi sono imposta di andare al mare dai miei nipoti e poi a trovare mia sorella (con i miei fratelli è facile), ma ne avrei fatto a meno. C'è un rimedio?

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Signora Francesca


la risposta alla sua domanda è scritta in realtà già nella lettera che ha inviato. Il suo è un malessere che affonda le radici nel passato, nella trascuratezza di lei stessa, dei suoi interessi, delle sue amicizie, delle sue passioni. Una vita dedicata agli altri in modo amorevole e gratificante certamente, ma oggi comincia a mostrarle le controindicazioni. I figli sono cresciuti e ha un marito con cui condivide poche passioni. Sta attraversando, inoltre, un periodo della sua vita, la menopausa, che costringe ogni donna a fare un po' I conti con se stessa. Ma, per rispondere alla sua domanda, il rimedio esiste! Lei ha tutto il potere necessario per cambiare e migliorare la sua condizione.


Se pensa di aver bisogno di un aiuto, le consiglio di rivolgersi ad un professionista.


Resto a sua disposizione per ulteriori informazioni.


Cordiali saluti

Buongiorno Francesca,


il suo cuore sembra essere chiuso agli altri.


"Non trovo nessuno per cui valga la pena sforzarsi". Tale sua affermazione fa trasparire  di Lei una certa severità di opinione e di giudizio nei confronti degli altri.


Francesca, se Lei ritiene che gli Altri non siano abbastanza degni della sua attenzione e considerazione, difficilmente potrà vivere  cambiamento significativo nella sua vita di relazione con gli altri, poiché dove non c'è apertura e accoglienza verso l'altro, nessuna relazione umana può crearsi. 


Spero che queste mie parole possano aiutarla a riflettere.


Resto a disposizione. 


Saluti cordiali 


 

Gentile Francesca, proprio in questa rinuncia a sè, coltivata negli anni, sta il problema. Forse fin tanto che le sue giovani ragazze erano ancora bambine bisognose ha sentito meno il vuoto, che ora, probabilmente, è lì davanti e non ci sono più strumenti di distrazione. Non si può più rimandare. Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia per andare a riscoprire quelle parti di lei a cui non ha mai permetto di avere voce, desideri mancati, passioni sopite. Per ciò che riguarda la menopausa è sicuramente un' aggravante in tema di umore, ma non è certamente la causa.


Faccia questa cosa per sè stessa. Il passato non lo possiamo cambiare ma il punto di vista sulle cose si.


Le consiglio un collega con approccio Strategico


Cari Saluti

Salve Francesca,  io non parlerei di difficoltà relazionale, ma di una forte  insoddisfazione.  Appare molto critica nei suoi confronti e tende a denigrarsi e a colpevolizzarsi.  Sarebbe da chiedersi per quale motivo  asseconda gli altri: perché è meno faticoso  lamentarsi che cercare soluzioni   oppure perché pensa che la sua opinione sia poco importante  e non degna  di essere ascoltata? Come mai ha, da sempre, messo da parte i suoi interessi privilegiando quelli dei  suoi compagni? Solitamente ciò si verifica  quando si ha  timore di tradire le aspettative degli altri e perché ci diamo troppo poco valore. E poi  perché tracciare una linea netta tra i suoi interessi e quelli di suo marito?  Trovo che questa divisione drastica sia poco funzionale al benessere della coppia.  Ha  mai provato invece ad ascoltarsi e a focalizzare  l'attenzione soltanto  su sé  stessa in nome di un sano egoismo?  Trovo molto strano che non ci sia niente che la possa interessare e stimolare;  forse in questa fase della  vita in cui  i figli sono cresciuti  e richiedono minori energie,   si sente un po'  svuotata. Parlando dei suoi figli  tiene a precisare  che li  adora, quasi a far trapelare un sottile   senso di colpa nei loro confronti. Sono certa che se lei  provasse a rendere la sua vita più soddisfacente, i suoi figli, in primis, ne trarrebbero giovamento e forse anche la sua vita di coppia. Se tra lei e  lei e suo marito esistono differenze riguardo ai gusti e agli interessi non è un problema, ciò che conta è che nessuno dei due  soccomba o faccia rinunce troppo severe per accontentare l'altro. Adesso che ha, credo, più tempo si occupi di sé stessa, facendo quello che le piace, frequentando corsi con tematiche arricchenti come ai tempi dell'Università. Ha ancora molti anni davanti a sé, li viva nel migliore dei modi amando sé stessa. Stare davanti al televisore, non è da lei. Ne prenda atto. Tanti cari auguri


 

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