Relazioni personali e cibo

LUCA

Buonasera,
vi scrivo in quanto da un'anno a questa parte sfogo la mia "frustrazione" sul cibo.
Non accade tutti i giorni , ma in determinati momenti della giornata sembra che non possa fare a meno di mangiare....svuoto il frigo e se non basta compro cibo spazzatura. Durante il pasto provo "benessere" (se cosi si può dire...) , una volta terminato mi sento in colpa per aver esagerato.
Non sono un tipo estroverso lo ammetto , sono molto "solitario" nelle mie abitudini (come diceva una mia ex) ma ho degli amici e non mi dispiace stare in loro compagnia. Ho avuto diverse relazioni sentimentali , l'ultima terminata pochi mesi fa.

Nonostante la mia "discreta" vita sociale , non riesco a capire quale possa essere il motivo del mio malessere , provo a "scavare" ma non riesco a trovare una possibile motivazione.
Ammetto che da un pò sento l'esigenza di condividere il "mio tempo" con qualcuno , essere presente per questa persona e provare a costruire qualcosa d'importante.
Penso (probabilmente sbagliando) che una relazione possa aiutarmi a "colmare" quel vuoto....

Mi sbaglio?

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Luca,

  da come descrive la sua difficoltà potrebbe essere dettata da una causa di solitudine o bisogno di "riempire" questo vuoto. 

Emerge inoltre una importante determinazione di stare in una relazione e di viversi non più solo come uomo ma anche come compagno. Lei esce? Ha amici? Come corteggia una donna? 

Le consiglio inoltre di valutare anche un breve percorso di psicoterapia individuale per poter capire meglio questo bisogno di "coccola", "vuoto da riempire" per trovare le sue risposte e possibili strategie personali.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza online.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentile Luca,

il suo ricorso al cibo, alla classica "abbuffata", per colmare un vuoto di altro tipo, è un comportamento abbastanza comune. Ciò non significa che sia da ignorare o sottovalutare, sia per motivi di salute fisica, sia psicologica. Da questo punto di vista credo abbia fatto proprio bene ad esternare ciò che le sta accadendo. Per comprendere il meccanismo che dà il via a questo comportamento e quando ha avuto origine, avrà bisogno dell'aiuto di una persona esperta, che la guidi in questo percorso. Ho trattato diverse volte questo disturbo ed è possibile risolverlo o ridurlo considerevolmente con la giusta terapia.

Se vuole sono a disposizione per altre informazioni tramite il modulo dei contatti.

Molti auguri

Dr.ssa Francesca Fontana