Problemi relazionali

Riesco ad avere solo relazioni amorose disfunzionali.

Miriam

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Salve, nella mia vita ho avuto due relazioni serie, entrambe sono state con persone con diversi disturbi personali, come il narcisismo, la manipolazione e la mancata espressione delle proprie emozioni. Ho notato una mia tendenza ad interessarmi ad un ragazzo, solo se esso dimostra di avere qualche problema personale, altrimenti lo considero noioso e non adatto a me. Spesso penso di poter aiutare queste persone a migliorarsi, ma ciò è a discapito mio. Ora ho un rapporto di “amicizia con benefici” con un ragazzo, lui ha molti problemi con la figura femminile e ha idee estreme sulle donne e le relazioni. A volte mi sento sminuita da lui, fisicamente e anche moralmente, perché ad esempio, non avrò mai lo stesso valore di una ragazza vergine. Lui dice che di me non ha un’opinione negativa, perché mi considera un’amica e dice di fare discorsi con me che con altre persone non fa.
Nonostante io non provi dei sentimenti per lui, mi sento legata e ho paura che decida di rompere i rapporti con me, essendo instabile nelle relazioni interpersonali. Per quanto riguarda questo ragazzo sento di avere un legame con lui perché grazie a lui mi sono quasi sbloccata in ambito sessuale, sfera in cui riscontro diversi problemi a causa di concezioni negative di me stessa.
Vorrei indagare le cause di tutti questi problemi, anche se non mi turbano quotidianamente, e vorrei sapere se possa essere utile rivolgermi ad un professionista o aspettare che tutto ciò passi con il tempo.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno,


questo testo è molto chiaro e sincero e La ringrazio per questa Sua apertura e punto di vista, che potrebbe anche essere utile a molte altre persone che vivono situazioni relazionali affini. E' interessante che Lei si chieda se approfondire ciò che vive e ha vissuto perchè significa che si interroga e non sente che ciò che esperisce dipende dal fato, dagli altri, dai fatti, dal mondo esterno, da qualcosa di oggettivo, dalla sfortuna, bensì si chiede se c'è qualcosa di soggettivo, se c'è qualcosa del proprio mondo interno che costruire la realtà esterna e influenza le relazioni, Relazioni che nel Presente non la portano scoprire e a realizzare i propri desideri.


Sentirsi "legata" e sentire "paura" (così come alcuni sentono "gelosia", "possessività", "sfiducia") non dipende, come Lei scrive, dai propri sentimenti ma dal nostro mondo interno e spesso attiriamo ciò che temiamo.


Alcuni dicono "soffro profondamente di gelosia perchè sono profondamente innamorata/o" o "soffro e mi sento sminuita/o, svalutata/o, rifiutata/o perche' il partner mi tratta male", ma il nodo non si scioglie perchè stiamo guardando fuori da noi e non dentro, stiamo ragionando in base alle nostre credenze profonde invece che misurare le cose nell'Esperienza.


Le consiglio di rivolgersi a una Psicologa o Psicologo e Le auguro di cuore di arrivare a conoscere meglio se stessa, aver più consapevolezza delle proprie modalità relazionali e di realizzare così i Suoi nuovi progetti...

Gentile Miriam,


in una relazione di coppia sana, ci si sente compresi, accettati e si vive in uno stato generale di benessere e soddisfazione.


Una relazione disfunzionale invece fa sentire insicuri e oggetto di critica da parte dell'altro, e per questo le persone si impegnano di più a cercare di soddisfare le aspettative altrui e a mettere in secondo piano il soddisfacimento dei propri bisogni. Si arriva alla sensazione che snaturare se' stessi sia l'unico modo per essere all'altezza del partner.


Quando si sceglie di mettersi in simili relazioni, lo si fa perché nelle prime relazione avute, si è imparato a soddisfare l'altro, piuttosto che ascoltare i propri bisogni, per sentirsi amato e accettato.


La terapia in questi casi è davvero utile per  analizzare e consapevolizzare modalità di relazione abituali e,  mettere in atto il processo di cambiamento desiderato.


La relazione terapeutica sarà il luogo in cui mostrare le sue esperienze passate e costituirà un'occasione di apprendimento nuova per lei, che avrà la possibilità di sperimentarsi in alternative più funzionali, consolidarle in un ambiente protetto e portarle nella sua vita, all'esterno.


Grazie alla terapia avrà, inoltre, modo di sperimentare quella continuità nelle relazione che le è mancata in passato. 


Un saluto.


 

Gentile Miriam,


lei descrive con molta consapevolezza, per la sua giovane età, meccanismi che la portano a legarsi a uomini che non sono equilibrati e che la fanno sentire in qualche maniera inadeguata. 


Quindi lei si innamora di persone che deve “riparare” prima di poter essere contraccambiata come desidera, e cerca protezione e consolazione sempre in questi ragazzi che sono gli stessi che la fanno soffrire. 


Dove ha imparato che stare in una relazione intima debba comportare tale sofferenza?


tale schema interno la guida nella ricerca del partner e nel mantenimento di tali relazioni disfunzionali. 


Una psicoterapia che comprenda anche un percorso Emdr può senz’altro aiutarla a capire l’origine di tali meccanismi, ad elaborare le emozioni connesse e a liberarsi di tali schemi. 


Un caro saluto 

Gentile Miriam, intraprendere un percorso psicoterapeutico richiede motivazione e responsabilizzazione in merito alla scelta; per tale motivo, solo da Lei può venire la spinta a cominciarne uno. Senza dubbio da ciò che scrive emergono alcune difficoltà (nella sfera sessuale, nei rapporti affettivi, nella ricerca di identitarietà rispetto ad alcune Sue esperienze relazionali) che, benché giustamente Lei sottolinea non siano causa di costante sofferenza, sembrano bloccarla e rallentarla rispetto a una progettualità identitaria secondo autenticità. Se le Sue modalità di essere-con (sè stessa in primis, e Altri significativi poi) sollevano in Lei interrogativi e sensazione di essere in qualche modo appesantita e legata, ritengo valga senza dubbio la pena di indagarne i motivi e le sfumature, per permetterLe di vivere al meglio le Sue relazioni e di progettarsi nel futuro con fiducia, serenità e autenticità. Sarebbe non etico prevedere una traiettoria di sviluppo di queste Sue difficoltà, in quanto contesto e storia di vita concorrono costantemente a rimodulare il nostro domani, ma posso pensare sia più facile che permangano, piuttosto che "passino da sole", se non debitamente affrontate. Si rivolga a un professionista nella Sua zona e provi a impostare un percorso secondo obiettivi concreti e percorribili: sono certo che ne trarrà beneficio. In bocca al lupo! A disposizione, cordialità 

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