Problemi relazionali

Voglio parlare con i miei genitori

cris5

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Vorrei avere una rapproto migliore con i miei genitori.

Passo dall'essere dipendente all'essere infastidita da loro.
Non sono più adolescente, ma sto passando quella fase di crescita, con l'aiuto di un terapeuta.
Ho fattod dei miglioramenti (sono passata da anni di isolamento a fare piccoli lavori) ma nessuno sembra accorgesene e vengo molto spesso criticata dai miei genitori che d auna parte vorrebbero si evdermi autonoma, ma non volgiono rinunciare alla figlia obbediente. 

E' chiaro che hanno delle problematiche irrisolte.
Ora sto progettando un viaggio di un mese all'estero per studire e per testarmi da sola. Sono mesi che ci penso e non l'ho ancora detto. Ogni giorno i miei tornano a casa dal lavoro e io mi innervosisco, perchè mi chiedono costantemente se ho trovato lavoro o farà il paragone tra me e figli altrui.

Io per ora ho scelto dei lavori saltuari, perchè mi permettono di sperimentarmi, di imparare a sbagliare senza che ciò diventi un peso eccessivo.

Sto risparmiando tanto e mi sto impegnando tanto cercando di superare la paura del lavoro e delle coe nuove e di sbagliare per questo viaggio.
Rischio di non fare più nulla, ma non so proprio come comunicare con loro, senza che scoppi a piangere, mi arrabbi e finiamo per litigare.

  A parole il discorso è saltato fuori durante una serata tra amici: sarebbero disposti a pagarmi pure il volo e che io non devo aspettare il loro permesso per farlo. So che in realtà non è così, perchè mi assillano e mi tappano le ali su tutto e faticano a tollerare che io possa sbagliare o che faccia le cose senza di loro.

cosa posso dire e fare per essere convincente? cosa posso dire? quando?

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno,


mi sembra di capire dalle cose che scrivi che tu sei già a buon punto della strada per la tua emancipazione che tu abbia la pazienza e la costanza giuste per poter intraprendere nuove esperienze.A volte i preconcetti ima soprattutto le paure impediscono di vedere le trasformazioni che sono avvenute nei figli. I tuoi forse sono ancora in questa posizione o forse, da entrambe le parti, sia tue che loro, sussiste una profonda ambivalenza fra il desiderio di lasciarti andare e quello di restare ancora lì. A volte nelle persone che hanno relazioni molto importanti accade proprio questo, la confusione di desideri opposti si semplifica esasperando le differenze fra persone e così un problema che era interno diventa esterno.


Con il tuo terapeuta proverei a cercare di capire quanta parte di te ha ancora voglia di restare a casa ,di non avventurarsi nel mondo e di essere dipendente. Se guardi e sciogli quella, riconoscendo che, rispetto alle scelte più importanti, in tutti sussiste una certa ambivalenza fra la voglia di andare e quella di restare.credo che riuscirai a sciogliere anche le riserve e le paure dei tuoi. In ogni caso sarai consapevole di quanto a volte nascondiamo nella realtà quello che ci appartiene.


Con il tuo terapeuta

Salve....Lei è già a un buon punto del suo percorso di cambiamento, e come sempre accade ciò che cambia può spaventare e disorientare coloro che ci circondano. Credo che la strada che sta percorrendo è quella giusta e le permette di essere libera di crescere, ma al contempo è giunto il tempo di responsabilità e di comunicazione dei propri bisogni reali ai suoi genitori. Magari visto che un collega già la segue può farsi aiutare facendo un incontro di terapia familiare, in modo tale da poter aprire nuovi orizzonti ai suoi genitori, che hanno bisogno di aiuto per poter vedere la nuova figlia che sta nascendo...


Buona fortuna

Cara Cris, capisco i conflitti che stai vivendo con te stessa e con i tuoi genitori che ami ma nel contempo ne sei infastidita! E' successo e succede un po' a tutti perchè le relazioni familiari e di convivenza non sono facili, si devono costruire giorno dopo giorno e si devono avere le capacità e le risorse per farlo. Affermi che non riesci a parlare con loro senza che il dialogo diventi litigio. Non so quale è il tuo tipo di approccio dialogante ma sono sicura che con un po' di pazienza e tenacia ci riuscirai. Mi sembra di capire che insieme ad altre persone il discorso diventa più fattibile, allora perchè non provi a farti aiutare da un/a amico/a per parlare ai tuoi genitori? Però la cosa ottimale sarebbe che ti consigli prima con il tuo psicoterapeuta, acquisisci un po' di sicurezza ed affronti la situazione. Potrebbe essere molto utile che, insieme ai tuoi genitori, facciate un percorso di terapia sistemico/familiare che vi aiuti ad avere una relazione affettiva comportamentale più adeguata. Comunque ribadisco che questo argomento devi affrontarlo più concretamente con con il tuo psicologo. Ti lascio un augurio ed un cordiale saluto.

Buongiorno Cris5,


penso che lei stia facendo dei passi da gigante. Parlare con genitori che sono criticanti, svalutanti non è per nulla facile. Molto probabilmente i suoi genitori la vogliono tenere dipendente ma anche lei ceca di mantenere in modo inconscio questa dipendenza. Continui Con la psicoterapia che ha intrapreso e che la sta aiutando molto. Sicuramente la/il sua/o terapeuta le darà delle dritte importanti. Brava, molto brava


Buona Fortuna

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