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Da molto tempo presso la comunità scientifica è stato dimostrato che esiste un rapporto molto stretto tra le variazioni climatiche legate al cambio di stagione e le condizioni psicofisiche che riguardano, in misura maggiore o minore, ciascun essere umano.

Le ragioni specifiche in funzione della primavera sono due:
1. Aumento delle ore di luce.
2. Aumento della temperatura ambientale

Questi due parametri, però, non producono effetti solo a livello fisico, ma anche a livello psichico.
Il cambio di luminosità quotidiana ad es “induce cambiamenti a livello cerebrale e di trasmissione delle sostanze che regolano l’umore(serotonina).
L’innalzamento della temperatura poi , fino ad arrivare all’ estate, produce una variazione del metabolismo.

Tra i vari possibili segnali di una sindrome stagionale/primaverile, ci sono la stanchezza, il malessere generale, la perdita di concentrazione, l’irritabilità, l’aggressività, l’ansia, la sonnolenza.
Questo malessere è stato definito SAD (Season Affective Disorder), che traducendolo , si riferisce ad un disturbo dell umore e più in generale dell’ affettività proprio in relazione ai cambi di stagione.

Tali effetti più o meno rilevanti dovrebbero far riflettere sul profondo legame esistente tra la natura e gli esseri umani e di come tale legame sia correlato alla nostra sfera affettiva causandone veri e propri disturbi.

Un esempio semplice che ci fa capire come siamo strettamente in relazione all’ambiente è certamente quello di molte persone che alzandosi al mattino e vedendo il cielo plumbeo e coperto di nubi, cadono in preda ad un certo malessere, che spesso sconfina nello sconforto. Sonnolenza, intorpidimento, umore collerico e indisposizioni varie, specie se la giornata, oltre che di nuvole e pioggia, è fitta di impegni improrogabili.

Ritornando al tema dell aumento della luce in funzione della stagione primaverile e il conseguente allungamento delle giornate è importante quindi regolare e adattare le abitudini e gli stili di vita a tali modificazioni stagionali:
promuovere l’ attività fisica( preferibilmente negli spazi aperti) , una corretta alimentazione (aumentando il consumo di frutta, verdura e acqua e riducendo,quello di proteine -carni e grassi) ed eventualmente degli integratori. Se poi il malessere dovesse persistere allora è auspicabile un consulto psicologico più approfondito per scoprire se tali sintomi sono il segnale di un disturbo latente causato da altri fattori e che il cambio stagionale ha messo in evidenza .

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