Psicosi

Problemi con gli psicofarmaci

Maddalena

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Egregi dottori, sono la madre di un ragazzo di 35 anni. Nel 2003 gli é stato diagnosticato un disturbo bipolare di tipo psicotico Da allora é in terapia con Abilify 15 mg , anche se non ha effettuato la cura sempre correttamente, perché a volte di sua iniziativa, ha smesso o ha diminuito la dose. Comunque é quasi un anno che fa la cura correttamente. Oltre l'Abilfy prende anche 50microgrammi di Eutirox, per un problema di ipotiroidismo. Ovviamente anche se prende il farmaco non sta ancora del tutto bene , in quanto dice che si sente troppo sedato , che il farmaco gli toglie la volontà di fare le attività ,sport ecc che é sempre stanco e quindi dorme fino a tardi. Inoltre , da circa un mese mi riferisce che ha difficoltà nel parlare, nell'esprimersi in modo chiaro,fluente , come se si sentisse la lingua un po' intorpidita e incespicasse sulle parole. Non mi sa bene spiegare cosa gli succede , mi dice solo che non riesce a parlare proprio benissimo come prima e che anche alcune persone con cui parla se ne accorgono. Preciso che non gli succede proprio sempre , solo in alcuni momenti e in alcune situazioni. Quale potrebbe essere il motivo? É un problema legato all'ansia , di cui soffre in particolari situazioni di stress oppure sono gli effetti collaterali dello psicofarmaco che lo sta invalidando causando questo problema del linguaggio? Oppure é un problema neurologico sempre riconducibile all'uso dell'Abilify? Quali altri problemi neurologici puo' causare l'uso prolungato dello psicofarmaco ? E in che modo può interferire sulle sue capacità cognitive? Sono terrorizzata dall'idea che possa essere danneggiarlo sempre di più, sia fisicamente che mentalmente. Inoltre vorrei sapere se ci sono degli esami strumentali o anche dei test psicologici, cognitivi ecc, che potrebbe fare per
verificate se le sue capacità intellettive sono state compromesse .Egregi dottori , vi sarei immensamente grata se vogliate rispondere a queste mie domande , in modo che possa essere tranquillizzata e vedere un po' di luce nella vita mia ,ma soprattutto d i mio figlio. Cordiali saluti e infiniti ringraziamenti.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Maddalena, il consiglio che mi sento di darle è di recarsi dai medici che seguono suo figlio, se lei ha notato dei cambiamenti nel suo comportamento o nel suo stato di benessere, per poter effettuare gli esami necessari a sondare meglio la situazione e verificare se sia un effetto dei farmaci o altro. Si possono certamente effettuare vari tipi di esami diagnostici, dovrebbe poterli richiedere tramite i medici che seguono suo figlio ed effettuarli anche presso le ASL della sua zona.


Saluti

Buongiorno Maddalena,


queste domande vanno poste a medici psichiatri. Meglio sarebbe porre tale quesiti al medico che ha preso in cura suo figlio.


Noi psicologi psicoterapeuti non siamo medici e quindi non somministriamo farmaci. Il nostro lavoro si affianca, pero', a quello degli psichiatri per offrire un percorso di cura nel trattamento dei disagi psicologici.


Cordiali saluti


 


 

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