ADHD e DSA

Il Parent Training per ADHD

17 Febbraio 2021

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ADHD
L’Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD), o Disturbo da deficit attentivo con iperattività (DDAI), è una patologia che esordisce durante l’infanzia. È caratterizzata da inattenzione, impulsività e iperattività motoria, non riferibile ad altri disturbi, presente da almeno sei mesi, in diversi contesti.
Può presentarsi con differenti manifestazioni, dall’età prescolare all’età adulta, coinvolgendo e compromettendo numerose tappe dello sviluppo e dell’integrazione sociale del bambino.  Inoltre predispone ad altre possibili patologie psichiatriche e/o disagio sociale nelle successive età della vita. Negli ultimi venti anni sono stati fatti notevoli passi in avanti nella diagnosi e nel trattamento dell’ ADHD e l’introduzione di terapie farmacologiche mirate ha apportato un grande miglioramento nella riduzione della sintomatologia.
Tuttavia è importante evidenziare che l’azione dei farmaci debba essere sempre accompagnata da interventi psicoeducativi: i training. Questi interventi sono in grado di ricostruire un equilibrio tra il paziente, le sue criticità nelle dimensioni emotive e relazionali e l’ambiente famigliare. Tutti aspetti che ormai sappiamo essere, insieme ai fattori costituzionali del bambino, fattore di rischio per la genesi e il mantenimento del disturbo. Il miglioramento della prognosi legata agli effetti degli interventi psicoeducativi ha spinto verso la strutturazione di training indirizzati anche ai genitori dei pazienti.
La formazione dei genitori infatti è uno degli elementi chiave nell’evoluzione di un bambino/ ragazzo con disturbo da deficit dell’attenzione e dell’iperattività. Di fronte ai comportamenti non adattivi del proprio figlio, infatti, le risposte del contesto di appartenenza  stabiliscono il confine entro il quale il disturbo può essere contenuto. Andando oltre invece potrebbero innescare una serie di situazioni tali da produrre conflittualità ed eventi stressanti per bambino, il genitore ed il contesto famigliare.

Parent Training
Il training specifico per i genitori: Il Parent Training (PT) è un percorso psicoeducativo che offre l’opportunità alla coppia genitoriale di costruire una relazione genitore-bambino maggiormente significativa  ed efficace. L’obiettivo è quello di rispondere alle difficoltà del bambino, gestire al meglio la fatica del  genitore stesso consolidando la relazione e l’alleanza con il figlio.
Il PT tenta di modificare le modalità di relazione che risultano disfunzionali, cercando di  prevenire e prevedere le situazioni critiche. Il training crea uno spazio di confronto e condivisione delle problematiche che più  spesso sono presenti nella coppia genitoriale in famiglie con bambini con ADHD. Le  narrazioni e le attivazioni facilitano il cambiamento verso posizioni relazionali  maggiormente idonee ad affrontare il disturbo e a rinforzare la relazione. Come conseguenza, si  prefigge di costruire una dimensione genitoriale maggiormente funzionale.
Il PT si svolge in una serie di incontri (dieci di solito) centrati su singoli argomenti. Ne elenchiamo due tra i più importanti:
La comunicazione
Favorire scelte educative che possano facilitare la costruzione di una migliore relazione  significa anche lavorare su quale può essere una comunicazione funzionale.
Spesso i comportamenti del bambino potrebbero essere spunto per entrare in contatto con le sue parti intime ed in questo modo creare un confronto costruttivo e orientato a una buona alleanza. Una comunicazione funzionante dovrebbe mirare a:
- elogiare, consolare, sostenere il bambino nei momenti difficili e complicati usando un tono sincero e credibile;
- accompagnare i «successi» con lodi e con manifestazioni di affetto usando espressioni che sappiamo essere gradite al bambino, variandole per non renderle col tempo inefficaci;
- calibrare lodi e attenzione in funzione delle difficoltà e dell’impegno;
- evitare il giudizio sulla persona («Sei proprio un buon a nulla, non fai mai bene i compiti»), concentrare l’attenzione sul comportamento-problema («Questo compito non è fatto molto bene, vediamo come possiamo farlo meglio»);
- evitare sarcasmo o toni che potrebbero suonare ironici («Hai finito finalmente, era ora!»; «Hai messo in ordine la tua stanza? Non ci posso credere!»; «È incredibile, non hai preso nessuna nota oggi!»).

Il rinforzo
Si basa sull’osservazione dei comportamenti adeguati  che il bambino mette in atto e nel rispondere rinforzando il bambino nelle situazioni quotidiane. Si attua quando si osservano comportamenti adeguati, accettati e che rispettino gli obiettivi educativi che ci poniamo, consoni alle  sue componenti affettive e cognitive. Il rinforzo positivo è un «qualcosa» che viene legato a un comportamento positivo. La sua azione è quella di permettere e facilitare la  comparsa del comportamento ritenuto opportuno: il termine «positivo» sta a indicare  che lo stimolo proposto nella situazione aumenterà la frequenza del comportamento  precedente.
In sintesi
Le caratteristiche del bambino con ADHD necessitano di interventi mirati per la gestione di una sintomatologia che mette a dura prova i caregiver del bambino. L’intervento di PT è un trattamento indispensabile per aiutare i genitori a ristabilire una relazione equilibrata con se stessi e con il loro bambino. L’obiettivo è quello di facilitare la costruzione di un clima famigliare orientato all’armonia e al riconoscimento dei bisogni, delle fatiche e criticità dei suoi componenti. Di assoluta rilevanza la costruzione di processi relazionali virtuosi che permettano al bambino di gestire e modificare le sue parti disfunzionali. Il fine è quello di consentirgli di riconoscersi ed esprimersi al meglio nei differenti contesti relazionali nel suo percorso di vita.
Il bambino, per sua essenza, è un essere in divenire, una persona in maturazione. Questo processo maturativo è globale: fisico e mentale, neurologico e psicologico, relazionale e spirituale.
Il PT è un’opportunità e un’esperienza di crescita e cambiamento per il contesto ambientale. Per i genitori rappresenta l’occasione di accogliere e dare un nuovo orientamento al percorso evolutivo del bambino. Gli viene data la possibilità di scoprirsi e di identificarsi in qualcosa che andrà oltre la diagnosi di ADHD: la sua unità come persona fatta di caratteristiche complesse e diversificate.
 

Bibliografia
American Academy of Pediatrics (2001), Clinical practice guideline: Treatment of the school aged child with attention-deficit/hyperactivity disorder, «Pediatrics», vol. 108, n. 4, pp. 1033- 1044.

Barkley R.A. (2007), Bambini provocatori: Manuale clinico per la valutazione e il Parent Training,  Legnano, MI, ArsMedica.

Cornoldi C., De Meo T., Offredi F. e Vio C. (2001), Iperattività e autoregolazione cognitiva,  Trento, Erickson.

Daffi G. e Prandolini C. (2013), ADHD e compiti a casa, Trento, Erickson.

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