Cosa è meglio fare se una 14enne che vive col padre vuole tornare a vivere con la madre?

Paola

Mia nipote 14enne ha vissuto con la mamma a Cesena fino a settembre scorso, poi si è trasferita a casa del padre che ha una nuova famiglia con due bimbi più piccoli di lei con cui va molto d'accordo, per frequentare le superiori a Parma. Per festeggiare il compleanno a novembre è tornata per un paio di giorni dalla mamma e ha confessato di star male col babbo, le dispiace per la scuola che le piace tanto e per i fratelli che adora ma, sue testuali parole, se sto male in famiglia non posso stare la. Piange, dice di non sentirsi in famiglia e di avere una forte nostalgia della mamma, di voler tornare alla normalità. Le abbiamo detto di finire l'anno e a giugno rientrare, ci ha provato ma è sempre più disperata. Il padre è furioso e la mamma non riesce a parlargli, non risponde,. La mamma non sa che fare, è il caso di farla rientrare subito? Ringrazio in anticipo se vorrete rispondere.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Paola, mi spiace per la situazione che descrive perchè posso comprendere il disagio sperimentato dalla bambina. Ritengo che sia un argomento troppo complesso da affrontare mediante queste semplici righe, è necessario capire ad esempio se c'è una separazione ufficiale tra i genitori, se c'è un accordo su affidamento ecc... E' chiaro che il desiderio della ragazza debba essere preso in considerazione tuttavia non è una questione che si può archiviare così. Sarebbe opportuno a mio avviso richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Cordialmente, dott FDL

Gentile Paola,

  non deve essere facile nè per la mamma nè per il papà. Quando una figlia vive una separazione a distanza possono accadere momenti di vita o d'età o altro per cui si possa sentirsi maggiormente a proprio agio con uno o l'altro genitore nel parlare di alcuni eventi.

Disperata in che senso? Per cosa? Cosa le manca? Cosa la fa star male?

Loro non devono sentirsi esclusi o vederla per forza in modo negativo. Anzi potrebbe essere utile capire cosa le crea questo disagio, come poter convivere meglio insieme, spiegargli anche quanta mancanza si sente, valutando magari anche delle videochiamate a tre, ecc.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza 

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta dell'età evolutiva

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Buongiorno mi spiace molto per la situazione ..

Ho seguito da poco un corso sulle separazioni e trovo la situazione molto conflittuale ... Si potrebbe chiedere al padre una consulenza ad un mediatore che possa intervenire sulla situazione e potrebbe spiegare al padre i bisogni di tutti sono importanti e da lì bisogna collegarli e capire cosa sia meglio per la ragazza per il benessere di tutti.

Sempre pronta a consigliare

Gentile Paola,

sono certa che il vostro intento sia quello di aiutare la ragazza a venir fuori da una situazione che le sta causando una grande sofferenza, ma la fretta non è mai una buona consigliera. Di certo sua nipote non sta bene a casa del padre, ma è pur sempre un'adolescente e come tutti gli adolescenti può essere vittima di altalene emotive, di cambi di direzione repentini senza che ci sia una consapevolezza reale delle proprie scelte o azioni.

Io consiglierei di darle l'opportunità di rivolgersi ad un/una terapeuta che la aiuti a comprendere quali sono le sue difficoltà sia col padre che con la madre, per arrivare a prendere infine una decisione consapevole, ponderata e soprattutto definitiva. 

Augurando a lei e alla sua famiglia una buona e pronta risoluzione del problema, le porgo cordiali saluti.

Dott.ssa Ilaria Banchini 

Buonasera, innanzitutto bisogna sapere se c'è un dispositivo predisposto da un giudice o se con il consenso dei genitori la bambina può scegliere da chi abitare. Nel primo caso è molto complesso e passerà attraverso una revisione del caso in opportuna sede, con tanto di avvocati; nel secondo ci sono meno complicazioni burocratiche, tuttavia ci deve essere un confronto tra i genitori in favore del benessere della bambina, il che non è scontato sia più semplice purtroppo. Nel contempo, è opportuno che il disagio e le difficoltà della bambina trovino uno spazio sicuro per essere affrontate, per esempio all'interno di un percorso psicologico, individuale o familiare.