Adolescenza

Mio figlio ha 13 anni è distratto e con pochi interessi.

teresa

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Salve, mio figlio ha 13 anni, un ragazzo intelligente e tranquillo che però vedo che distratto e con pochi interessi. Nell'ambito scolastico noto che spesso non segna i compiti ma perché realmente non si accorge che l'insegnante li sta dando ,arriva a scuola senza sapere che c'e' una verifica scritta o si presenta a lezione quando invece l'ingresso è posticipato per assemblea sindacale.Siamo dei genitori attenti e spesso mi rendo conto che ci ritroviamo a mortificarlo ma perche' siamo stanchi di ripetere sempre le stesse cose.Vorrei un consiglio su come reagire e come aiutarlo a “svegliarsi“.Vi ringrazio in anticipo

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buona sera Teresa, a 13 anni non essere completamente attenti alle comunicazioni scolastiche è un aspetto naturale.

Leggo nelle sue parole una preoccupazione legata ad una situazione che legittimamente crea delle perplessità. Dato che non ci sono molte informazioni riguardo l'andamento scolastico (voti, comportamento con i compagni e con le insegnanti, ecc) le dico quello che a parer mio, si può fare per approfondire di più cosa sta succedendo.

1. è sempre stato così? o solo da qualche tempo? se è sempre stato così potrebbe essere una difficoltà di attenzione che può essere valutata con certificazioni apposite; nel caso in cui invece fosse una cosa che avviene da poco tempo bisogna cominciare a chiedersi cosa è cambiato e quali potrebbero essere i motivi.

2. Attualmente in molte scuole vige il registro elettronico. Questo a parer mio, se usato con moderazione e con un senso può essere uno strumento davvero fondamentale.  Se suo figlio ha queste difficoltà, un modo per responsabilizzarlo potrebbe essere quello di invitarlo a controllare giornamelmente il registro elettronico per aggiungere eventuali comunicazioni che gli possono essere sfuggite. Per fare questo potreste cominciare a farlo insieme e, man mano, portare lui a farlo autonomamente affinchè si crei una buona gestione del tempo e delle responsabilità.

3. in che senso vostro figlio ha pochi interessi? lavoro con adolescenti, bambini e genitori da anni e a volte mi rendo conto che c'è una discrepanza importante tra quelle che sono le aspettative dei genitori e le possibilità dei ragazzi. Non fa nessuna attività? non ne è interessato? Se ha piacere a parlarne, sono a disposizione. Le dico questo perchè i concetti come "poco" e "svegliarsi" possono essere molto soggettivi e quindi lasciano spazio a molte sfumature e interpretazioni.

4. Che voi siate dei genitori attenti è una cosa molto importante e può essere uno strumento per voi per acquisire consapevolezza della difficoltà di vostro figlio e della vostra (visto che come ha evidenziato, ripetere le stesse cose stanca). Una buona strategia per voi in questo senso potrebbe essere quella di prendere nota della vostra fatica e trovare uno stimolo o una possibilità con qualcuno che vi possa accompagnare in questo per un pezzo.

Spero di averle dato degli stimoli. Per qualsiasi cosa sono a disposizione.

Salve Teresa, l’età che sta vivendo suo figlio è un’età di mezzo, non è né un bambino per il quale sono gli adulti a fare tutto, né un giovane in grado di fare da solo. Questa situazione sicuramente confonde voi ma anche lui. L’autonomia, la capacità di star attento a sé e alle proprie cose è un risultato da ottenere con il tempo e soprattutto dandogli il tempo. Non ci sono consigli pratici da darle se non quello di essere voi, genitori a guardarlo in modo diverso, come un ragazzino e non più come un bambino. Questo significa anche consentirgli di assumersi le sue piccole responsabilità anche dei compiti non fatti e di beccarsi in tal modo un rimprovero. Va sostenuto ed elogiato nelle sue manifestazioni di indipendenza, rispettato lo spazio della sperimentazione di attività nuove nella ricerche di ciò che maggiormente lo gratifica, rispettata anche la noia e l’attesa come momento nel quale può emergere un suo bisogno e una sua richiesta. Ma soprattutto non fare per lui, non attivarsi per lui anche se immagino questo vuol dire per voi sperimentare impotenza e frustrazione. E’ iniziato un periodo di grandi cambiamenti che lo vedranno in compiti difficili emotivamente e cognitivamente: nuove possibilità di ragionamento, accettare un corpo che cambia, sperimentare le prime sensazioni legate alle spinte sessuali, salutare l’immagine di bambino e costituire la sua identità adulta ed in questo processo anche a voi genitori sono richiesti compiti delicati. Il primo fra tutti adattarsi ad una nuova fase di vita di vostro figlio e passare da un ruolo centrale in cui decidevate e facevate per lui ad uno di sostegno e spinta. Questo il meraviglioso processo di crescita dei figli!

Un caro saluto

Dott. Luigi Frezza Catania (CT)

Gentile Teresa,

mentre leggevo la Sua storia, mi venivano in mente alcune domande, che mi permetto di porLe. Innanzitutto, mi domandavo: Cosa intende quando afferma di volere che Suo figlio si "svegli"? Quali segnali le indicherebbero che Suo figlio è diventato "sveglio" (o "più sveglio")?

Inoltre: Ci sono momenti in cui Suo figlio dimostra più interesse di altri? Se sì, quali sono? In quali contesti dimostra di avere più interesse? Quali sono le attività e le condizioni che secondo Lei contribuiscono a questo maggiore interesse? In che modo, invece, il contesto scuola secondo Lei influisce sul diminuire il livello di interesse di Suo figlio? 

Infine: Secondo Lei, di cosa avrebbe bisogno Suo figlio per sviluppare maggiore interesse? In che modo le condizioni che favoriscono l'interesse di Suo figlio potrebbero essere riprodotte, con le dovute modifiche, nei contesti in cui invece l'interesse del ragazzo diminuisce?

Resto a Sua disposizione, qualora volesse rispondere alle mie domande e condividere con me le Sue riflessioni.

Un saluto.

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