Adolescenza

Mio figlio 19enne mi mette in crisi

Monica

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Buonasera,
mio figlio di 19 anni da circa un anno si comporta in modo estremamente maleducato nei confronti dei genitori e della sorella.
Questo mi fa soffrire molto, perché a volte mi chiedo se ho sbagliato qualcosa nella sua educazione. Spesso ci insulta con toni alquanto pesanti ed è come se non si rendesse conto della gravità delle sue parole.
A scuola non va bene e adesso che si avvicina la maturità temo che non verrà nemmeno ammesso agli esami. Alcuni dicono che sia solo una fase ribelle, ma fatico a crederci vista la gravità delle sue azioni.
Inoltre, da circa 3 anni fuma e da un anno lo fa pure di fronte a noi, senza alcuna vergogna.
Fatico a creare un dialogo con lui perché non tollera nessun consiglio o indicazione e ogni volta inizia un’accesa discussione, con i soliti insulti.
Sento di non avere speranze e mi sento molto abbattuta. Vorrei che fosse più presente in famiglia, ma ormai non cena neanche più con noi dato che spesso è fuori con gli amici.
Vorrei proporre un percorso di psicoterapia anche per dargli uno spazio in cui sfogarsi ma non lo accetterebbe mai.
Come posso comportarmi? È colpa mia?

Vi ringrazio

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora, la situazione si complica dal momento che vostro figlio è maggiorenne e può rifiutare qualsiasi vostra proposta di aiuto. Il rifiuto per altro sembrerebbe inserirsi in un contesto che descrivete già conflittuale e potrebbe avere il valore di ulteriore provocazione. Poiché però queste manifestazioni comportamentali comprensibilmente destano in voi disagio e preoccupazione potreste iniziare a prendere un appuntamento come genitori da uno specialista e iniziare una consultazione che consenta di poter comprendere meglio ciò che accade e la vostra esperienza. Potreste comunicare a vostro figlio questa intenzione, magari dicendo desiderate stare meglio e vorreste che anche lui possa stare meglio. Certamente, non vi è nulla di garantito, ma è un modo con cui provare a partire per provare a cercare una collaborazione nella direzione di una migliore soluzione.


Stefano Golasmici, Bussero (Milano, MM2 BUSSERO)

Gentile Monica,


Mi sembra di comprendere che è molto addolorata dalla situazione attuale nella sua famiglia. Leggo dalla sua lettera che questo cambiamento è avvenuto da un anno all'incirca. E' avvenuto qualcosa nello scorso anno che ha impattato in tal modo sulle vostre vite? Forse la chiusura forzata in casa durante il lock down?


E' difficile essere genitori di figli che crescono , che alle volte, come  nel caso di suo figlio, a quanto mi pare di capire,  con il loro comportamento irruento e provocatorio, ci mettono alla prova: indirettamente ci stanno chiedendo “fino a che punto starai al mio fianco”, “cosa ti aspetti da me? Se ti deludo mi abbandonerai?”, … Queste domande sono solo degli esempi; lei può cercare di capire quali domande le sta ponendo nello specifico suo figlio.


Ciò che è più importante fare in questo momento è dimostrare di “esserci” in ogni caso, di essere disposti a mantenere sempre aperto il dialogo, mantenendo comunque ferme e chiare le proprie posizioni.


Potrebbe aiutarvi un percorso di terapia familiare, in cui ciascuno di voi possa esprimere le proprie posizioni e necessità, per ritrovare complicità ed equilibrio.


Sperando di esserle stata utile con la mia risposta, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti,


Dott.ssa Maria Chiara Paladini


Ricevo a Napoli ed on line.

Gentile Monica,


Non si chieda se é colpa sua o di un altro. Non aiuta sempre sapere dove sia l'errore ma riuscire a chiedere aiuto, lavorare sulle proprie risorse e semmai dopo domandarsi se c è colpa o meno. 


La colpa non risolverebbe ma eticherebbe solo la situazione. 


Proporre una terapia a suo figlio non mi sembra molto semplice se tende ad essersi allontanato e "credere" poco in voi genitori. Un'idea da tentare potrebbe essere proporglielo come uno spazio solo suo dove potersi conoscere meglio, sentirsi libero di chiedere o superare alcuni dubbi di vita o paure.... non farlo sentire "sbagliato" ma stare sulle sue risorse e sul benessere personale. Es potrebbe essere utile magari per modulare meglio la rabbia o la frustrazione.


Un'altra opzione da come sembra emergere dal suo scritto é che anche lei mamma sia molto affaticata e frustrazione. Potrebbe anche valutare un suo percorso individuale per essere lei per prima aiutata, ascoltata e supportata in questo momento di vita difficile e da li semmai agganciare un discorso Anche per suo figlio.


Resto disponibile per informazioni, richieste e/o eventuale consulenza.


Cordialmente 


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta 


Ricevo: Torino, Collegno e online

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