Famiglia e bambini

Attaccamento alla mamma

Sabrina

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Salve,

sono la mamma di un bambino di 3 anni che è molto attaccato a me.
Ha iniziato a frequentare la scuola dell'infanzia, ma ogni mattina sono pianti e urla perché non vuole andare a scuola e vorrebbe rimanere con la mamma. Ha già frequentato il nido e per tutti e due gli anni ogni mattina piangeva al momento del distacco.
Sia le maestre del nido che quelle della scuola dell'infanzia mi rassicurano sul fatto che, una volta arrivato a scuola, dopo pochi minuti smette di piangere e inizia a giocare serenamente per tutta la giornata.
Sono una lavoratrice quindi il bimbo è abituato a stare anche con figure diverse perché la mamma è a lavoro.
Abbiamo iniziato un corso di giocomotricità insieme alla sua amichetta del cuore, ma anche lì metà della lezione l'ha passata piangendo e chiedendo della mamma.

Il modo che il mio bimbo ha di rilassarsi è quello di mettere le mani tra il mio seno. Lui, una volta tornato a casa il pomeriggio o la sera prima di addormentarsi, vorrebbe stare solo in braccio a me con la mano tra il seno. Io cerco di assecondare questa sua necessità di coccole, ma sembra che più coccole riceve più ne voglia.

Sono in attesa di un secondo bambino e non vorrei che suo comportamento venga esacerbato dall'arrivo effettivo del bambino.

C'è qualche comportamento che noi genitori possiamo mettere in atto per rassicurare il bimbo e fargli vivere il più serenamente possibile le sue varie esperienze quotidiane.

In attesa di una cortese risposta porgo

Cordiali saluti

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Sabrina,



Da quel che racconta sembra che suo figlio sia sempre stato molto legato a lei avendo alcune difficoltà al momento della separazione; al momento però, questa situazione la preoccupa e la fa chiaramente riflettere, in vista dell’arrivo del nuovo bambino.


Innanzitutto, mi preme rincuorarla rispetto alla possibilità che i bambini, soprattutto da così piccoli, i primi giorni dell’inserimento possano piangere al momento della separazione, poiché “preoccupati” di non rivedere la mamma/il papà.


In questi momenti, vi suggerirei di mostrarvi molto sereni nel salutarlo, di ricordargli che tornerete presto a prenderlo e che (anche se distanti) lo penserete tanto fino a quando non vi rivedrete (questo dà modo al bambino di sapere che, anche nella distanza, gli affetti rimangono e comincerà in questo modo ad accettare la situazione, a comprenderla e, di conseguenza, a rincuorarsi da solo in momenti simili pensando alle vostre parole).


Per quanto riguarda la necessità di suo figlio di ricevere coccole e di toccarle il seno per tranquillizzarsi, le suggerirei di abituarlo gradualmente a ricevere una risposta alternativa a questo suo bisogno. Lei non erra assolutamente nel riconoscere un profondo desiderio di suo figlio nel sentirla vicina ma è importante che, crescendo, il bambino riconosca che (come lei stessa desidera) la mamma ci sarà sempre, anche nei momenti in cui non potrà essere vicina a lui fisicamente. Si potrebbe quindi, tenendolo in braccio e coccolandolo (almeno le prime volte), fargli capire che, anche se è più grandino al momento e il seno dovrà cominciare a non toccarlo più per tranquillizzarsi, comprende benissimo che lui voglia sentirla vicina.


Per questo motivo potrà allora rassicurarlo sul fatto che lei è e sempre sarà vicino a lui, anche nei momenti in cui è lontana fisicamente.


In questo modo, suo figlio comincerà gradualmente a sentirsi compreso in questo suo bisogno senza però dover necessariamente toccarla e sentirla/vederla vicina.


L’importante è provare a rassicurarlo, quanto più possibile, sul fatto che anche nei momenti in cui si è distanti lui è al centro del vostro mondo e lo sarà sempre, anche dopo l’arrivo del/della fratellino/ sorellina.


Spero di esserle stata d’aiuto, nel caso desiderasse domandarmi altro o chiedere spiegazioni non esiti a contattarmi.


Ne approfitto anche per farvi le mie congratulazioni per il nuovo bebè in arrivo,


Un caro saluto


Dott.ssa Govoni


(Bologna)

Cara mamma, nella sua segnalazione non parla dei rapporti del suo bambino con il papà. Egli è  il perno più importante su cui si può avviare un graduale distacco dalla figura materna. Se fosse possibile, sarebbe meglio che fosse lui ad accompagnare il bambino a scuola, ed anche che padre e bambino facessero il più possibile attività fra di loro, anche fuori di casa. Ciò è molto importante anche in previsione della nuova nascita. Questa, nonostante le inevitabili manifestazioni di gelosia che ci saranno, e che andranno considerate con serietà e risposte rassicuranti, sarà comunque un toccasana per l'attaccamento del suo bambino a lei. perchè lo costringerà a rendersi conto della sua crescita e delle sue maggiori capacità di autonomia rispetto al fratellino o sorellina.


Inoltre, un modo per scoraggiare le eccessive manifestazioni di attaccamento e richiesta di coccole può essere quello di qualche bonaria ironia, qualche presa in giro:  ma dai che sei grande! 


Con molti auguri,


Cristina Berti Ceroni.

Buonasera Sabrina,


certo il cambiamento del Suo bambino potrebbe avere a che fare con il nuovo arrivo... é strabiliante come i bambini da piccoli percepiscano una nuova vita anche se non gli viene comunicata (pensiamo a quando incontrano donne estranee incinta e dicono "bimbo") o non sono in grado di comprenderla in tutti gli aspetti razionali che sarebbero lampanti per un adulto, ma si innesca comunque una gelosia anche inconsapevole. I bambini, direi per fortuna, sono molto in contatto con la loro parte istintuale, che li aiuta a percepire anche il pericolo per la sopravvivenza. Fortunatamente non siamo nella giungla, Lei a quanto scrive ha tempo per rassicurarlo, direi che si tratta solamente di farlo ancora meglio: provi ad anticipare il bambino nelle sue richieste, cosicché non sia più lui a richiedere ma Lei a offrire le sue attenzioni, uno spazio dedicato al relax con le mani fra il suo seno ancora prima che tema la Sua mancanza. Lo proponga tutti i giorni alla stessa ora, prima che gli manchi, vedrà che presto si convincerà che nulla gli verrà sottratto e si allontanerà sereno, sicuro di riottenere il suo posto dopo aver esplorato il mondo circostante in serenità.

Gentile Sabrina,


Avete già provato a mettere in atto delle strategie lei, papà o voi e le insegnanti?


In questi anni, quando lo portava e lo porta al nido come avviene il vostro allontanamento e distacco? Le è mai capitato in questa situazione o altre di allontanarsi “quasi di nascosto”?


Come è avvenuto l’inserimento graduale al nido se è stato proposto?


Avete già provato a fare “dei giochi” di ricongiungimento e allontanamento a casa?


Quali emozioni lei e papà provate quando vedete vostro figlio piangere o aver paura, in casa, riferito dalle insegnati, ecc.?


In quali situazioni si presenta il problema? Solo al nido o anche con la baby sitter o in altri situazioni? Se in altre situazioni la problematica non è stata osservate avete rinforzato e come quel comportamento?


Qual è il suo pensiero e quello di papà riferito alla protezione, libertà, sicurezza, pericolo?


Le ho posto delle domande per poter capire meglio la difficoltà e proporvi interventi mirati.


Vi consiglio, inoltre, se la problematica è presente da molto tempo di richiedere una consulenza psicologica per valutare in un contesto protetto e senza giudizio la vostra difficoltà e pian piano ritrovare la felicità famigliare a 360°.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa – psicoterapeuta


Svolgo incontri in studio privato a Torino e provincia e consulenze online

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