Relazione extra coniugale violenta

Alessandro

Buongiorno, vorrei sapere come comportarmi. Essendo io e mia moglie in fase di separazione consensuale, lei ha avuto rapporti con un uomo, conoscendo anche le nostre bimbe di 4 e 7 anni, che si è sempre comportato benissimo con loro due. Purtroppo con mia moglie proprio no, infatti era arrivata al punto che ha dovuto fare una denuncia ai carabinieri per molestie fisiche e mentali. Si è scoperto che questa era già la seconda che riceveva. A distanza di 2 mesi, lei ci è voluta tornare insieme. Pensa di ritirare la denuncia. Lei ha l affidamento delle bimbe. E tra circa 10 gg ci arriva la sentenza del giudice che ovviamente non sa niente. Cosa comporta questo .... grazie mille per l attenzione.

8 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno,

la situazione che descrive presenta elementi di rischio rilevanti, soprattutto in presenza di minori.

Il ritorno della sua ex moglie in una relazione già caratterizzata da violenze fisiche e psicologiche reiterate, per le quali è stata sporta denuncia, rientra nelle tipiche dinamiche della violenza domestica e non può essere letto come una semplice “scelta personale” priva di conseguenze. Il buon comportamento dell’uomo con le bambine non esclude il rischio: la violenza assistita ha un impatto significativo sul benessere emotivo dei minori.

Il ritiro della denuncia non comporta automaticamente l’archiviazione del procedimento, poiché alcuni reati sono procedibili d’ufficio. Inoltre, tale scelta può incidere sulle valutazioni complessive delle autorità, soprattutto in vista di decisioni che riguardano l’affidamento.

In questo contesto, la priorità deve rimanere la tutela delle bambine. È fortemente indicato che la madre intraprenda un percorso di supporto psicologico, preferibilmente presso servizi specializzati in violenza domestica, e che la situazione venga attentamente valutata anche sul piano genitoriale.

 

Di fronte a dinamiche violente, il compito degli adulti è riconoscere il rischio e proteggere i minori, non normalizzare quanto accade

Buongiorno,

quello che sento nelle sue parole è soprattutto una grande preoccupazione come padre, e questo è un segnale di quanto lei sia attento al benessere delle sue bambine.

Dal punto di vista psicologico, il punto centrale non è giudicare le scelte della madre, ma chiedersi che tipo di clima emotivo stanno respirando le bambine. I bambini piccoli sono molto sensibili alla tensione, ai cambiamenti improvvisi, alle relazioni instabili, anche quando apparentemente “va tutto bene”. Spesso non sanno spiegare ciò che sentono, ma lo mostrano con il comportamento.

In questo momento il suo ruolo può essere quello di offrire alle sue figlie uno spazio prevedibile, tranquillo, in cui sentirsi al sicuro. La continuità, la presenza e l’ascolto sono fattori profondamente protettivi. Anche il fatto che lei si ponga delle domande è già una forma di tutela.

È importante che lei resti in contatto con ciò che osserva nelle bambine, senza allarmismi ma senza nemmeno sminuire eventuali segnali di disagio. Se qualcosa la preoccupa, parlarne è un atto di cura, non di conflitto.

Se lo desidera, possiamo lavorare insieme su come sostenere emotivamente le sue figlie in questa fase e su come gestire le emozioni forti che inevitabilmente questa situazione sta attivando anche in lei.

Buongiorno Alessandro,
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di forte preoccupazione, soprattutto in relazione alla sicurezza e al benessere della sua ex compagna e delle sue figlie. Gli aspetti riguardanti l’eventuale ritiro della denuncia da parte della sua ex compagna e le possibili conseguenze sulla decisione del giudice rientrano nell’ambito legale e sarebbe opportuno approfondirli con un avvocato.

Dal punto di vista psicologico, potrebbe essere utile  uno spazio di supporto che le consenta di gestire i pensieri di allarme e le preoccupazioni legate al benessere delle sue figlie, così da poter mantenere un ruolo genitoriale solido e protettivo in questa fase particolarmente delicata.

Resto a disposizione qualora desiderasse un confronto o un supporto su questi temi.

Un caro saluto,

dott.ssa Chiara Torchia 

Buongiorno Alessandro
Da quello che scrive si sente tutta la preoccupazione di un padre, prima ancora che la rabbia o il giudizio verso le scelte della sua ex moglie. Ed è comprensibile: quando ci sono di mezzo dei figli piccoli, l’ansia sale subito, soprattutto se entra in gioco una persona che ha già mostrato comportamenti gravi. Lei oggi si trova in una posizione molto difficile: non ha il controllo delle scelte della sua ex moglie, ma sente di avere una responsabilità morale fortissima verso le sue bambine. Il punto centrale non è tanto il rapporto tra loro due adulti, quanto la sicurezza emotiva e fisica delle minori. Ed è normale che lei si chieda: “Sto facendo abbastanza? Devo fare qualcosa?”

Il fatto che quest’uomo si sia comportato bene con le bambine non cancella ciò che ha fatto alla madre. Una denuncia per molestie fisiche e mentali, per di più non la prima, è un segnale serio. E il fatto che sua moglie ora voglia tornare con lui e ritirare la denuncia non rende la situazione più leggera, anzi: la rende più confusa e delicata.

Dal punto di vista umano (prima ancora che legale), qui ci sono due livelli:

sua moglie: potrebbe essere dentro una dinamica complicata, fatta di paura, dipendenza emotiva, confusione. Questo non la rende “colpevole”, ma nemmeno lucida.

Le bambine: loro non hanno strumenti per capire queste dinamiche, ma le assorbono. Anche se non subiscono nulla direttamente, il clima emotivo conta moltissimo.

Lei chiede cosa comporta tutto questo, soprattutto in vista della sentenza. È importante sapere che:

il giudice decide in base alle informazioni che ha in quel momento;

se un fatto rilevante (come una denuncia per molestie e una relazione ripresa con quella stessa persona) non è noto, ovviamente non può essere valutato;

l’affidamento non riguarda “chi ha ragione”, ma il superiore interesse dei minori.

Questo non significa che lei debba “fare guerra” alla madre delle sue figlie. Ma significa che non deve nemmeno ignorare ciò che la preoccupa, pensando di esagerare. Non sta esagerando: sta facendo il padre.

Un suggerimento molto concreto e prudente:

parli con un avvocato o con il suo legale prima che arrivi la sentenza, anche solo per un confronto;

esponga i fatti con calma, senza accuse, senza giudizi, ma attenendosi alla realtà;

chiarisca che la sua preoccupazione riguarda esclusivamente le bambine.

A volte non serve “denunciare” o creare conflitto: basta mettere agli atti una preoccupazione fondata, così che chi decide abbia un quadro più completo.

Dal punto di vista emotivo, voglio dirle questo:
Lei non può salvare sua moglie dalle sue scelte, ma può e deve tutelare le sue figlie. E questo non la rende cattivo, vendicativo o esagerato. La rende un genitore attento.

Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

Il Dott. Fabiano Foschini offre supporto psicologico anche online

Alessandro,

Capisco bene la tua preoccupazione: la situazione che descrivi è delicata, perché coinvolge non solo la separazione, ma anche la sicurezza e il benessere delle vostre bambine. Ti offro alcune informazioni generali e spunti di riflessione, senza sostituirmi a un avvocato o a un consulente legale (che in questo caso sarebbe davvero importante consultare).

-Una denuncia per molestie fisiche e mentali è un atto formale: anche se tua moglie decidesse di ritirarla, la magistratura può comunque valutare se procedere d’ufficio, soprattutto se ci sono elementi di reato. Non sempre il ritiro della querela chiude automaticamente il procedimento.
-Se tra 10 giorni arriva la sentenza del giudice, questa si baserà sugli atti e sulle informazioni disponibili fino a quel momento. Se il giudice non è stato informato della denuncia, non potrà tenerne conto nella decisione sull’affidamento o sulle condizioni della separazione.
-Il fatto che le bambine abbiano conosciuto quell’uomo non è di per sé un problema, ma se ci sono denunce per comportamenti violenti o molesti, è un elemento che riguarda la loro sicurezza. In caso di rischio, il giudice può rivedere le condizioni di affidamento o stabilire limitazioni.

Cosa puoi fare concretamente:
•     Parlare con il tuo avvocato
È fondamentale che tu informi subito il tuo legale della denuncia e della volontà di tua moglie di ritirarla. L’avvocato potrà valutare se e come informare il giudice prima della sentenza.
•     Tutela delle bambine
La priorità assoluta è la sicurezza delle tue figlie. Se hai dubbi sulla persona che tua moglie frequenta, puoi chiedere che venga valutata la situazione in sede legale o dai servizi sociali.
•     Dialogo con tua moglie
Anche se siete in fase di separazione, cercare un confronto sereno con lei sul tema della protezione delle bambine può aiutare. Spiega che la tua preoccupazione non è per la sua vita privata, ma per la serenità delle figlie. Un aiuto professionale, come quello di un Mediatore familiare potrebbe essere utile ad entrambi

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Massa-Carrara

La Dott.ssa Antonella Bellanzon offre supporto psicologico anche online

Buongiorno, mi scusi la schiettezza ma penso che in questi casi sia meglio essere diretti e chiari.

La situazione che descrive espone le sue figlie a un rischio concreto che non può essere ignorato. Anche se questo signore si comporta bene con le bambine, farle vivere in un contesto domestico dove la madre subisce dinamiche abusanti o persecutorie significa esporle alla cosiddetta "violenza assistita", che ha conseguenze psicologiche pesanti sulla loro crescita.

Dal punto di vista pratico, la separazione consensuale si fonda sul presupposto che l'ambiente di vita delle minori sia sicuro, condizione che qui sembra essere venuta meno. Visti i tempi strettissimi, il mio consiglio professionale è di contattare il suo avvocato oggi stesso per informarlo delle denunce e del cambio di scenario: il Giudice non può decidere l'affidamento ignorando questi fatti gravi ed è prioritario intervenire legalmente per tutelare le bambine prima che arrivi la sentenza tra dieci giorni.

Mi scusi ancora per la schiettezza. Stefano Marchi (psicologo psicoterapeuta Milano - CetroMoses)

Dott. Stefano Marchi

Dott. Stefano Marchi

Milano

Il Dott. Stefano Marchi offre supporto psicologico anche online

Buonasera carissimo,

colgo la tua profonda e legittima preoccupazione. In una separazione, il patto di genitorialità poggia sulla capacità di garantire una base sicura alle vostre figlie; la presenza di una figura con condotte abusanti documentate altera questo equilibrio, esponendo le bambine (di 4 e 7 anni) a un rischio che non può essere sottovalutato.

Se senti il bisogno di un supporto per gestire questo carico emotivo o per capire come muoverti con fermezza e protezione, io ci sono. Possiamo parlarne insieme.

Un saluto partecipe,

Dott. Francesco Pellino

Dott. Francesco Pellino

Dott. Francesco Pellino

Milano

Il Dott. Francesco Pellino offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Alessandro,

Quella che descrive é una situazione molto complessa. Le dinamiche che permettono il mantenimento di relazioni violente sono difficili da comprendere, in quanto chi le mette in atto é spesso estremamente ambivalente.

In questi casi, come padre, é necessario tutelare le sue figlie. Lei scrive che non hanno mai subito violenza diretta, ma ciò non toglie che possano essere state vittime di violenza assistita, che ad oggi é a tutti gli effetti riconosciuta come un reato. Pertanto, per tutelarle nella maniera più efficace possibile, é necessario che lei lo faccia presente al suo avvocato, non come arma contro la sua ex moglie, ma come atto per garantire una crescita serena alle sue figlie.

Se pensa possa essere utile può anche indirizzare la sua ex moglie ad un centro antiviolenza, in modo che possa essere sostenuta nel migliore dei modi per uscire dalla relazione in cui si trova, tutelando così anche le due minori.

Rimango a disposizione qualora dovesse avere necessità sia per sè sia per le sue figlie se lo ritenesse utile in quanto mi occupo di violenza di genere e maltrattamento da anni.

Un cordiale saluto

Dott.ssa Alice Giulia Raspelli

Dott.ssa Alice Giulia Raspelli

Milano

La Dott.ssa Alice Giulia Raspelli offre supporto psicologico anche online