Esiste un attaccamento eccessivo alla mamma in un bimbo così piccolo (2 anni)? o è solo normalità?

Michaela

Salve, sono mamma di un bimbo di 2 anni, verso i 10 mesi ha iniziato secondo me è il mio compagno, a causa di un trasloco improvviso, ad attaccarsi molto a me. All’inizio era una cosa piacevole è normale, ma ora con il tempo sta diventando pesante la situazione, se siamo in casa da soli io e il bambino, mi lascia fare quasi tutto, dall’ andare in bagno, al pulire, al cucinare ecc.. ma se in casa è presente qualcuno (papà o nonna), lui piange disperato, perché mi vuole sempre con lui, quindi niente bagno, niente cucinare, non posso allontanarmi dalla stanza. Non vuole essere cambiato da nessun altro, non vuole fare il bagnetto con il papà. Insomma di cose quotidiane che potrebbe fare con il suo papà, non ne vuole sapere. Non vuole neanche più uscire di casa se non ci sono io, abbiamo provato più volte ma va in crisi. Suo papà fa qualche trasferta, e quando non c’è dorme tutta notte, quando torna invece si dimena e piange svariate volte a notte. E naturalmente per me è devastante, non solo fisicamente e mentalmente ma perché vuol dire che lui ha qualche disagio che io non riesco a comprendere. Non saprei neanche da chi andare per ricevere un aiuto, sapreste aiutarmi?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Michaela, 

sembrerebbe che suo figlio abbia vissuto qualcosa che non è riuscito a riformulare bene. Sicuramente è normale un forte attaccamento alla madre però mi sembra di capire che attualmente non voglia proprio stare con nessuno se non con lei. 

Quando ha provato a lasciarlo da solo ha preparato il bimbo al vostro distacco? Magari con delle frasi semplici, lasciandogli un vostro "oggetto magico", ecc.? Potrebbe anche usare le stesse frasi "mamma va al lavoro, mamma va al supermercato ma torna" e vedere se col tempo ci sono degli effetti positivi

Lei deve provare anche a prepararsi a vivere/accettare il pianto durante il distacco. Quando un bimbo ha paura è normale che piange e non lo fa sicuramente perchè è arrabbiato con lei o perchè non vuole bene a chi gli sta vicino come i nonni o un papà. Senta lei dentro di sè per prima fiducia, si senta brava, lo saluti con affetto e con un bel sorriso, in modo fermo e deciso. I bimbi percepiscono benissimo le emozioni degli adulti significativi. 

Se le difficoltà peristono valuti una consulenza con uno psicologo dell'età evolutiva per descrivere nel dettaglio quando è avvenuto l'inizio di questa difficoltà, come ha reagito lei, papà, cosa state provando a fare per essere anche supportata e aiutata a trovare la vostra soluzione. 

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste per poter conoscere meglio il tipo di difficoltà descritta. Capisco che in un portale e per di più pubblico non sia semplice e forse nemmeno è possibile essere esaustivi.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Salve Michela, mi dispiace per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL 

Cara Michaela,

Comprendo quanto possa essere difficile e frustrante questa situazione per lei e il suo compagno.

Penso che potrebbe essere molto importante lavorare sui vostri vissuti e sulle vostre emozioni rispetto a tale questione, considerando che i bambini sono estremamente sensibili alle emozioni e alle comunicazioni verbali e non verbali delle persone significative.

Ad esempio, il vostro bambino potrebbe percepire delle paure o delle resistenze, per voi quasi impercettibili, e reagire di conseguenza.

Potrebbe esservi d'aiuto richiedere una consulenza ad uno psicologo specializzato in terapia familiare, in modo tale da essere supportati nel vostro percorso, lavorando indirettamente sulle difficoltà e/o sulle paure del vostro bambino.

Spero di esserle stata d'aiuto e mi rendo disponibile per chiarire qualsiasi dubbio o incertezza.

Dott.ssa Marianna Larocca

Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Sistemico-Familiare

Ricevo in provincia di Potenza e Online