Famiglia e bambini

I miei genitori non mi lasciano vivere

Beatrice

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Buonasera.
Sono Beatrice, ho 18 anni e vivo ancora insieme ai miei genitori. Da sempre ho avuto un rapporto abbastanza travagliato con loro. Mia madre, fin da quando ero piccola, ha sempre cercato di tenermi in una bolla di vetro. È sempre stata molto ansiosa e protettiva, a volte ai limiti dell'oppressione. Con mio padre, però, ho sempre avuto un buon rapporto, sicuramente migliore di quello che ho con mia madre. È sempre stato il mediatore tra me e lei e cercava di essere un anello di congiunzione. Nonostante questo, anche mio padre mi ha sempre negato di fare tante esperienze che facevano i miei coetanei. Proprio questa loro oppressione mi ha portato a fare molte cose di nascosto, ad esempio le prime uscite con dei ragazzi o anche cose più semplici, come accompagnare le mie amiche in un determinato luogo che a loro "non piaceva". Ho sempre guardato con gelosia i rapporti delle mie amiche con i loro genitori, spesso le vedevo complici delle loro madri, vedevo che loro raccontavano ai loro genitori le loro esperienze, chiedendo un consiglio o semplicemente sfogandosi. Io questa cosa non ho mai potuto farla, primo perché caratterialmente sono abbastanza chiusa (ma io credo che questa sia una conseguenza del rapporto con i miei genitori), e secondo perché ho sempre pensato che se io avessi detto loro ciò che facevo o ciò che avrei voluto fare, loro non mi avrebbero più fatta vivere, opprimendomi ulteriormente. Questo fino a qualche mese fa, quando ho preso coraggio e ho parlato a mia madre del mio ragazzo. Non è della mia città e questo è stato l'unico motivo del perché gliel'ho detto. Per vederlo devo spostarmi e per mesi ho dovuto raccontare bugie su bugie, questa cosa non mi faceva stare tranquilla e in più stavo male perché per vivere avevo bisogno di raccontare bugie. Ho chiesto a mia madre di non parlarne con mio padre, ma ovviamente lo ha fatto e da quel giorno mio padre non mi rivolge più la parola. Continuo a stare davvero male per questa situazione, sia perché mia madre continua a farmi storie quando devo vedermi con il mio ragazzo e sia perché ho rovinato il rapporto con mio padre. E soprattutto mi fa star male il fatto che in ogni evento bello nella mia vita c'è la loro ombra, ogni gita lo ricordo per le litigate con loro, ogni festa la ricordo per le loro urla per non farmi andare, e così per qualsiasi cosa.
Vi ringrazio per le risposte.
Beatrice.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Gerardo Settanni Brindisi (BR)

Buongiorno Beatrice


Lei è abbastanza giovane è sembra che sta faticosamente tentando di emanciparsi dai suoi genitori, ma contemporaneamente sente ancora il bisogno del loro sostegno. Non mi pare, in quello che lei scrive, che ci sia una chiara domanda a noi Psicologi, appare invece un tentativo di sfogo; se è così, mi immagino che lei deve sentirsi abbastanza sola per non aver trovato qualcun altro con cui condividere il suo stato d'animo e le sue emozioni. Potrebbe esserle utile riflettere su cosa lei fa per ritrovarsi sola, magari con l'aiuto di un mio collega.

Cara Beatrice


ogni ragazza della tua età si trova a fare i conti con il difficile equilibrio tra il deisderio di maggiore autonomia e il bisogno di ricevere ancora sostegno dai propri genitori; si chiama processo di separazione-individuazione ed è il difficile compito che ogni adolescente è chiamato a superare.


Nel tuo caso questo compito sembra particolarmente difficile, perchè hai dei genitori che non promuovono la tua autonomia, non accettano che tu stai crescendo e hai bisogno di maggiore libertà e possibilità di scelta. Sembra proprio che, nel tuo caso, la perdita (inevitabile in questo processo) sia ancora più grande e definitiva: per avere le tue libertà devi necessariamente rinunciare all'affetto e all'appoggio dei tuoi genitori. Dev'essere molto difficile da sopportare!


Intanto ti faccio i complimenti per aver avuto il coraggio di spezzare il circolo vizioso delle bugie e di accettarne le conseguenze: è una manifestazione di maturità! Hai avuto la forza di porti davanti ai tuoi genitori come adulta e non come ragazzina, che non ha nessun potere sulla propria vita. Brava, perchè non è per niente facile.


A te sembrerà strano ma, in realtà, il primo passo (e anche il più difficile) è fatto: hai cambiato la prospettiva, ti sei spostata da una relazione sbilanciata genitore-bambino a una relazione alla pari tra adulti, che è un'altro difficile compito che ogni adolescente è chiamato, insieme ai suoi genitori, a compiere. I tuoi genitori, che evidentemente non erano ancora pronti per accettare un simile spostamento, stanno reagendo come reagiamo tutti quando ci capita qualcosa di inaspettato e che non riteniamo possibile: è la paura di ogni genitore quando si accorge che il proprio piccolo sta crescendo e che, nel caso di genitori con un forte bisogno di controllo, può essere davvero travolgente. Però piano piano accetteranno il fatto che non puoi restare bambina a vita e le loro reazioni cambieranno. Sono d'accordo con te che la situazione è pesante da sopportare ma sono convinta che è temporanea: prova a vedere papà come un uomo che ha perso di colpo una certezza, un punto di riferimento e che deve abituarsi a questa novità. Abbi pazienza e ricordati di quanto sei stata brava a darti il potere di dire la verità e di difendere le tue scelte e col tempo le cose si appianeranno.


Un grande in bocca al lupo.

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