Famiglia e bambini

Problemi relazionali infantili

Anna

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Gentili signori,
è da un po' che volevo porre un quesito. Sto vivendo in prima persona una situazione che non so ben identificare nè scrivere e non so se sono io ad avere dei problemi o gli altri. Premetto che ho vissuto molti anni all'estero, sono partita da qui ventenne con la cosiddetta valigia di cartone e sono diventata una manager, ho viaggiato il mondo, mi sono fatta da zero ed ho una mentalità internazionale.

Quando sono tornata in Italia, seguendo il lavoro e anche un desiderio di una vita piu' vera e semplice, ho portato con me dei valori molto vari, ma quelli che ho trattenuto in maniera particolare (all'inizio inconsapevolmente) sono legati all'educazione dei bambini. Ho sposato un dolcissimo professionista e abbiamo una figlia meravigliosa di sei anni, siamo felici e non ci manca nulla (mia figlia ha avuto gravissimi problemi di salute alla nascita, cosa che per noi è stato uno shock, ma grazie al cielo sta benissimo ora). Il nostro lavoro va a gonfie vele e come riusciamo a guadagnare qualcosa di corposo tendiamo ad investire, un pochino come le formichine della fiaba, ma non ci facciamo mancare nessun divertimento.

Siamo andati a vivere in un palazzo dove ci son molte coppie giovani della nostra età con figli e abbiamo legato con tutti. Solo che abbiamo stretto amicizia con qualche coppia in particolare. Viviamo nel palazzo da quando i nostri figli non avevano neanche un anno. Io e mio marito abbiamo amicizie molto varie e diverse, conosciamo molte persone che non si conoscono tra loro, anche per via della nostra professione, e abbiamo frequentazioni molto varie e piacevoli, divertenti ed intelligenti ma siamo ben attenti a modulare la confidenza.

Alcuni dei nostri "amici" che vivono nel palazzo, pero', ci tocca vederli piu' spesso anche perchè abitiamo porta a porta. Spesso ci chiamano nel fine settimana per guardare un film insieme, i bambini vogliono giocare e noi li accontentiamo. Questi due giovani in particolare frequentano fin dalle elementari lo stesso gruppo di quattro coppie (coppia piu' coppia meno dato che hanno litigato con molti dei loro vecchi amici, e per colpa di questi ultimi, a sentir loro), e due di loro hanno a loro volta figli della stessa età di mia figlia.

Non si vedono molto spesso e i nostri vicini non escono molto, in verità, quindi le loro bambine, di 9 e 6 anni cercano sempre la compagnia di mia figlia. Poi, pero', quando si ritrovano tutti insieme con i loro amici di sempre e i loro bambini, e invitano anche noi, mia figlia viene puntualmente esclusa e in maniera anche molto crudele (una volta ho sentito la figlia della mia vicina dire alla sua amica figlia dell'amica di sua mamma "Corriamo in camera e chiudiamo la porta cosi' Ludovica (mia figlia) non puo' raggiungerci". IO le sentii e magari sbagliando intervenni dicendo "Federica, guarda che Ludo non è tua amica solo quando non hai nessuno con cui giocare".

In realtà ero ferita, perchè quando le compagne di scuola di mia figlia sono venute a casa nostra a giocare (ben 5 bambine) e le figlie della mia vicina vennero a bussare per cercare la compagnia di mia figlia, lei le fece entrare e letteralmente, come una signorina, le presentò a tutte le sue compagne e spiegò che gioco stavano facendo e le inseri' immediatamente nel gioco, assicurandosi che partecipassero. E' una cosa che mi rende molto orgogliosa di lei, che è una bambina socievole, generosa e gentile, ma vedo che spesso questa cosa non gioca a suo favore. Ovviamente questo è solo un episodio, ma ne posso raccontare un milione. A volte, queste bambine, partono già predisposte contro mia figlia, come se quando giocano con i figli degli amici dei genitori non ci possa essere spazio anche per lei, come se fosse una scocciatura...conosciamo queste persone tutte da quando i bambini erano piccolissimi, quindi non vedo come fanno i bambini a fare questa differenza tra lei e loro. Io sospetto che siano loro a mettere in testa alle bambine che devono giocare di piu' con i figli dei loro amici di vecchia data, anche perchè viviamo in una provincetta e se ho studiato bene il mondo nelle province funziona un pochino cosi'.

La mia vicina è in continua competizione con tutti (anche con le sue amiche d'infanzia) sulle figlie...se ha solo il sospetto che qualche figlio di qualche sua amica faccia qualcosa un pelino meglio delle sue, parte con le critiche, (su cose che a me francamente spesso sembrano totalmente inventate..), ha pure spiato la pagella di mia figlia ( e anche quelle dei figli di quelli che lei considera amici d'infanzia), quando siamo andate a ritirarle, per vedere se avesse avuto voti migliori della sua, ma sta ben attenta a non mostrare la pagella di sua figlia o a parlarne..per carità...la pagella di prima elementare per me non ha senso, dato che sono contraria ai voti e non credo che un bambino si possa giudicare con un numero, quindi non ci ho prestato attenzione, sebbene fosse un'ottima pagella!

Quando mia figlia viene esclusa, la mia vicina trova il modo di farmi sentire che è mia figlia che non sa inserirsi, le sue iniziano a piangere e ad urlare e a dire che non è vero che la escludono e chiamandomi bugiarda (quando io magari le ho viste con i miei occhi) e lei dice a mia figlia che deve imparare a gestirsela da sola e si vanta che le sue figlie "non hanno dipendenze affettive, che non dipendono dall'affetto degli altri"...io ora non so se mia figlia dipenda dall'affetto degli altri . E' una bambina molto serena, ma è anche molto gaudente!

Le piace la compagnia, le piace uscire, le piace divertirsi ed è generosamente compagnona, fa usare tutti i suoi giochi, aiuta a rimettere a posto quando gioca a casa loro (lei non riceve alcun aiuto quando è la sua cameretta ad essere messa sottosopra a meno che non intervenga io ), non ha problemi con nessuno dei figli degli altri nostri amici anzi!

A scuola la adorano maestre e compagni (è capitata in una classe dove ci sono tutte brave bambine come lei e si vogliono molto bene) quindi mi domando se sia mia figlia ad avere un problema o siano loro...Il mio problema principale è che mentre io educo mia figlia con certi valori, queste bambine dei miei vicini sembrano essere allo sbando e stradifese dai genitori, anche quando sono indifendibili. Ho chiesto a lei di non chiedermi piu' di giocare con loro, ma di accontentarsi di vedere gli altri amici quando usciamo, come se vivessimo in una casa indipendente, ma la vedo dura...Il padre di queste bambine una volta è arrivato anche a dire che mia figlia doveva spostarsi dal suo posto a tavola perchè sua figlia voleva stare vicino alla figlia del suo amico di vecchia data, ma lei si è rifiutata e le due bambine per tutta risposta hanno iniziato a parlarsi in codice per escludere mia figlia e nessuno gli ha detto nulla...insomma è una situazione strana...sono venuta anche a sapere che queste persone parlano male di noi...mio marito è un professionista conosciuto e benvoluto e la città non è molto grande, quindi ci è stato riferito da alcuni amici che veniamo criticati perchè anche se "abbiamo i soldi" saremmo "due cafoni" dato che mio marito viene da un rione popolare e io sono originaria della campagna, che amo...beh...non voglio dilungarmi oltre...potrei raccontarvene un milione cosi'.

Mio marito non reagisce perchè in realtà è un gran signore, io sono piu' fumantina, ma sto zitta, dato che abitiamo vicino e non è bello non salutarsi con la gente. Non so davvero come regolarmi!

Stiamo comprando una casa in campagna, ma il motivo per cui vi ho scritto è per sapere come dovrei, secondo voi, gestire la situazione con mia figlia, finchè viviamo vicino a queste persone, di modo che non sia piu' costretta a frequentarle, solo perchè lei vuole giocare con le loro figlie che la accettano o la cercano solo quando non hanno "di meglio" da fare...non so se quello che ho scritto è illustrato bene, dato che sono molto confusa...ma aspetto le vostre risposte!

Grazie mille

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Anna non dovrebbe mettersi nelle dinamiche tra sua figlia e le sue amichette.


Se si fidasse di lei e degli insegnamenti che le avete dati farebbe fare alla piccola, ovviamente sostenendola e parlandole. A meno che non sia sua figlia a lamentare un disagio ingestibile che richiede il vostro intervento.


Cosa pensa suo marito? Come mai nei racconti ci siete solo donne? Le figure maschili dove sono sparite?


Sua figlia vive altre situazioni di esclusioni?


Se le va mi faccia sapere. Buona serata!

Buongiorno Sig.ra Anna, lei ha descritto molto bene ciò che sta succedendo. Presumo, da come racconta, che il comportamento delle bambine vicine di casa sia determinato dal comportamento dei genitori. Purtroppo queste cose capitano tra bambini e i genitori non possono proteggere i propri figli da tutto e da tutti. Questi eventi (con gradi più o meno accentuati) succedono a scuola, nella compagnia di amici, in parrocchia (per chi la frequenta), al lavoro (da adulti)....secondo me è importante che parli con sua figlia in modo sincero dicendo che non è colpa sua e che purtroppo succede...eviti, però, di frequentare queste famiglie in modo assiduo.


Cordialmente.


 

Leggo con interesse quello che ha scritto e tra le diverse cose, mi balza all’occhio come i rapporti tra adulti influenzino i rapporti tra bambini. Esiste un dentro e un fuori la famiglia, gli adulti sanno bene come comportasi diversamente in base al contesto, mentre i bambini talvolta faticano ad adeguare il proprio stile, risultando talvolta “genuinamente” fuori luogo, ma sempre spontanei. E’ normale però che le vicinanze relazionali tra bambini cambino in base alla situazione. Come i bambini piccoli preferiscono stare con la mamma, se c’è la mamma e il papà, ma se non c’è e sono disponibili papà e nonna, allora preferiscono stare con il papà (non sempre, si tratta solo di un esempio). Insomma le preferenze fanno parte del gioco relazionale complesso, che a gli occhi degli adulti può sembrare perverso e talvolta crudele.Detto questo nelle parole che scrive io intravedo un altro tema: quello del confronto tra genitori e tra diversi stili educativi, valoriali. A volte famiglie diverse si trovano per motivi contingenti a trascorre del tempo insieme. Fino a un certo punto può essere vissuto come occasione per imparare a confrontarsi con la diversità, oltre può essere vissuto come rottura, fatica, frustrazione. Le domande che le farei sarebbero tante, quanto si sente libera di prendere una decisione netta: non frequentare più determinate persone? Che conseguenze può avere su di lei e sulla sua famiglia? Cosa ne pensa suo marito? Come la fa sentire essere lei a rompere una relazione? Forse non sufficientemente “accogliente”, come sta insegnando ad essere a sua figlia? 
Lei parla di come queste persone abbiano dei pregiudizi nei vostri confronti, perché vi considerano dei “cafoni campagnoli", eppure leggendo le sue parole, io intravedo anche dei suoi pregiudizi nei loro confronti perché “provinciali” e non sufficientemente “internazionali”. Insomma i pregiudizi sono normali e fanno parte della vita di tutti, ma fino a che punto lei è consapevole dei suoi? Quanto questi la influenzano nel leggere i comportamenti degli altri? 
Spero che queste considerazioni e domande la aiutino a riflettere ulteriormente.


 


 

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