Famiglia e bambini

Risvegli notturni di mio figlio di 8 anni

Simona

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Buongiorno, sono mamma di un bambino di 8 anni. Suo papà vive lontano e lo vede molto poco e siamo separati da una vita: i nostri rapporti sono civili e si limitano alle necessità per il figlio.
Da circa un anno, con tanta fatica, sto cercando di farlo dormire nel suo lettino.
Si addormenta con me senza problemi e sa che io poi vado a dormire nel lettone. Tuttavia, da circa un mese, si sveglia un paio di volte a notte e viene a chiamarmi per portarmi con se’ nel lettino per riaddormentarsi.
È un ménage per me insostenibile infatti talvolta commetto l’errore di farlo dormire nel lettone per la mia sopravvivenza (ho anche un lavoro piuttosto impegnativo).
Avrei il desiderio di un supporto per riuscire a raggiungere l’obiettivo della sua autonomizzazione anche notturna, con un sonno tranquillo. Grazie

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera gentile utente,


Un bambino che si sveglia di notte è quasi la normalità e i motivi sono molteplici. Provi a verificare se il risveglio coincide con sogni o incubi, con fatti scolastici o eventi quotidiani posso aver turbato la sua sensibilità. Per capirlo non c'è che un modo chiederglielo cercando di non fare un'inchiesta, con un tono di voce dolce, caldo ed affettuoso. Provi ancora a capire se e cosa è cambiato nella vs quotidianità, i cambiamenti anche piccoli producono spesso senso d'insicurezza, instabilità e paura.


Mi faccia sapere


Rosalba Anfosso Boscolo

Gentile  signora


lamenta che il figlio non dorme da solo e richiede la sua vicinanza con evidenti inconvenienti per lei. Suo figlio ha bisogno della sua vicinanza continua perchè solo cosi si sente sicuro e tranquillo. Questo non è solo frutto del sonno e del dormire ma di un bisogno di vicinanza che forse risulta carente durante tutta la giornata. Veda  e provi ad indagare i bisogni di suo figlio, le sue paure, le sue richieste, le sue recriminazioni... dove vanno a parare. L'esigenza espressa nella notte potrebbe essere solo un sintomo di una relazione e di un'intesa che non soddisfa completamente suo figlio.

Se prima dormiva tranquillamente da solo e da circa un mese non lo fa più evidentemente il bambino è preoccupato, c'è qualcosa che lo turba e che non sa bene verbalizzare e quindi 


non riesce ad abbandonarsi al sonno. Oppure un cambio di abitudine, ad esempio prima di addormentarsi sta sul cellulare o al pc. Provi inoltre ad analizzare cosa può essere successo in famiglia circa un mese fa. Va rassicurato, solo quando si sentirà al sicuro riuscirà a tornare a dormire tranquillamente.

Buongiorno,


non mi preoccuperei più di tanto, lo porti nel lettone, dormite tranquilli, sarà lui stesso ad allontanarsi dopo un po' di tempo.


Sogni d'oro e sereni, se ci fossero problemi dopo un paio di mesi così, mi telefoni che approfondiamo la questione cercando di conoscere un po' di storia. Per adesso va bene se dormite tranquillamente insieme.


Gramaglia dr Giancarlo


 


 

Simona, leggo la sua domanda e mi viene da dirle di non preoccuparsi, la crescita dei bambini e la loro autonomizzazione non sono lineari, si fanno passi avanti e poi indietro, poi di nuovo avanti... A 8 anni possono insorgere paure che prima non c'erano, complici i videogiochi, YouTube, i racconti degli amici. Le consiglio di non rovinarsi il sonno e di assecondare il suo desiderio di portare suo figlio nel lettone, dormire entrambi meglio e beneficerete della reciproca vicinanza . Senza rinunciare ad insegnare a suo figlio a dormire da solo, lasci spazi per i ritorni, riuscirà a dormire da solo... quando sarà pronto e sereno.


Le auguro di dormire sonni tranquilli


Un saluto Claudia Mancini

Gentile Simona,


Prima dove dormiva? Ha delle paure? Quali sogni fa? Potrebbe essere accaduto qualcosa nelle vostre vite in questo ultimo mese? Come sono i rapporti con le maestre? Coi compagni?


Servirebbe capire meglio la vostra routine, il vostro rapporto, quanto la comunicazione sia aperta e cercare piano piano di trovare delle strategie per lei/voi per accompagnarlo non solo nell'addormentamento ma anche nel proseguo della notte. 


Lui cosa riferisce quando gli chiede "come mai non riesci a riaddormentarti"? Vivete in una zona tranquilla o movimentata? Il risveglio avviene sempre allo stesso orario o varia? Ci sono cambiamenti rispetto all'orario di addormentamento (se va a dormire prima o più tardi rispetto al solito)? 


Mi scuso per aver fatto molte domande ma in una semplice richiesta scritta non è sempre facile dare consigli o rimandi indicati senza conoscere prima il contorno e la vostra routine. 


Le consiglio di avvicinarsi ad un professionista che si occupi di età evolutiva nella sua città dove intraprendere un percorso di consulenza e supporto da cui non solo ricevere eventuali consigli o acquisire tecniche magari di rilassamento (se dovessero risultare utili a livello corporeo) ma anche per esser supportati in questo cambiamento di vita.


La nanna notturna è un cambiamento molto importante per un figlio e spesso può nascondere al suo interno una paura non detta, magari per “proteggerla” inconsciamente o perché non ancora “pronto” per parlarne o perché non ancora “consapevole” essendo la notte il momento in cui le nostre “difese” e la nostra “parte cognitiva” tende a far emergere maggiormente l’impulso ed esserci meno razionalità.


Resto a disposizione per informazioni, dubbi, se volesse rispondere in privato alle domande poste per darle maggiori dettagli (mi scuso, come già detto, se ho inserito le domande ma per quanto molto dettagliata non è mai semplice in poche righe avere un quadro completo della richiesta) e/o per un eventuale percorso online o in presenza.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentilissima Simona,


la difficoltà che Lei descrive andrebbe maggiormente approfondita all'interno dell'intero quadro famigliare, della relazione con suo figlio e della fase di sviluppo psicologico e affettivo che il bambino sta attraversando. Se il taglio del cordone ombelicale è rapido quello del cordone emotivo dalle figure genitoriali richiede sicuramente maggiore tempo e passa attraverso alcune fasi di regressione che rappresentano un modo per progredire e definire se stessi, il proprio perimetro e il proprio tempo.


Le indicherei di rivolgersi a un professionista della sua zona per comprendere meglio la situazione.


Cordiali saluti.


De. Cisternino

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