Famiglia e bambini

Sono nata con un padre alcolista e violento

Marusca

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Salve a tutti! Vi ringrazio in anticipo per lo spazio che mi state concedendo.. Vi racconto un attimo la mia storia...sono nata con un padre alcolista, violento, con allucinazioni, a me e la mamma ci chiudeva fuori casa ect....quando avevo 3 anni mia madre divorziò da lui. Crebbi con i nonni perche la mamma lavorava tanto, ma con questo era presente e le volevo bene! Quando avevo 6 anni si sposò con un uomo che all'inizio mi amò come una figlia, ma che poi diventò il mio “assassino“...si dico così perché mi ha distrutta psicologicamente ed emotivamente tanto che all'età di 15 anni diventai autolesionista...violentava la mamma e la picchiava....una volta stava addirittura morendo dissanguata perché le aveva spaccato un bicchiere in testa....la colpa poi ricadeva tutta su di me....nell'arco di questi anni mio padre lo vidi per circa due mesi quando avevo 10 anni...non era mai sobrio...parlava male di mia madre e del mio patrigno e io me ne rimanevo in silenzio...un giorno mi chiamò ubriaco e disse che non avrebbe più voluto vedermi....piansi tantissimo...mia madre poi scoprì che era in una casa famiglia, che aveva avuto 3 ictus e che lo stavano a seguendo anche se ormai il cervello se l'era bruciato....mi sposai e lui non venne al matrimonio...adesso, dopo 16 anni, mi ha chiamata lui per la prima volta...perché provo un senso di agitazione ma nello stesso tempo di apatia? P.S da due anni prendo antidepressivi...che siano questi a portarmi all'apatia? Grazie in anticipo

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Marusca

la vita che ha descritto non manca certo di sofferenza, per questo credo siano naturali la depressione che ha manifestato nel tempo e la reazione al ritorno di suo padre.

Purtroppo a volte il dolore per alcuni eventi è tanto forte da non riuscire a tollerarlo e allora le nostre emozioni è come se si spegnessero, è come se la mente dicesse a se stessa "questo è troppo" e mettesse una barriera.

Nello stesso tempo però la chiamata di suo padre le riattiva la paura comprensibile di star male, di soffrire ancora.

Difficile dirle se ora sia meglio vederlo o no. 

Sarebbe sicuramente utile chiedere il supporto di uno psicologo.

In bocca al lupo

Salve, è comprensibile che lei provi agitazione di fronte alla chiamata di suo padre; egli per la sua malattia, l'alcolismo, ha danneggiato la sua vita e quella della sua famiglia. Piuttosto sottolineerei la sua apatia nonostante la terapia antidepressiva. Ha mia provato a parlare della sua storia e delle sue difficoltà con uno psicoterapeuta? Penso che potrebbe aiutarla a trovare delle valide risposte alle sue scelte.

Salve in risposta alle sue domande se assume antidepressivi, ne parli con il medico che glieli ha prescritti e riferisca quanto ha raccontato in questo sito. Il medico che la segue può modificare le dosi se necessario o cambiare il farmaco. Per quanto riguarda la relazione con suo padre è normale provare agitazione ed apatia come lei scrive, per un uomo che si è comportato come lei ha raccontato. Si interroghi sul fatto di dare una nuova opportunità a suo padre di ritornare nella sua vita oppure di perdonarlo, ma di non permettergli di ritornare, a lei la scelta. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Buongiorno Marusca,

come ben saprà gli antidepressivi hanno diversi effetti collaterali, l'apatia potrebbe essere uno di questi. Tuttavia, l'apatia vissuta assieme all'agitazione, potrebbe essere un sintomo del disagio emotivo che sta vivendo. Credo che debba rivolgersi ad un terapeuta che potrebbe aiutarla a dare un nuovo significato alle difficoltà che ha vissuto e permetterle di vivere più serenamente.

Saluti

Per gli effetti collaterali dei farmaci deve chiedere ai medici.

Le vicende che ci ha elencato non possono non aver lasciato delle conseguenze notevoli sulla sua psiche e forse anche sul suo umore. Apatia e agitazione sono l'espressione di sentimenti contrastanti legati alle sue esperienze.

Uno psicologo psicotrapeuta potrebbe aiutarla ad affrontare la situazione e i suoi sviluppi soprattutto se non si sente sufficientemente forte e serena. Saluti

Leggendo la tua storia ti posso dire che e' meno rara di quello che si crede. Ho potuto capire che la mamma ha scelto sempre uomini " sbagliati"  ma non e' una parola che amo. Il fatto che tu prendi antidepressivi non significa che non abbia una forza dentro te. Io ti chiedo di cercarla e di trasmetterla anche a tua madre. Probabilmente lei ha solo cercato di essere amata , e per molti e' una debolezza. In effetti l' amore e' forza ed e' con questo amore che chiedo a te e tua madre di guarire , di rinascere e crescere insieme, riscoprendo la forza  che e' in voi

A dire il vero data la tua storia personale, un po di depressione e apatia mi sembrano le due sorellastre migliori che potevi ritrovarti,  tutto il mio rispetto per la tua persona che a quanto si capisce dal breve racconto che hai riportato ha dovuto sorreggersi una situazione al limite della gestione emotiva.

ora se la tua domanda vuol significare, ho paura di diventare troppo fredda nei confronti del mondo  e di non sentire emozioni per paura che queste possano farmi male come in passato..la risposta è non so se ti sei mai fatta aiutare in un percorso fatto o da stabilirsi con un psicoterapeuta ma una gestione delle tue emozione una riappacificazione della persona, delle aperture di futuro potrebbe essere utili farle. 

ad ora ti dico solo questo, in relazione a una domanda relativamente vaga di un malessere che devi valutare tu quanto importante è, e se hai necessità di un supporto per trovare una strada sicura e chiara.

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